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Quando aprì gli occhi una tenue luce gli fece stringere le palpebre, con un dolore alla testa. 

Un martello pneumatico dentro il cervello gli ricordò perché non gli piaceva ubriacarsi. 

Con più calma cercò di mettere a fuoco la stanza, che non riconosceva. 

Una foto sul comodino lo fece saltare su di colpo e ricadere giù. 

Ansimò lievemente. 

Come ci era finito in casa di Gabriel?

Sempre sul comodino trovò un bicchiere d'acqua e due aspirine. Che buttò giù bevendo l'acqua e bagnandosi la bocca, dove gli sembrava di avere carta vetrata al posto della lingua.

Aveva solo i boxer addosso, e posati su una sedia c'erano i suoi vestiti, e sotto non le sue scarpe ma delle pantofole. 

Prima di vestirsi andò nel bagno della camera, e si diede una ripulita. 

Trovò, pure, posato sul lavandino, uno spazzolino da denti sigillato. 

Piccole accortezze che gli fecero battere più forte il cuore. 

Nessuno mai si era occupato così anche dei suoi piccoli bisogni. Anzi, una c'era stata...ma lui l'aveva esclusa dalla sua vita.

Qualche flash della sera prima gli venne in mente, mentre biasciava qualcosa con Gabriel della sua coscienza e del grillo parlante.

Si sciacquò il viso si lavò i denti per poi tornare nella camera, vestirsi e mettere quelle pantofole.

Quando aprì la porta sentì un lieve brusio che si interrompeva.

Camminò lento verso il soggiorno dove trovò Sean che disegnava, Gabriel e Rose che lo guardavano.

-Zio Derekkkk- Gridò il bambino facendogli esplodere una bomba atomica in testa, che partiva nei timpani e finiva nel cervello.

-Sean! Cosa ti avevo detto sul tono di voce?- Lo sgridò bonariamente Gabriel, ma con un accenno di sorriso, come a dirgli "ben ti sta".

-Allora, ce la fai a mangiare qualcosa o ti faccio solo un caffè?- Chiese la donna con un lieve sorrisino.

-Per ora solo un caffè, non so se...-

La donna annuì, lanciando uno sguardo severo prima a lui e poi al figlio, e indicando con la testa Sean. Se avessero detto una sola parola sbagliata davanti al bambino, si sarebbero trovati a fare i conti con lei.

Poi si mise seduto al tavolo dove Gabriel stava sistemando delle carte che raccolse velocemente e mise via in una cartellina verde, per poi metterla in un cassetto.

Un caffè fumante gli comparve davanti agli occhi, poi un bicchiere di succo di colore rosso, e alla fine un piatto con delle uova e del bacon. In silenzio, bevve e mangiò tutto senza dire una sola parola, se non ascoltare il dolce chiacchierio di Sean, che si era avvicinato con i suoi disegni mostrandogli fiero le sue opere.

-Io...- Disse alzando gli occhi su Gabriel, che in risposta lo fulminò, facendo un gesto secco con la testa.

-Sean saluta lo zio, che lo accompagno a casa...-Sean gli corse addosso di slancio. Abbracciandolo stretto. 

Per un attimo si perse in quel dolce abbraccio. In qualche modo, gli sembrò di essere tornato bambino e di abbracciare Isa.

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Entrati nel furgone sgangherato di Gabriel, Derek provò di nuovo a parlare.

-Gabriel...-

-Derek, sta zitto, se non per dirmi dove cazzo devo portarti, non aprire la bocca...perché in due fottuti giorni, sei riuscito a fare più casino, che da quando hai preteso di entrare nella vita di Sean.-

-Mi dispiace...-

-Scusa, ma non ti credo...- Si era messo degli occhiali da sole e guidava nel traffico, mentre lo accompagnava all'indirizzo che gli aveva dato.

-Che ci facevi in un bar gay?- 

Gabriel rise, una risata stanca. -Sul serio, Derek? Mi stai facendo questa domanda?-

-Possiamo cercare di parlare?- Si passò una mano sul volto. 

Le tempie gli pulsavano e la luce del sole non aiutava. 

Da una tasca della portiera, Gabriel fece uscire un paio di occhiali da sole, e con un'altra mano da un cassetto prese un cappellino con la visiera con il nome della sua ditta stampato sopra, e glieli porse. 

-Grazie.-

-Non sentirti in debito con me...non lo faccio per te, ma solo per la mia coscienza, a dispetto di ciò che hai sempre pensato di me, io ne ho una...ah e tanto perché tu lo sappia...- Gli lancio un occhiata feroce. -Sono finito in riformatorio, perché a 15 anni un uomo, con cui purtroppo condivido il DNA, ha pestato mia madre lasciandola quasi senza vita, e quando l'ho beccato gli ho ridato ogni singolo pugno, e ogni singola bastonata che aveva dato a lei e a me. Mi sarei fatto anche 30 anni, non me ne fregava nulla...ma lui, mia madre non doveva toccarla mai più.-La voce di Gabriel era diventata bassa, sembrava un ringhio, cosa che mandò alcuni brividi nella schiena di Derek.

Parcheggiò davanti al palazzo, spense il motore. 

Si voltò con il busto posando un braccio sui sedili del furgone. Si tolse gli occhiali, e quegli occhi color ambra così chiari, da sembrare quelli di un pericoloso felino. 

 Avvicinò il volto al suo. -Potresti diventare anche un uomo, un giorno, un brav'uomo, ed io potrei essere là quel giorno...ad osservarti fieramente con Sean. Non farmi pentire di averti permesso di entrare nelle nostre vite...sarebbe lo sbaglio più grande che faresti...perché se ho avuto la forza a 15 anni di spezzare tutte le dita delle mani, a mio padre, se ti permetterai di far soffrire mio figlio, o se ti permetterai di nuovo di comportarti come alcune sere fa...soffrirai per il resto dei tuoi giorni...-

Derek sentiva la rabbia che sprigionava Gabriel, sentiva anche il calore del suo fiato sulle sue labbra, tanto si era avvicinato, sentiva il profumo della sua pelle. E quegli occhi che lo esaminavano.

Quegli occhi che si erano soffermati a fissargli le labbra. 

Che poi si corrugarono e lui si allontanò di scatto.

Derek scese dal furgoncino e chiuse la portiera, con calma entrò nel suo palazzo, rimanendo nel portone fino a sentire quando lo rimetteva in moto e se ne andava.

Che cosa era successo la sera prima? Cosa ci faceva Gabriel in un locale gay? Possibile che lui fosse..?

Aveva ascoltato ogni parola che era uscita dalle sue labbra, quelle labbra carnose, che da anni sognava di mordere, di baciare, di sentire se effettivamente erano così morbide. 

Scosse il capo entrando ancora in quell'appartamento, che ultimamente gli era divenuto fastidioso.

Black Panther Eyes  *Serie Talisman* -Short Spin Off-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora