Prologue: (Not Really) Race Accident

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Osservo con espressione corrucciata il mio riflesso allo specchio, esaminando con cura la lunghezza della gonna che indosso e che arriva rigorosamente a metà ginocchio, studiata al millimetro dallo stilista.

La camicetta celeste è perfettamente inamidata e infilata all'interno della gonna per darmi un aspetto più ordinato di quanto già non sia, completato poi dalle ballerine dello stesso colore che mi hanno fatto indossare.

Non sono mai sembrata più simile a mia nonna, e non sono mai sembrata più noiosa.

"Perfetta!".

La voce dietro di me appartiene a mia madre che mi osserva con un enorme sorriso sulle labbra: "la futura duchessa del Surrey. Hai finalmente anche l'aspetto di una duchessa senza quei colori cupi di cui ti vesti. Hai mai visto la principessa Kate vestita di nero dalla testa ai piedi? Adesso sì che le somigli!".

"Che culo" mormoro tra me e me in modo tale che lei non mi senta, sapendo già cosa rischio per questo 'linguaggio scurrile e per niente adatto a una signorina'.

A volte penso che il titolo nobiliare le abbia dato alla testa, ma forse la colpa delle nostre differenze è dovuta al divario generazionale.

Di sicuro, però, io non potrei essere più lontana dagli ideali e dai valori dei miei genitori.

Loro che sono sempre stati così conservatori, miti, votati alla vita semplice in famiglia e alla chiesa anglicana, si ritrovano una figlia a cui il titolo non interessa per niente, idealista e progressista che vorrebbe lavorare sul serio anzichè dedicarsi solo al giardinaggio, alla tenuta o all'immagine che diamo di noi all'Inghilterra e al mondo.

Come se agli altri interessasse qualcuno della famiglia reale oltre alla regina, ai principi Harry e William e alle rispettive famiglie.

Il rumore dei suoi tacchi mi fa notare che si sta avvicinando, e per questo alzo la testa, facendo attenzione a non fare movimenti bruschi per evitare che la crocchia bassa che mi ha appuntato rischi di sciogliersi.

"Tu cosa ne pensi, Claire?".

Penso di non essere mai sembrata così ridicola.

"È un abbinamento carino" rispondo titubante, non trovando nulla di buono da dire su questo completo che, grazie a Dio, dovrò indossare solo in una delle occasioni officiali in cui vorranno che sembri un bon bon.

Ed in quelle occasioni recito il mio ruolo alla perfezione, sorridendo di continuo, indossando cappelli atroci e chiedendo a tutti della loro famiglia per sembrare interessata.

Una volta il The Sun mi ha definita 'una Kate Middleton in erba', se solo sapessero che non potremmo essere più diverse.

Mia madre sembra sul punto di protestare, ma prima che possa farlo lancio un'occhiata all'orologio da parete, trattenendo a stento un sospiro di sollievo.

"Vorrei trattenermi ancora un po' ma ho il treno da prendere" annuncio guardando la sua espressione farsi quasi stupita, come se non sapesse perfettamente che ogni domenica alla stessa ora ho il treno per tornare al mio appartamento a Londra.

"Ma come? Di già?".

"Sono le quattro, mamma, rischio di perderlo" rispondo dolcemente, sapendo che con lei la strafottenza e le mancanze di rispetto non servono a nulla.

Senza darle tempo di dire altro tolgo camicia e gonna rimpiazzandole con i miei pantaloni e la blusa che avevo indosso stamattina, infilando velocemente gli stivaletti neri.

"Torni il prossimo weekend, vero?" Domanda mamma mentre chiudo la valigia, guardandomi preoccupata come se le avessi appena detto che voglio partire per il deserto del Sahara e non fosse una cosa che succede ogni weekend che il Signore manda in terra.

"Certo, come sempre" sorrido rialzandomi, "devo scappare. Ci vediamo sabato prossimo!".

Cavandomela con un bacio sulla guancia sia a lei che a papà riesco a raggiungere il vialetto della tenuta dove il maggiordomo mi aspetta con la macchina già accesa.

"Ti prego, portami via" lo prego a voce bassa, guardandolo scoppiare a ridere prima di annuire.

"Come sempre, signorina".

E lui, come sempre, è di parola.

***

Non appena scendo dalla macchina saluto Edward con un abbraccio caloroso, sentendomi paradossalmente più in sintonia con lui che con la mia famiglia.

È una sorta di zio che mi ha cresciuta, coccolata e anche viziata, e a differenza dei miei genitori per cui immagine pubblica ed etichetta sono tutto, lui mi concede di essere più selvaggia, o se non altro di comportarmi da persona della mia età.

Agito la mano in segno di saluto attraversando la strada verso la stazione, quando il rumore stridulo di una brusca frenata mi fa girare di scatto, ritrovandomi quasi addosso a una macchina arancione.

"Ma cosa cazzo fai?!" Urlo colta di sorpresa, quando un ragazzo che non avrà più della mia età esce dall'abitacolo, scusandosi a profusione.

"Scusa, scusa, scusa, non ho visto le strisce pedonali... Oh Dio, stai bene?".

A quelle parole mi calmo e finisco per annuire, stringendo maggiormente il manico della valigia: "sì, sì, sto bene... Sono solo spaventata. Dovevo guardare anche io, è anche colpa mia".

"No, eri sulle strisce pedonali, eri nella ragione. Mi dispiace, davvero. Sarei stato più attento se non fossi stato in ritardo".

Davanti alla reazione quasi esagerata del ragazzo sorrido, scuotendo la testa: "non preoccuparti, davvero".

Osservo brevemente la macchina, riconoscendo adesso la marca, ma prima che possa soffermarmi sul ragazzo, l'altoparlante della stazione mi richiama alla realtà, annunciando l'arrivo del treno destinato a Londra.

"Ora scusami, ma devo andare o perdo il treno. Fai più attenzione quando guidi, non sei mica Niki Lauda!".

Se solo avessi saputo quanto queste parole sarebbero state errate.


Well hello everyone.

Nel caso non lo sapeste, mi piace la Formula Uno e mi piace molto anche Lando Norris, per cui mi sono detta: "hey!!! Scrivi una fanfiction su di lui!!!".

Per questo, oggi vi pubblico Orange Is The New Black (titolo iconico, davvero) sperando che anche se non è sui 5SoS, vi possa piacere lo stesso.

A differenza di Undercut questa storia non è molto tecnica, essendo Charlotte completamente estranea al mondo della Formula Uno, quindi non dovrebbero esserci particolari problemi!

Detto questo, fatemi sapere che ne pensate!

Grazie mille come sempre.

Amore e (latte e) biscotti per tutte,

Chiara.

Orange Is The New Black || Lando NorrisDove le storie prendono vita. Scoprilo ora