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«Perchè ti nascondi da me?» mi chiese dolcemente mentre mi accarezzava una delle due mani che aveva tra la sua.

«Perché mi vergogno...»

Il suo sorriso aumentò a dismisura. «Non dovresti. Non con me.»

Era possibile sentirsi così tanto bene e felici da farmi dimenticare per un breve momento tutti i pensieri negativi che affollavano la mia mente?

Bhe, con Vel lo era.

Mi mordicchiai il labbro inferiore con i denti perfettamente bianchi. «Lo so, ma...»

Ad un tratto, mi bloccai.

Il suo sorriso era sparito e il suo sguardo di fuoco era posato nel punto esatto in cui la tenera carne delle mie labbra stava stretta tra i miei incisivi.

Mi sentii mancare il respiro quando quelle due braci ardenti si mossero a cercare di catturare i miei occhi nei suoi, incatenandoli l'uno all'altra.

Il mio piccolo cuore, inizialmente, iniziò a perdere battiti, tuttavia, quando iniziai a sentire il suo respiro diventare più pesante e le sue emozioni diventare un turbinio frenetico insieme alle mie, questo iniziò a battere con una velocità sorprendente.

Sembrava sul punto di implodere su sé stesso per quanto veloce pulsava.

Deglutii e aprii la bocca, ma dalle mie labbra non usciva nemmeno una sola sillaba.

Vedere il modo in cui mi guardava, mi aveva completamente incastrato la voce tra le corde vocali, impedendole così di uscire.

"Vel..."

Lui non disse assolutamente nulla e, in men che non si dica, le due labbra erano posate sulle mie, pronte a dischiudersi e a fare in modo che il nostro casto bacio venisse approfondito in modo da diventare il motivo principale per cui sarei potuta andare all'inferno nel caso fossi morta prima di divenire un'Eterna.

Lui era il mio tormento.

Lui era il mio peccato mortale.

In pochi istanti, Vel si spostò, sistemandosi sopra di me e incastrando i nostri corpi alla perfezione.

Le nostre labbra erano ancora incollate le une a quelle dall'altra e le nostre lingue non potevano fare a meno di toccarsi, di sfiorarsi, di accarezzarsi proprio come stavano facendo i nostri corpi trepidanti di una passione a lungo assopita.

Vel si ritrasse leggermente e mi morse il labbro creando una leggera pressione con i suoi denti che mi fece quasi gemere.

Avevo il fiato corto e lui non era da meno.

Sospirai sonoramente quando lui si issò leggermente per spostarsi, ma lo tenni stretto a me e quando i nostri occhi si incrociano, vedere la profondità di quelle due iridi rosse come il fuoco e il desiderio palesemente mostrato in esse, mi fece sentire un brivido lungo tutto il mio corpo.

Lui mi voleva, potevo leggerlo chiaramente nelle sue iridi e non contava quanto lui tentasse di negare l'evidenza, i suoi occhi parlavano da soli.

Il desiderio lo stava logorando dall'interno tanto quanto stava accadendo in me.

Io... Per tutti gli Dei, io mi ero davvero innamorata di lui.

Non era un capriccio o semplicemente una cosa passeggera, quello che sentivo era talmente profondo, talmente reale da farmi sentire una voragine nel petto nel quale avrei voluto tuffarmici volentieri insieme a lui, solo ed esclusivamente insieme a lui.

«Astraea» disse con un tono di voce quasi irriconoscibile. Era rauca, graffiante, colma di una sensazione che lo stava sovrastando. sapevo perfettamente che lui voleva fare la cosa giusta per me, tuttavia, io sapevo cosa non volevo e cosa voleva ed essere sua appartenenza a questa seconda categoria. «Se non ci fermiamo adesso, io...»

ASTRAEA "Il sangue degli Eterni"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora