14.La verità

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CAMERON POV'S

La guardo bene e la mia preoccupazione aumenta quando nei suoi occhi leggo paura, una paura senza limiti. Cosa la spaventa tanto? Perché è così difficile parlarmene?

"Jane, stai bene?"le chiedo, sedendomi accanto a lei sul letto della sua camera d'hotel.
"Si, sto bene"dice, poco sicura, prendendo un grande respiro.
"Sei pronta a parlare?"chiedo ancora, facendola annuire.

Ha lo sguardo basso, le mani che tremano e il respiro leggermente pesante.Vederla in questo stato mi fa male, ma devo capire cosa mi nasconde.

"Non è stata Melissa a contattare me quel giorno, sono stata io a farlo. L'ho fatto perché dovevo lasciare immediatamente Miami e quindi mi ero ricordata della sua proposta di partire per New York per lavorare insieme"inizia  a dire, evitando il mio sguardo confuso.

Ha deciso lei di andare via? Perché l'ha fatto?

"Sono stata obbligata Cameron, non potevo fare altrimenti. Un giorno un uomo mi ha minacciata, dicendomi che se non me ne fossi andata ti avrebbe ucciso"continua, con la voce incrinata, mentre spalanco leggermente gli occhi.
"Cosa avrei dovuto fare? Non potevo rischiare che ti capitasse qualcosa, non potevo accettare che qualcuno ti facesse del male, quindi gli ho dato retta. Sono andata via per proteggerti, per evitare di perderti, anche se alla fine ti ho perso lo stesso a causa delle mie stupide azioni"dice, ormai piangendo a dirotto, mentre io fisso il vuoto.
"Capisco se adesso non vorrai mai più rivedermi, ti capisco pienamente. Voglio solo che tu sappia che ciò che mi ha portata a fare determinate cose è stato il mio amore per te, la paura di non poterti più rivedere,il possibile senso di colpa che mi avrebbe tormentata giorno e notte se non fossi partita"

Non so come reagire, ho solamente un vuoto nel petto e sento la necessità di stringere immediatamente tra le mie braccia la ragazza forte, ma ormai stanza, seduta accanto a me, e così lo faccio.

La stringo a me con la paura che scappi un'altra volta per evitare di farmi del male, quando non ha ancora capito che l'unico dolore è non poterla vivere al meglio. La stringo forte in modo che capisca che adesso le cose si sistemeranno, che deve smetterla di singhiozzare in questo modo e che  cercherò un modo per farla stare bene, anzi, per farci stare bene.

"Scusami Cam, scusami"dice ancora, travolta dai singhiozzi.
"Non ti devi scusare per nulla piccola, devi stare tranquilla"le dico, accarezzandole lentamente la schiena, cercando di calmarla.
"Quando sei venuto in Italia mi hanno avvertita una seconda volta, continuando a ripetermi che sarebbe stato meglio se fossi stata alla larga da te. Alla fine ho deciso di scappare ancora Cam, ma l'ho fatto solo per te..."
"Lo so, lo so"

Passano altri svariati minuti mentre cerco di tranquillizzarla e, finalmente, si addormenta, come se il peso che portava in petto fosse così pesante da torturarla anche nel mondo dei sogni, un mondo che per una ragazza come lei dovrebbe essere il posto più tranquillo di tutti.

JANE POV'S

"Stai meglio?"mi chiede preoccupato, scostandomi una ciocca di capelli corvini dal viso.
"Cameron, è da quando mi sono svegliata che te lo ripeto, sto bene"dico sorridendo leggermente, mentre bevo il mio frappè.
"Lo so, ti sto torturando, scusa"dice, ridacchiando leggermente.

So che è preoccupato per me, lo leggo nei suoi occhi, ma qui quella davvero preoccupata sono proprio io. Ho paura che da un momento all'altro spunti fuori qualcuno e che cerchi di fargli del male. E' come un incubo ad occhi aperti dal quale non puoi sfuggire, perché è così reale da farti credere che sia tutto maledettamente vero.

"Tu non hai paura?"gli chiedo, guardandolo seriamente.
"No, affatto"dice duro, prendendo un gran respiro "Attualmente l'unica cosa che mi preoccupa sul serio è che tu vada via un'altra volta"
"Non lo farò, te lo prometto"gli sorrido sincera, rassicurandolo.

Non rispondo, fissa il vuoto per vari minuti e poco dopo alza lo sguardo verso il mio, come se stesse per propormi qualcosa. 

"Continueremo questa sorta di viaggio, solo che lo faremo insieme"dice di getto, senza alcun dubbio.
"Di cosa stai parlando?"chiedo confusa, non capendo bene ciò che dice.
"Tu volevi fare un viaggio per l'America giusto? Beh, adesso lo faremo insieme"
"Ma non durerà poco Cam, sei sicuro?"
"Sicurissimo. Potremmo tornare a casa giusto per l'inizio del college, così non perderemo le lezioni"
"Giusto, il college..."dico con tono basso, ripensando che adesso dovrò trovare un nuovo college, dato che di tornare a Milano non se ne parla.
"Non indovinerai mai cosa ho scelto come percorso di studi"dice divertito, facendomi alzare un sopracciglio.
"Architettura?"chiedo, provando a rispondere un po' a caso.
"Ehm, no"
"Giurisprudenza?"
"No, sei molto lontana"
"Allora astronomia?"tento nuovamente, sbagliando.
"Ho scelto medicina"dice, con gli occhi pieni di luce, forse speranza.
"Hai fatto benissimo"sorrido, guardandolo con orgoglio.
"Tu invece? Lettere giusto?"
"Certo, cosa ti aspettavi?"chiedo ridacchiando, mentre lui sbuffa sonoramente.
"Strano che abbiano ammesso una nullafacente come te. I college moderni sono troppo permissivi"dice ghignando, facendomi alzare gli occhi al cielo.
"E tu invece? Durante un'operazione potresti rischiare di far morire una persona mentre fissi il tuo riflesso nel bisturi"dico, con il suo stesso tono derisorio.
"Ammettilo, sei gelosa perché sai già che farò innamorare tutte le infermiere del mio ospedale"dice, sicuro di se, passandosi una mano fra i capelli.
"Io, gelosa? Te lo puoi sognare"
"Beh, vedremo piccola..."
"Dimmi Cam, la scelta del college ha a che fare con tua madre, per caso?"chiedo, diventando seria, mentre sul suo volto si dipinge un'espressione riflessiva.
"Già, voglio provare ad essere una persona migliore, magari aiutando le persone che rischiano tutto a causa di ciò che gli riserva il destino"
"E' una bella cosa, devi essere fiero di te stesso e della persona che stai diventando"
"Vorrei tanto che il vecchio me non fosse mai esistito, mi sentirei più sollevato se tutte le mie brutte azioni non esistessero"dice, dispiaciuto.
"Quello che hai passato ha fatto di te la persona che sei oggi, non devi rimpiangere nulla Cameron"gli dico, sporgendomi verso di lui, ignorando il tavolo del locale posto fra di noi, e posando le mie labbra sulle sue con impazienza.

Lui porta le sue mani calde sul mio viso e con un dito mi accarezza la guancia con delicatezza, come se avesse paura di frantumarmi in mille piccoli pezzetti.
Il nostro bacio finisce e poggio la mia fronte sulla sua, ammirando l'enorme sorriso che ha stampato sulle morbide labbra che ho appena baciato.

"E' per questo che ti adoro ragazzina, mi fai stare bene con un semplice gesto"dice, allargando ancora di più il suo sorriso, mentre accarezza ancora la mia pelle.
"Sono nata per farlo"dico con tono basso, per poi rimettermi composta sulla sedia.

Sarà un potere? Ammetto che mi piace, mi piace molto.

Okay, vi avevo promesso un capitolo più lungo maaaa non è questo! Vorrei sapere se vi piacerebbe anche il punto di vista di Shawn o Nash nel prossimo capitolo, per vedere magari come vanno le cose a Miami mentre i nostri #Janeron sono a Chicago.

Fatemi sapere, e ditemi anche se per voi #Janeron è decente come ship.

Come pensate che proseguiranno le cose? 
Adesso che Cameron sa tutto la situazione migliorerà? O peggiorerà?
Chi sarà lo sconosciuto che vuole morto Cameron? Avete qualche idea?
Scrivetelo nei commenti e non dimenticate di votare il capitolo e seguirmi su instagram:

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ilastories: pagina.

Che dire, un bacio a tutti! Vi amo!

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