15

618 60 14

Aleksey stava parlando al telefono con sua madre. 

Erano rientrati da poco nella suite, e quella sera erano stati invitati ad andare al Talisman, la discoteca, non vedeva l'ora di rivedere il suo "angelo". 

Così candido di aspetto, sapeva che lo era anche dentro, dal suo sguardo, tormentato, per le disavventure che gli erano successe.

-Alek, mi stai ascoltando?-Sua madre sembrò preoccupata.

-Scusa mamma...e che...ho conosciuto una persona...e...la stavo pensando...-

Sentì una lieve risatina, all'altro capo del telefono.

-Oh, bambino mio...raccontami di lui...-

In un fiume di parole raccontò le cose.

-Sta con Jordan? Cavolo Alek...- Disse la voce preoccupata di sua madre. 

La sentì sospirare.

 -Tesoro...io...non vorrei che creassi dei casini con mio nipote...-

-Sta tranquilla, da quanto ho saputo...gli sta facendo solo da guardia del corpo...- Il tono acido della sua voce, non la raccontava tutta giusta.

Gli dava fastidio che Jordan dormisse in casa di Jacob. 

Molto fastidio. 

Era geloso, e anche l'altro uomo lo era. 

Entrambi si erano accorti che il giovane ragazzo li guardava un po' uno e un po' l'altro, arrossendo continuamente. 

Salutò sua madre e si distese sul comodo letto. 

Chiudendo gli occhi e sognando di poter sfiorare la candida pelle, di poter segnare alcuni punti con le sue labbra e con i denti, marchiando il suo collo e il suo corpo, come suo. 

Sentì il suo membro inturgidirsi all'idea di poter sfiorare o toccare quel corpo, e di possederlo. 

In modo dolce, delicato. 

Portò una mano in basso verso la sua erezione, immaginando quelle labbra rosee che si spostavano su di lui, quelle mani candide che lo sfioravano.

Si tolse gli indumenti, rimanendo nudo sul letto, con gli occhi chiusi. 

Immaginando il suo "angelo" con il volto arrossato, mentre prendeva la sua erezione e vi passava sopra delicato le labbra, il viso.

Una mano scese, sfiorandosi la durezza che sobbalzava sul suo ventre nell'eccitazione di quel sogno erotico da sveglio. 

Mosse lento la mano, pensando a quelle labbra che percorrevano la sua asta, la lingua che lo assaggiava. 

Gli occhi di 2 colori diversi, farsi piu scuri dall'eccitazione. 

I capelli che gli sfioravano il ventre, solleticandolo. 

La sua mano continuava a spostarsi su e giù, mentre il sogno si faceva più erotico, vedendo le labbra di Jacob arrivare alla punta del suo membro e leccando le piccole gocce di liquido preseminale che usciva dalla troppa eccitazione. 

Vide la bocca aprirsi, e succhiargli la punta. 

Muovendo la lingua, roteandola. 

Poi la testa muoversi in giù e in su con una lentezza erotica e piena di promesse. 

Sentiva tutta la sua eccitazione spostarsi nei lombi, e nella tensione dei testicoli. 

Portò l'altra mano su di essi massaggiandoli e continuando a masturbarsi. 

Immaginò quella bocca, inglobarlo, e spostarsi fino a prenderlo in gola, emettendo dei rumori e dei gemiti di goduria a sentirlo sempre più duro. 

La sua mano continuò a spostarsi sempre piu veloce sul membro. 

Emettendo dei lievi gemiti. 

Immaginando il corpo del suo angelo, nudo fra le sue braccia, strusciarsi con le loro erezioni.

Sfiorando con le dita, sul suo orifizio.

Quando immaginò di penetrarlo prima con le dita e poi con la sua erezione. 

Ebbe il suo orgasmo. 

Emise un gemito strozzato, immaginando ancora il viso, la voce e le mani delicate su di se, continuando a venire, a spruzzare sperma sul proprio ventre, fino a farne uscire anche l'ultima goccia, tremando in completa estasi.

Rimase fermo per qualche minuto. 

Riprendendo fiato, da quel sogno erotico fatto da sveglio, sull'angelo che lo stava prendendo, anche se appena conosciuto, lo voleva. 

Voleva che quel giovane uomo, si interessasse a lui, che lo volesse come lo voleva lui. 

Sentì di nuovo calore nel corpo, altra eccitazione che si sprigionava nel suo corpo immaginandolo ancora, immaginando di entrare in lui, di amarlo, di averlo, di donarsi e che il suo angelo gli aprisse le porte del paradiso. 

Senza quasi accorgersene aveva iniziato a masturbarsi di nuovo, con più passione, con più forza.

 Fino ad esplodere di nuovo, rimanendo senza fiato.

Rise di se, mentre guardava ciò che rimaneva della sua voglia sulla mano e sul corpo. 

Era dai tempi dell'adolescenza che non gli capitava di masturbarsi due volte di seguito, e con così tanta eccitazione ancora, e voglia di mettere in atto i suoi sogni erotici. 

Andò in bagno aprendo la doccia e infilandosi dentro con un sorriso divertito, era tornato un ragazzino,con quella passione che gli risvegliava il suo angelo.

White Panther. *Serie Talisman*Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora