Alicen's Pov.
Dicono che la vita ti offre sempre una seconda possibilità e che si chiama "domani", io mi sono ritrovata senza un domani, senza nessun aiuto, senza una chance per poter continuare ad andare avanti dopo tutto quello che è accaduto nella mia vita nel giro di pochi mesi.
Aveva pienamente ragione mia madre quando diceva che la vita è fragile come il vetro, basta niente per distruggerlo e frantumarlo perchè, anche se provi a riunire tutti i pezzi, non sarà mai come prima.
Sto preparando gli ultimi scatoloni per il trasloco che faremo per San Josè, e mi fermo ad osservare le cornici con le foto di famiglia prima di avvolgerle con la carta da imballaggio, eravamo una famiglia perfetta, in tutto e per tutto, ma tutto ha una fine, nella mia vita la fine della felicità è arrivata in anticipo senza darmi il tempo di crescere e diventare adulta senza problemi. Ripongo le cornici negli appositi scatoloni e vado in cameretta da Emma che gioca nella sua cameretta.
«Piccola hai preso i col-» mi interrompo subito quando la vedo con i colori tra le mani che disegna sui muri.
«Ehmm.. Ti piace?» mi mostra un sorriso da faccia da schiaffi con quelle fossette meravigliose ereditate da mio padre.
Le pareti rosa, che papà ha dipinto per lei quando ha scoperto che mamma aspettasse una femminuccia, sono ricoperte da vari disegnini di vari colori. Non riesco mai a fermarla quando si tratta di colori e pittura. Ho sempre pensato abbia un dono, ovviamente i suoi disegni non sono perfetti è pur sempre una bambina,ma quando si tratta di colori, matite e album da colorare è come se fosse nel suo mondo. A volte neanche mi ascolta quando le parlo.
«Emma quante volte ti ho detto di non colorare sui muri? Insomma abbiamo tutte le pareti di casa tapezzate di fiori e cagnolini!» la rimprovero.
«Dai Ali, ma sono bellissimi perchè non ti piacciono?» sporge il labbruccio e mi fa una tenerezza infinita,riesce sempre a corrompermi con quel labbruccio e quegli occhioni. Emma ha solo 4 anni e a volte mi chiedo se la sto educando bene.
Mia madre è morta dopo tre giorni dalla nascita di Emma e dalla sua scomparsa mio padre si è completamente abbandonato a se stesso, non usciva neanche più di casa, non lavorava, non mi guardava neanche. "Somigli troppo a tua madre" diceva.
«Forse alla mamma piacciono» sorride.
«Di sicuro le piacciono, ma piacciono anche me piccola!» le dico tirandola in un abbraccio «Ma non imbrattare le pareti.» le dico sorridendo e accarezzandole i capelli.
...
Il taxi è arrivato, prendo le ultime cose e le porgo al tassista che mi aiuta a sistemarle nel bagagliaio. Chiudo la porta di casa e la osservo, spero di riuscire ad andare avanti e spero che Emma non sappia mai nulla di ciò che è successo in questa casa.
Aiuto Emma a salire in macchina e a mettere la cintura di sicurezza e mi siedo accanto a lei chiudendo la portiera del taxi.
«Destinazione, signorina?» chiede il tassista.
«Aeroporto di Charlotte-Douglas, grazie» chiudo gli occhi e prego che tutto vada per il verso giusto.
...
«Signorina, siamo giunti a destinazione» dice il tassista con un lieve sorriso.
Siamo già arrivati all'aeroporto e io non so se sono pronta ma devo farlo. Per Emma.
Tolgo la cintura di sicurezza e mi volto e vedo che Emma si è addormentata.
Perfetto, mi tocca prenderla in braccio visto che quando si addormenta non sente assolutamente nulla.
«Si ehm.. Ecco a lei» porgo i soldi al tassista che mi ringrazia.
Apro la portiera del taxi, scendo e prendo Emma in braccio mentre il tassista mi aiuta ad aprire il bagagliaio per prendere le valigie.
«Signorina non credo ce la faccia a portare due valigie sin dentro l'aeroporto, se vuole posso aiutarla con i bagagli mentre lei tiene la bambina in braccio» afferma con una faccia leggermente preoccupata.
«Lo farebbe davvero? Oh grazie mille sul serio, mia sorella ha un sonno davvero pesante e per aspettare che si risvegli per poter camminare senza inciampare sui suoi stessi passi ci vogliono almeno 30 minuti.» affermo con un velo di disperazione sul viso.
«La capisco benissimo Signorina, mia figlia è proprio così!» ride il tassista.
Nel frattempo prendiamo le valigie e ci dirigiamo verso l'aeroporto. Grazie a quel buonuomo del tassista siamo riuscite ad arrivare al nostro gate per San José senza nessun problema.
Alcuni addetti durante i controlli mi riferiscono che le valigie andranno in stiva quindi salgo tranquilla sull'aereo con emma in braccio.
Cerco il mio posto e quello di Emma e appena trovati siedo emma al suo posto accanto al finestrino.
E io mi siedo tirando un sospiro di sollievo per avercela fatta magari fin qui.
Sento il mio cellulare trillare per l'arrivo di un messaggio, lo prendo dallo zaino e vedo che è Amanda.
Io e Amanda siamo amiche sin da quando ne ho memoria, le nostre madri erano amiche per la pelle.. Inseparabili.
È una delle poche persone che c'è sempre stata per me.
"Ehi McFlurry sei a bordo?" rido mentre leggo il suo nessaggio.
Amanda mi chiama con tutti i nomi del cibo che mi piace. Oggi mi chiama McFlurry, domani ciambella, dopodomani pollo fritto e così via. Porta semplicemente la sua anormalità avanti.
"Sono sull'aereo scema, a minuti dovremmo partire, ti chiamo appena arrivo.
Xoxo" invio.
Ripongo il telefono nello zaino e mi giro verso di Emma per sistemarle la cintura che le avevo allacciato prima.
Mi raddrizzo le spalle cercando di rilassarmi il più possibile sperando che questo viaggio passi in fretta.
«Scusi, questo posto è libero?» sollevo lo sguardo.
Non l'avessi mai fatto..
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Questa è la mia prima storia, spero vi piaccia tanto! Non dimenticate di votare!❤️
Baci S.V😘
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Confidence
RomanceAlicen Richardson è una ragazza di Charlotte che lotta dall'età di 14 anni con un destino crudele. A 22 anni decide di cambiare la sua vita e quella di Emma, la sua sorellina, trasferendosi a San Josè, la città natale dei suoi genitori. Nuove conos...
