I. // Drew

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A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una

stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina.

Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.

Jack Kerouac – Sulla strada (1951)




Parte Prima – Drew

Drew Coleman è seduto di fronte al rettore che sta leggendo la sua scheda scolastica.

«È la prima volta che la vedo in presidenza» dice l'uomo appoggiando la cartella sulla scrivania di legno scuro; Drew lo osserva con un cipiglio infastidito sul viso.

«In confronto a suo fratello non ha mai dato problemi, mi spieghi quindi perché ha allagato la palestra.» non è una domanda.

Il ragazzo lo guarda scettico, sa già che non gli crederà «Non sono stato io.»

L'uomo abbassa sulla punta del naso gli occhiali dalla spessa montatura, un sopracciglio è alzato ed il suo sguardo è pieno di diffidenza «Davvero?»

«Davvero.»

«E quindi non era lei davanti all'idrante con la pompa in mano, vero?»

Drew scuote la testa «Ero appena arrivato e stavo chiudendo l'acqua.» dice senza distogliere lo sguardo.

Il preside sospira «Non so se posso crederti Drew, non hai delle prove a tuo favore...»

«Quindi?» domanda con una punta di panico nella voce; spera che il signor Hanson non se ne sia accorto, ma ha paura di essere sospeso, non sa come la prenderebbe suo padre. «Per tua fortuna i danni non sono gravi, l'acqua non ha raggiunto gli uffici ed il linoleum sul pavimento è stato subito asciugato. Certo, bisognerà lavare tutti gli asciugamani, i tappeti e le divise, ma abbiamo già chiamato un'agenzia specializzata.»

Drew si morde il labbro inferiore, quell'attesa lo sta stancando.

«Quindi, pensiamo alla tua punizione.»

Il ragazzo spalanca gli occhi «Non mi sospende?»

Il signor Hanson sospira «Sarebbe indubbiamente la punizione più giusta, ma hai un ottimo curricolo scolastico, ed è la prima volta che ti vedo qui in quattro anni; penso che potresti fare qualcosa per la scuola, per sdebitarti del mancato uso della palestra per la settimana. La squadra di basket non è molto contenta...»

Lo studente arriccia il naso. Odia la squadra di basket e quella di football della scuola: sono palloni gonfiati che mettono tutti in ridicolo infastidendoli e bistrattandoli solo perché non sono alla cima della piramide gerarchica dell'istituto.

Fosse per lui, e solo per creare veri disagi a quei ragazzi fastidiosi, l'avrebbe rasa al suolo, la palestra!

«Quindi, pensavo,» riprese il preside incrociando le braccia sul petto «che potresti aiutare i ragazzi che organizzano gli eventi scolastici.»

Drew spalanca gli occhi, boccheggia alcuni istanti prima di farfugliare un «Cosa?!» quasi sconvolto. L'uomo gli scocca un'occhiataccia «Ha qualcosa da ridire, Coleman?»

Ed il ragazzo si è reso conto di non avere altre opportunità: o quello o la sospensione e quindi l'ira del padre. Prende un sospiro profondo, per digerire la "punizione", «Va bene.» Il preside sorride quasi malignamente notando il comportamento dello studente «Bene, può iniziare da oggi pomeriggio. Dovrà partecipare attivamente agli incontri, fare proposte, aiutando gli altri e rendersi disponibile a qualunque richiesta del presidente del club, Nicholas Freeman.»

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