38. Quello che avresti dovuto essere

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Alex non era sicuro di sapere perché quattro esorcisti fossero venuti a prelevarlo durante la colazione. Nella mensa ormai semivuota la loro presenza non era passata inosservata, ma i cadetti avevano un'espressione confusa quanto lui.

Quando uscì, l'arena era quasi deserta e Alex si stupì di non vederla gremita del solito gruppo di cadetti ed esorcisti pronti ad ascoltare il discorsetto motivazionale di Riccardo. In effetti, aveva cominciato a credere che fosse una specie di irrinunciabile tradizione per loro e che non sarebbero riusciti a combinare un accidente senza. Di certo il loro capitano ne sembrava convinto.

In quel momento, però, pur essendo presente Riccardo, del suo seguito non c'era traccia. Accanto a lui, invece, si stagliava la figura imponente del capitano guardiano Merli e quella di un altro uomo di spalle, ma la cui sagoma Alex sarebbe riuscito a riconoscere ovunque.

L'uomo aveva una figura alta e longilinea quando invece Alex era più basso e aveva le spalle più larghe; i suoi capelli neri, senza traccia di bianco nonostante l'età, facevano risaltare ancora di più il colorito pallido, così diversi invece dai capelli chiari e dalla pelle abbronzata di Alex. Per non parlare degli occhi, che anche senza vederli Alex sapeva essere di un color nocciola tendente al nero, laddove invece i suoi erano azzurri. Anche se non l'avesse saputo fin dalla propria nascita, era evidente che Stefano Tivoli non era il suo vero padre, sebbene nessuno sull'isola avrebbe mai avuto il coraggio di ammetterlo in presenza del consigliere. Non che Alex l'avesse mai considerato un padre. Sapeva benissimo che l'unica ragione per cui si erano tollerati a vicenda per sedici anni era sua madre, il loro comune legame.

La presenza del suo patrigno non prometteva niente di buono e Alex strinse il pugno per nascondere il tremore quando una sottile lama di paura cominciò a lacerargli lo stomaco. Invece, si stampò in faccia un sorriso di circostanza e lasciò indietro i suoi accompagnatori mentre attraversava a grandi passi l'arena deserta per raggiungere il trio che lo aspettava appoggiato alla staccionata che delimitava la cupola di contenimento.

«Se mi aveste avvertito che davate una festa mi sarei vestito per l'occasione.»

Il suo patrigno non si voltò nemmeno quando Alex parlò e Riccardo congedò con un cenno gli esorcisti che lo avevano accompagnato.

Alex studiò l'espressione dei due capitani, in cerca di qualche indizio su quello che lo aspettava, ma Riccardo aveva la solita maschera arcigna, mentre Merli sembrava aver fatto dell'impassibilità la sua arte. Se non altro non avevano estratto le armi.

Il suo patrigno era appoggiato alla staccionata e il suo sguardo vagava oltre il perimetro da evocazione. In quel momento la cupola di contenimento era abbassata e all'interno del cerchio si muovevano gli addetti alla manutenzione come formiche industriose. Alex dubitava che il consiglio avesse concesso qualche nuova evocazione, ma quel posto doveva essere tenuto continuamente sotto controllo per evitare che l'energia accumulata aprisse il passaggio a qualche spirito. Oltre alla cupola, c'erano talismani di contenimento, incisi su tutto il perimetro, insieme a bracieri di incenso e sull'altare venivano bruciati una volta al giorno fiori indaco di alcanna e foglie di basilico per la purificazione delle energie spiritiche. Quando ancora viveva sull'isola, Alex adorava osservare quel cerchio e immaginare quando sarebbe venuto il momento anche per lui di evocarvi uno spirito. Le cose, però, erano andate in modo diverso.

Si appoggiò alla staccionata accanto al suo patrigno. «Mi sorprende che tu e i tuoi colleghi non abbiate ancora ordinato di distruggere questo posto, vista la vostra paranoia in fatto di spiriti.»

Il consigliere gli gettò uno sguardo, dimostrando per la prima volta di aver registrato la sua presenza, poi tornò a guardare il cerchio da evocazione. «Non si corre alcun pericolo finché tutto viene fatto secondo le regole, cosa che, a quanto mi hanno riferito, tu non hai ancora imparato.»

L'Isola degli SpiritiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora