.𝟞.

880 69 35
                                    

Inizialmente, avvertivo caldo, molto caldo, così caldo che temetti che fosse arrivata nuovamente la Stella Estiva ed io non me ne fossi nemmeno resa conto

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Inizialmente, avvertivo caldo, molto caldo, così caldo che temetti che fosse arrivata nuovamente la Stella Estiva ed io non me ne fossi nemmeno resa conto.

Dopodiché, tutto d'un tratto, iniziai a sentire freddo, decisamente troppo freddo nonostante fossi sicura al cento per cento che, prima di andare a dormire, quella sera, avessi chiuso la porta finestra che consentiva l'ingresso sul piccolo balcone della mia stanza in vetro.

Stavo tremando ed ero quasi convinta che, di lì a breve, i miei denti avrebbero iniziato a battere tra di loro per il freddo polare che mi stava congelando perfino le ossa.

Dovevo assolutamente svegliarmi e chiudere quella dannata porta se non volevo morire assiderata prima di aver affrontato il risveglio in Eterna e aver assaporato il potere, che questo comportava, scorrere nelle mie mani.

Cercai di aprire gli occhi ma, stranamente, li sentivo pesanti come se fossi impossibilitata ad aprirli.

Strinsi forte i pugni lungo le braccia cercando di aggrapparmi con forza alle lenzuola del mio letto, tuttavia, invece di sentire la stoffa leggera di quest'ultima, sentii una sostanza strana tra le mani, una sostanza che sembrò frantumarsi una volta che io la strinsi con forza.

Era... Acquosa ma solida allo stesso tempo.

In un primo momento, se non comprendessi perfettamente che era del tutto impossibile, avrei creduto che fosse neve quella che stavo stringendo tra i miei pugni, soprattutto se ci aggiungevo anche il fattore congelamento delle mani.

Ma che diamine stava succedendo?

Dovevo assolutamente svegliarmi.

Cercai nuovamente di riaprire gli occhi ma, proprio come il primo tentativo, anche questo fallì miseramente.

Ritentai e, dopo svariati tentativi, finalmente riuscii ad aprire gli occhi anche se con uno sforzo decisamente sopraumano.

Mi alzai di scatto, mettendomi seduta, e sbattei più volte le palpebre per cercare di mettere ben a fuoco il luogo in cui mi trovavo, dissipando quella fastidiosa nebbiolina che mi appannava gli occhi ogni qualvolta che mi svegliavo.

Dopo un paio di minuti, riuscii ad avere il pieno controllo visivo e, con mio immenso stupore, la prima cosa che notai fu che quel posto non era la mia stanza, che, il mio soffice letto in realtà era un cumulo di neve proprio come avevo immaginato.

Spostai freneticamente lo sguardo intorno a me e l'unica cosa che vedevo erano alcuni fiori tipici della Stella Invernale e una enorme porta finestra dorata spalancata di fronte a me.

Ero in un grande terrazzo circolare il cui unico ingresso era consentito da quella grande finestra davanti a me.

Guardai in alto, corrucciando la fronte e notai che il cielo era azzurro chiaro, con sprazzi di tenui colori che si alternava tra il rosso e l'arancio.

ASTRAEA "Il sangue degli Eterni"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora