26. Un'unica mente con un unico obiettivo

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Il sole di quella mattina era oscurato dalle nuvole e una nebbia leggera era calata sull'isola. Riccardo lo trovava appropriato per quella giornata di lutto. Era come se anche l'isola si fosse calata un velo sul volto, in rispetto alle morti a cui aveva assistito.

I cadetti e gli esorcisti erano radunati nell'arena da allenamento, mentre Riccardo li guardava dall'alto della pedana dei duelli. Quel luogo, normalmente chiassoso, era ammantato di silenzio. Gli esorcisti si scambiavano sguardi che erano più eloquenti di mille parole, perché in fondo in quel momento condividevano tutti lo stesso stato d'animo. Il loro dolore li aveva resi un'unica mente con un unico obiettivo, più di quanto ore di allenamento e disciplina avessero mai fatto. Riccardo non avrebbe voluto che fosse proprio un evento simile a unirli, ma sapeva che da ora in poi nessuno di loro si sarebbe risparmiato e neanche lui l'avrebbe fatto.

«Sono felice di vedervi tutti qui, in questo triste giorno» esordì, la voce che viaggiava attraverso la nebbia nel silenzio dell'arena. «So che molti di voi soffrono per non poter essere al funerale in questo momento, a dare l'ultimo saluto al nostro comandante. Se, però, so una cosa con certezza è che il comandante Valentini non ci avrebbe voluto inutili e piangenti sulla sua bara quando c'è un colpevole, un assassino, a piede libero sull'isola. Uomo o spirito che sia, ha ucciso il comandante e altre due persone innocenti, due compagni. Chi tra voi non li aveva incrociati almeno una volta in paese? Chi tra voi non conosceva i loro nomi? È proprio per loro che dobbiamo continuare a lottare. Perché abbiano giustizia.

«La nostra isola è stata per lungo tempo un rifugio sicuro per tutti i suoi abitanti, ma ora la sicurezza di questo luogo sacro, un tempo dimora degli Antichi, è stata violata. Qualcuno pensa di poterci uccidere impunemente e farla franca. Questo qualcuno pensa di poterci spaventare, crede che saremo troppo deboli e incapaci per reagire. Ma non sarà così. Tutto ciò non farà che renderci più determinati.» Riccardo trasse un respiro profondo e incontrò lo sguardo risoluto degli esorcisti e dei cadetti nell'arena. «Noi lotteremo anche per coloro che non possono farlo e troveremo il colpevole per consegnarlo alla giustizia dell'isola.

«Molti di noi sono ancora fuori in missione e non potranno aiutarci. Come loro stanno svolgendo il loro dovere fuori, noi dobbiamo svolgere il nostro qui. Abbiamo il compito di proteggere quest'isola e i suoi abitanti da chiunque si nasconda nella nostra casa. Sono già morte tre persone. Non possiamo permettere che ne muoiano altre. Non abbiamo ancora molte frecce al nostro arco, ma ce le procureremo.

«Sappiamo che questi omicidi hanno a che fare con i simboli che vengono tracciati col sangue delle vittime ed è proprio da qui che cominceremo. Il ritrovamento del corpo del capitano ha reso evidente che non sappiamo davvero da quanto stia andando avanti tutto questo, perciò il vostro compito oggi sarà mappare la posizione di tutti i pentacoli presenti sull'isola: dobbiamo scoprire se ci sono altre vittime di cui non sappiamo nulla. Anche oggi vi dividerete in coppie, ma stavolta spartiremo in settori l'intera isola e la rivolteremo da cima a fondo fino a trovare tutto ciò che ci è finora sfuggito, che siano macchie di sangue, pentacoli o corpi pietrificati. Buona fortuna a tutti e che gli spiriti degli Antichi vi guidino e vi proteggano.» Riccardo diede le spalle all'arena e si rifugiò all'ombra del colonnato.

Solo quando scese le scale della pedana e fu sicuro di non trovarsi più in vista dai suoi uomini, strinse il pugno e colpì una delle colonne. Ritrasse la mano con le nocche sanguinanti e fissò le ferite senza davvero vederle. Sentiva un ciclone di emozioni che lottavano dentro di lui per esplodere e tutto ciò che avrebbe voluto fare sarebbe stato urlare e rompere qualcosa per sfogarsi, ma sapeva di non poterselo permettere. I cadetti si aspettavano che lui fosse il capitano che aveva sempre le risposte, calmo e con la situazione sotto controllo. E adesso anche gli esorcisti, per quanto non fosse il loro capitano, si aspettavano che lui li guidasse.

L'Isola degli SpiritiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora