CAPITOLO QUARANTASEI: Cuba e primo giorno di scuola

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Primo settembre.
Tra tredici giorni inizia la scuola.
Donatore.
Confusione.

Molte cose mi passano per la testa mentre sono nell'aereo diretto a Cuba.

Kaleb dorme al mio fianco, il suo ciuffo castano ricade sul suo viso e porto una mano su di esso scostandolo.

"Ti vedo" la sua voce è roca e sorrido alla sua affermazione.

"Mancano ancora venti minuti" sbadiglio e mi lascio ricadere sul sedile, chiudendo per qualche secondo gli occhi.

"Sicuramente non è stata mia l'idea di andare a piedi in hotel!" Urlo lasciando ricadere le braccia sui miei fianchi.

"Calmati, troveremo un taxi" parla il ragazzo accanto a me, perché magari prenotarne uno prima non era normale, giusto?

Mi mordo la lingua per non dire qualche parola di troppo e finalmente vediamo un taxi avvicinarsi a noi.

L'autista ci scruta e poi Kaleb si decide a parlare, chiedendo un passaggio e fortunatamente egli capisce la nostra lingua e ci accompagna nella casa in cui alloggeremo per una settimana.
Sono molto curiosa di visitare cuba e sono contenta di essere accompagnata da una persona che in poco tempo è diventata tanto per me.

Cosa stai dicendo?
Cosa dico? Mi piace Kaleb, lo ammetto, ma non sto dichiarando amore eterno, dico solamente che come ragazzo è attraente e misterioso, proprio per questo sarei interessata a conoscerlo ancora di più.

"Pronta per iniziare questa vacanza?" chiede ed io annuisco per poi battergli il cinque.

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13 settembre, la sveglia oggi è suonata precisamente alle sette e trenta, il mio cervello non connette ed i miei occhi vedono tutto offuscato, quindi li stropiccio cercando in un miglioramento.

"Linda" urlo dalla mia camera, nella speranza che anche lei sia sveglia e decido di alzarmi dal letto e iniziarmi a preparare, nonostante non abbia ricevuto risposta e ciò significa che sta ancora dormendo.

Prendo il telefono notando un messaggio da parte di Kaleb: Buon primo giorno di scuola ;)
Sorrido al suo messaggio e decido di rispondere con un "grazie".

"LINDA" urlo ancora più forte e ciò che ricevo è un suo vaffanculo, ridacchio alla sua reazione e scuoto la testa iniziandomi a preparare.
Decido di indossare dei jeans e una maglietta Calvin Klein, mentre per i capelli li lego in una coda alta.

Penso che quei meme che girano su instagram sono proprio veri, il primo giorno di scuola siamo tutti sistemati, mentre nei giorni successivi molti vanno con uno chignon sbrigativo, struccate e tanto altro a scuola ed io faccio parte di questa gente.

Vedo la mia migliore amica entrare in camera già vestita e mi stupisco di ciò, ma da un lato sono felice perché almeno non faremo tardi a scuola.

"Io direi di andare"

SPAZIO AUTRICE:
Ciao a tutti! So che questo capitolo fa un po' schifo ed è molto corto, ma devo far passare il tempo velocemente!

365 giorni di noi (WATTYS 2019) Leggi questa storia gratuitamente!