15. Rosa blu

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SHAWN POV'S

"Quanto tempo pensi di metterci ancora?"chiedo ad Ari, intenta a preparasi per uscire, mentre l'aspetto nella sua stanza.
"Ho finito"mi risponde, entrando nella camera "Scusa se ti ho fatto aspettare"dice dispiaciuta, arricciandosi una ciocca di capelli rossi attorno al dito. Mi alzo dal letto a mi avvicino a lei, cingendole i fianchi.
"Tranquilla, devo dire che n'è valsa la pena"le sussurro all'orecchio, permettendomi poi di guardarla per bene.

Il suo corpo piccolo e minuto è stretto in un tubino color porpora che mette in evidenza al punto giusto le sue curve, senza esagerare, lasciando scoperta la schiena, visibile grazie ai capelli tenuti su in modo elegante.

"Sei semplicemente bellissima"le dico, guardandola negli occhi e vedendola assumere lo stesso colore dei suoi bellissimi capelli, non più lunghi fino alla schiena come una volta.
"Ehm, grazie"dice con tono basso, sorridendo.

Adoro il fatto che dopo tutto questo tempo insieme la sua costante timidezza sia rimasta, soprattutto perché è una parte che amo della sua persona. Impazzisco quando ad un mio complimento le sue gote diventano rosa. Mi perdo nel suo sguardo quando una mia carezza la fa tremare, e mi innamoro ad ogni suo singolo e timido sorriso dopo un nostro bacio.

"Forza, andiamo dagli altri, ci staranno aspettando"dico, facendola annuire e dandole un bacio sulla fronte prima di uscire dalla sua stanza.

"Ehi, state uscendo?"chiede Clary, la sua coinquilina, dalla porta della cucina.
"Si, andiamo ad una festa insieme a Nash, Eli e Charlotte"le spiega la mia ragazza, prendendo la borsa.
"E i bambini?"chiede curiosa, addentando un panino.
"Sono con Margaret, la madre di Nash"dico, andando verso la porta di ingresso.
"Okay, buon divertimento allora"ci dice salutandoci mentre usciamo dalla nuova casa di Ari.

Entriamo nella mia macchina e noto che la ragazza al mio fianco rimane in silenzio anche una volta partiti.

"C'è qualcosa che non va?"chiedo, preoccupato.
"Sai, sono cambiate così tante cose in così poco tempo..."dice pensierossa, con lo sguardo fisso davanti a sè.
"Beh un anno non è così poco"
"Lo è se vola via in un soffio di vento"sospira "Mi capita ogni giorno, anche solo per un minuto, di chiedermi come sarebbero andate le cose se Jane non fosse mai partita. Forse avremmo frequetato lo stesso college, passato intere giornate insieme, magari saremmo state ancora coinquiline"continua, con un sorriso triste sul volto.
"Devi pensare che andando via ha realizzato uno dei suoi sogni più grandi, vivere anche se per poco di musica"
"Si ma se la musica per lei è così importante perché l'ha lasciata? Insomma se è partita per coltivare il suo grande sogno allora perché l'ha troncato in questo modo?"chiede, più a se stessa che a me.
"Forse si è accorta che non è la cosa più importante all'interno della sua vita, forse ha capito che c'è qualcosa, o qualcuno, che le fa provare emozioni lontanamente paragonabili a quelle provate mentre canta una canzone"dico, parcheggiando l'auto davanti ad una villa enorme.
"Penso di aver capito a cosa ti riferisci"dice, inchiodando i suoi occhi scuri nei miei.

La guardo come si fa con un'opera d'arte, come per imprimere nella mia mente ogni angolo della sua pelle, ogni espressione ed ogni più piccola caratteristica. La guardo come si fa con qualcosa di bello, che ti rende felice, che ti fa stare bene. La guardo come non ho mai guardato nessuno prima e nel momento in cui poso le mie labbra sulle sue mi convinco che, si, siamo una fantastica opera d'arte.

JANE POV'S

"Dio santissimo, quanto cavolo ci mette questo stupido ascensore?"sbotto irritata, cercando di non delirare.

Sono venti minuti che aspetto l'ascensore dell'hotel ma non mostra nessun segno di vita e sto per perdere seriamente la pazienza.

"Hai bisogno?"chiede una voce alle mi spalle, facendomi voltare.

Two Souls In OneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora