One step closer

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I have died every day waiting for you

Darling don't be afraid I have loved you for a thousand years

I'll love you for a thousand more

Christina Perri - A Thousand Years


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New York - 2012


Robert Samson era morto da tre anni e per tutto quel tempo Jeremy Hunter aveva fatto dentro e fuori da casa di Oliver Mount praticamente ogni giorno.

Dire che l'uomo fosse depresso era l'eufemismo del secolo. Il primo anno si era trasformato in un barbone che non usciva mai di casa, non mangiava, non parlava, non esisteva. Per quanto disperato dalla morte del suo migliore amico, Jeremy non poteva lasciare che l'uomo che amava in segreto si lasciasse andare al nero buio dei propri sentimenti e ogni mattina si presentava a casa sua per svegliarlo, lavarlo, vestirlo e dargli da mangiare. Tutto a ripetizione.

A metà del secondo anno le cose erano andate meglio. Jeremy si era forzosamente preso una stanza nel loft di Oliver e ci aveva piantato le tende senza che l'altro dicesse alcunché. Avevano iniziato una routine dove JJ accompagnava Oliver di peso da un terapeuta, aspettava fuori con pazienza e lo riportava a casa tenendolo per mano. Era come passeggiare con uno zombie, solo che non sbavava e non voleva mordere la gente.

Lo sguardo spento con la quale Oliver lo guardava ogni mattina dilaniava il cuore di Jeremy e gli faceva desiderare di poter portare sollievo a quella anima distrutta, ma non poteva. Mount soffriva terribilmente la mancanza di Robbie e ogni volta che Jeremy pensava di confessargli il proprio amore, gli sembrava sempre fuori luogo.

Non era mai il momento giusto, per un motivo o per l'altro.

Dopo tre anni, Oliver si era svegliato una mattina ed era andato in bagno da solo. Si era rasato del tutto la barba e si era accorciato i capelli ormai lunghi con una macchinetta. Poi aveva indossato un completo ed era andato in cucina, dove aveva preparato un caffè e uno dei suoi adorati cappuccini annacquati.

Quando Jeremy era entrato in cucina e lo aveva visto così gli era quasi venuto un colpo. "O-oliver?"

"In carne e ossa."

Erano le prime parole che pronunciava chiaramente da molto tempo. A parte che con il terapista, di solito evitava di parlare ed era un cambiamento così assurdo rispetto ai tempi del Subspace, dove non stava zitto un secondo.

"Stai bene?" domandò l'inglese, avvicinandosi. Prese la tazza di caffè che Mount gli aveva spinto sul tavolo e se la portò alle labbra. "Ti sei tagliato i capelli da solo?"

L'altro annuì, passandosi la mano tra i capelli cortissimi. "Non ne potevo più di averli davanti alla faccia."

Jeremy non resistette e gli andò vicino, posandogli una mano su un braccio. Voleva stringerlo, abbracciarlo, baciarlo. Si limitò a sorridergli. "Stai meglio. Perché hai deciso questo cambiamento?"

Oliver fece una smorfia. "Non ne potevo più di stare a letto a guardare il soffitto. E non ne posso più di non fare niente. Sono stanco di essere stanco, se capisci cosa intendo."

Oh, se lo sapeva. L'unica ragione per la quale non faceva la stessa cosa era che il suo affetto per Oliver era più forte del proprio istinto di autoconservazione. Stargli vicino prosciugava ogni sua energia e gli impediva di pensare a se stesso.

RedWhere stories live. Discover now