CAPITOLO TRENTASETTE: Succhiotti e "KALEEEEB"

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POV'S KALEB
Vengo colto alla sprovvista, e sospiro, chiedendo l'accesso con la lingua.
Me lo concede, e mi ritrovo addosso a lei, la quale è spiaccicata al muro.
Le alzo una gamba cingendola alla mia vita e faccio lo stesso con l'altra.
I miei boxer si fanno sempre più stretti e impreco in mente.
Deve aver sentito la mia erezione visto che è diventata un peperone, ed è veramente bella.
Vorrei baciarle ogni centimetro di pelle, entrare in lei e poi farla venire urlando il mio nome, ma tutto questo non succederà.
Lei è troppo pura per uno come me, mi risveglio dai miei pensieri, notando che la situazione del mio cazzo sta degenerando e sto andando completamente in estasi.
Nessuna ragazza mi ha fatto sentire così, nessuna.
"Oh mio dio Kaleb" sussurra ed è senza fiato, china la testa e respira pesantemente.
Mi abbasso a baciarle il collo e lei apre e chiude la bocca più volte.
Cammino con lei su per le scale, fino ad arrivare in camera e buttarla sul letto.
Mi finisce di sopra, capovolgendo la situazione, e si struscia su di me.
Ringhio chiudendo gli occhi, e lei sorride fiera dell'effetto che ha su di me.
Scende a baciarmi il collo, e inizia a sbottonare la camicia, devo dire che è molto audace però.
Levata la camicia, mi guarda negli occhi sorridendo, e tenendo lo sguardo sui miei occhi si abbassa portando la sua bocca sui miei addominali, aggiungendo la lingua e scorre.
Spalanco gli occhi, e gemo, si deve fermare.
"Ti devi fermare Martina, non mi controllerò più" deglutisco ma lei non mi da ascolto.
"Martina" l'avverto e lei non mi da ascolto, anzi, poggia una mano dove non avrebbe dovuto ed in un'attimo mi ritrovo sopra di lei.
Faccio unire le nostre labbra, le nostre lingue giocano sfiorandosi, poi lei prende il mio piercing fra i denti tirandolo.
"Ohh" sussurro sorpreso, nessuno l'aveva fatto mai.
Faccio scorrere le sue mani sotto la sua maglia, e lei decide di levarla rimanendo in reggiseno.
Ci stiamo spingendo troppo oltre, devi fermarti Kaleb.
Fermati.
Fermati.
La guardo e morde il suo labbro, dovrei fermarmi avendo questo spettacolo davanti?
Oh dio, si devo fermarmi.
"Martina basta" sussurro, chiude gli occhi e li riapre facendo uno sguardo interrogativo.
Porto lo sguardo sul mio problemino, anzi problemone e lei ridacchia.
"Potrei aiutarti io" dice con voce seducente, salto giù dal letto.
"No" la mia voce è roca ed esco velocemente dalla stanza.
Cosa sta facendo?!

POV'S MARTINA
Ora gli salti pure addosso?
Ma che cos'hai in mente?
Sei attratta da lui, tu..
LO VUOI.
NO!
SI INVECE, AMMETTILO.
Stupida mente, stai un po' zitta, fammi questo piacere.
Prendo la maglietta rimettendomela, e mi guardo allo specchio.
Passo una mano sul mio collo, e noto delle macchie rosse (?)
Oh merda, sono dei succhiotti!
"KALEEEEB" urlo prolungando la "e", lo vedo spuntare con i capelli scombinati e un'asciugamano in vita.
Ha già fatto la doccia?
"Cosa sono?" Chiedo furiosa contro di lui, e fa un sorrisetto per poi avvicinarsi e passarci la mano sopra.
"Sono dei succhiotti, mia cara Martina. E tu eri troppo in estasi per essertene accorta"

SPAZIO AUTRICE:
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365 giorni di noi (WATTYS 2019) Leggi questa storia gratuitamente!