15 - Aula 33

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Smettila, cretino! Smetti di tremare e sudare come avessi la febbre! Cosa ti metti addosso il profumo buono di tuo padre, se poi ci butti sopra il puzzo della tua fifa? Datti un contegno, pezzo di idiota! Ferma questa vergognosa tremarella puzzolente ed entra!

Fosse facile!
A tu per tu con se stesso, Zack ansima di paura da un buon quarto d'ora.

Si è preparato bene per quel pomeriggio, a partire dal look. Con i capelli liberi ma ordinati, un pantalone di quelli che suo padre definirebbe di quelli seri, nero, senza toppe e dal taglio sportivo, le scarpe nere e una camicia nuova che ha scelto in tutta fretta il giorno prima grazie alla consulenza di Jay, dal buon tessuto e il gioco del bianco e blu a renderla vivace, si sente piuttosto carino. In più ha studiato gli argomenti presenti nella verifica del giorno prima, per dimostrarsi interessato e responsabile agli occhi del suo adorato professor Foster.
Una preparazione da perfezionista, da studente modello; non ha nessun motivo per sentirsi agitato.

Si raccomanda perciò calma e nervi saldi; un lungo respiro e varcherà la porta socchiusa dell'aula numero trentatré, luogo accordato per le lezioni private. Può farcela, Zack, non è difficile!

E invece no. Appena tenta di muoversi il cuore gli va in tilt e picchia duro la cassa toracica, la testa prende a vorticare e gli accende una nausea terribile, il tutto unito al puro e incontrollabile terrore di puzzare come un animale. Insomma, un disastro.

Calmati calmati calmati calmati calmati.

A poco a poco il mantra nella testa prende il sopravvento sulla sua emotività e finalmente Zack riprende il controllo sul corpo. Una rapida annusata sotto le ascelle gli fa comprendere di avere tutto sommato un odore ancora accettabile e preso un lungo respiro, afferra in apnea la maniglia della porta. Prova a girarla: uno, due, tre scatti nervosi in rapida successione. La maniglia sembra essere bloccata.

C'è qualcuno, dall'altra parte, che la forza nel verso opposto?
Non passa molto tempo che un quarto scatto, non per mano sua, gli risolve l'arcano. La porta si spalanca e di colpo la figura di un biondo ben piazzato e vestito con abiti italiani torreggia su di lui. Colto alla sprovvista Zack rimane rigido, mentre l'uomo lo scandaglia invece con uno sguardo di simpatia, come fosse contento dell'incontro. In effetti, la sua faccia non gli è nuova e si chiede dove e quando l'abbia già vista. È la sua voce a ricordargli chi sia quell'uomo. Si è enunciata d'un tratto, un ruggito basso da vero e proprio predatore che lo ha rimandato al breve dialogo avuto con quel tizio, giorni prima.

"Grazie della chiacchierata, James, ti lascio ai tuoi doveri di insegnante."

"A presto, Adrian."

Arriva monotono il saluto del professor Foster, a cui quello replica con un inchino teatrale.

"Prego" ridacchia, strizzando un occhio al ragazzo con fare complice. "Trattamelo bene questo bel giovanotto, Jamie."

Odioso e arrogante, pensa Zack. Realizzando, per giunta, che si è rivolto al suo James con un nomignolo amichevole, l'irritazione sale anche di più: non gli è piaciuto da subito, Adrian Loy. E con quel finto sorriso che gli rivolge, gli piace ancora meno. Deve violentarsi parecchio per non ribattere un prego un cazzo mentre si affiancano, proseguendo l'uno in direzione opposta all'altro.

Ad aiutarlo nell'impresa, James lo accoglie con uno sguardo che brilla di dolcezza, uno spettacolo che riporta a Zack il buonumore perduto.

"Buongiorno professore" butta fuori, impacciato.

"Ciao, Satter." 

Impeccabile nel suo completo grigio antracite e la cravatta azzurra, le scarpe ben lucide di morbida pelle marrone, bene abbinate con la valigetta che riposa ai suoi piedi, James si mostra felice di vederlo. Anche se il viso cereo gli parla di una grande stanchezza, un timido sorriso si affaccia comunque per lui. Allo stesso tempo legge però molta preoccupazione nei suoi gesti; più Zack avanza, più James si stringe su se stesso, spingendosi contro la scrivania come a volersi nascondere, incrociando le braccia come a proteggersi il cuore.

Io, OmegaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora