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Una volta uscita fuori dalla mia nuova camera, la prima cosa che feci fu di dirigermi a passo spedito verso l'uscita/entrata principale del Palazzo Reale

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Una volta uscita fuori dalla mia nuova camera, la prima cosa che feci fu di dirigermi a passo spedito verso l'uscita/entrata principale del Palazzo Reale.

Sentivo la necessità di prendere una bella boccata d'aria fresca, nonostante non mi fossi presa un soprabito che mi coprisse dalle temperature ancora leggermente fredde di fine Stella Invernale.

Al diavolo l'aria congelata, volevo starmene un po' per conto mio e non vedo cosa ci fosse di così sbagliato nel passare un po' di tempo in mezzo alla natura, da sola.

Sperai solo che non ci fosse più Alto Cielo ad occupare tutto il perimetro di quel maestoso spazio verde e che mia madre avesse sistemato tutto il caos che esso ha fatto, atterrando.

Lasciai che gli uomini di guardia al grande ingresso mi aprissero le doppie e pesanti porte in legno e, dopo che il passaggio fu finalmente aperto, uscii fuori dal castello e mi immersi nella natura incontaminata che era interamente ricoperta da un candido manto bianco a causa degli ultimi fiocchi di neve che quel periodo prevedeva.

In men che non si dica, venni investita da un vento gelido che rischiò di congelarmi persino le mie fragili ossa ancora umane.

Di Alto Cielo non vi era più alcuna traccia.

Chissà dove è stato sistemato.

Forse, aveva ripreso il suo volo.

Arricciai il naso e le labbra. Ancora non capivo come quel palazzo così imponente fosse riuscita a passare completamente inosservato su nel cielo e come avesse fatto a volare per tutti questi millenni senza precipitare.

Ero quasi convinta che questo sarebbe stato un mistero che non avrebbe mai avuto la sua soluzione.

Provai a camminare per un po' lungo il grande viale che, durante la Stella Primaverile, si riempiva di fiori e verdi piante rigogliose.

Chissà, magari sei riuscita a riscaldarmi un po' se mi muovevo e non rimanevo ferma, impalata in un unico posto.

Peccato solo che non riuscii comunque a riscaldarmi nonostante il mio corpo in movimento.

Stavo ancora congelando.

Mi strinsi le braccia al petto e iniziai a sfregarmi la pelle fredda con le mani, in modo tale che potessi riscaldarmi anche solo minimamente le braccia.

Volevo fare un dispetto al bel Dio della manipolazione, tuttavia, rischiavo di ammalarmi seriamente.

Forse sarebbe stata la cosa più saggia da fare se tornavo nuovamente dentro le mura del palazzo, al caldo e al riparo da temperature così basse per i miei standard di sopportazione.

Sbuffai al pensiero di dover apparire come una "brava bambina", che rispettava tutto ciò che le veniva detto, gli occhi di Veles. Tuttavia, non volevo rimanere in giardino un minuto in più.

ASTRAEA "Il sangue degli Eterni"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora