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"L'Agenzia" è un romanzo del tutto nuovo in uscita il 15 novembre 2019 ed è pubblicato con Lux Lab. Qui potete leggere in anteprima il primo capitolo!

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"Ancamò chì ta se, Alesandrin?"

"Vada via al cù,"rispose Alessandro, senza nemmeno alzare la testa dalla scrivania sulla quale aveva passato l'ultimo anno della sua sfortunata esistenza. C'era una montagna di posta da smistare e non voleva rispondere ai commenti irriverenti dei suoi colleghi dell'Agenzia, soprattutto nella figura del vecchio Drago, il capo ufficio del Dipartimento Comunicazioni in cui la Direttrice l'aveva inchiodato per punizione.

Una risata gorgogliò dalla gola di Drago, di cui nessuno sapeva il vero nome. Era sempre stato Drago e basta. Un buon capo a dire la verità,ma con la tendenza a punzecchiarlo un po' troppo. Inoltre parlava solo in dialetto milanese e la cosa creava un certo sconcerto negli Agenti più giovani d'età."Te ga nè ancamò per tant, Russo?"

Alessandro roteò gli occhi al soffitto e si limitò a indicare la pila di scartoffie che gli ingombrava la scrivania. "No, ho quasi finito."

L'altro gli diede una pacca sulla spalla e si allontanò, lasciandolo da solo a borbottare improperi contro chiunque scrivesse quelle maledette lettere. Era il 2019 santo cielo, perché lì dentro non potevano usare le e-mail come in tutto il resto del mondo, invece che la posta cartacea?

Sbuffò infastidito. Lo sapeva perché, naturalmente. L'Agenzia non esisteva nel loro mondo, era una dannata Soglia Stabile, non prendeva neanche il wi-fi lì dentro. Solo posta pneumatica e stupide lettere battute a macchina manco fossero gli anni '60.

"Toh, Russo. Gh'ho na busta par ti."Drago apparve di nuovo alle sue spalle, facendolo sussultare dallo spavento. L'uomo gli fece cadere davanti una busta che recava il suo nome – Alessandro Russo – e il timbro urgente della direzione.

Chiuse gli occhi – anzi, l'occhio– e contò fino a dieci prima di aprire la lettera con il tagliacarte e tirare fuori il foglio dal suo interno. La Direttrice,Simona Marte, lo convocava nel suo ufficio nell'immediato e Alessandro pregò tutti i santi del paradiso che fosse per levarlo da quel Dipartimento del cazzo in cui lo aveva lasciato a marcire più di un anno, dopo il casino che aveva combinato a Cesenago con la cassetta della posta. Insomma non era stata colpa sua se... no ok, era stata tutta colpa sua e doveva solo ringraziare di avere ancora un lavoro e di non essere stato buttato fuori a calci dall'Agenzia per sempre.

Ci aveva anche perso l'occhio sinistro in quella stronzata e se aveva iniziato ad andare in giro con la benda sull'occhio come un pirata aveva solo da biasimare se stesso.

Si alzò dalla sedia, abbandonando senza troppi rimpianti il mucchio di buste che aspettava solo di essere smistato, e si avviò verso l'ufficio della Direttrice. Ignorò la donna delle pulizie che gli rivolse un piratesco "Yarrrh" mentre passava e andò all'ascensore.

Dopo Cesenago era diventato lo zimbello di tutti a causa dell'occhio,altri lo detestavano non troppo cordialmente perché a causa sua tre colleghi erano morti, ma alla fine poteva andargli molto peggio.Aveva ancora un posto di lavoro almeno, no?

Non come il Martini, l'uomo che non poteva essere nominato ad alta voce manco fosse Voldemort. Lui era stato l'unico sopravvissuto dentro la Soglia Stabile di Cesenago che si era aperta nel cremasco, dove tutta la sua squadra era finita a far da concime per pomodori in una cascina prima che lui riuscisse a uscirne. Martini era partito di testa, o almeno così si diceva, e non aveva mai messo più piede fuori dal Dipartimento Ricerche dell'Agenzia. Alcuni dicevano che si fosse licenziato, altri che fosse ormai un caso di studio da parte dei medici, ma la realtà era che non importava a nessuno perché era diventato un monito per tutti.

L'Agenzia: MilanoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora