CAPITOLO TRENTATRE: Pizza e "non doveva succedere"

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Finalmente vedo Kaleb scendere dalle scale, con dei boxer ed il petto..deglutisco, nudo.
"Uhm, comunque la c-caviglia mi fa male" affermo e lui si siede affianco a me, prendendo la mia gamba e poggiandola sulla sua coscia.
Vengo percorsa da brividi, e lui deve essersene accorto, visto che ride e scuote la testa.
"Non dovresti avere più nulla dopo questo" mi massaggia ancora la caviglia ed io chiudo gli occhi.
Si ferma, ed io scendo dal divano, provando a camminare e.. non ho nessun dolore.
"Grazie!" Urlo saltellando, "Se vuoi fare una doccia sali sopra" lo ringrazio ancora e decido di andarmi a lavare.
Rimango in reggiseno e in mutandine, mentre stempero l'acqua, mmm vediamo.
"Calda da questo lato, quindi così" borbotto, ma esce fredda.
"Kaleeeeb" urlo chiamandolo, ed un attimo dopo è in bagno, mentre mi squadra.
"Non riesco a trovare l'acqua calda" metto le braccia sotto il seno facendo il broncio, e lui sgrana gli occhi, vedendo il mio reggiseno.
"Martina cinque giorni che non scopo" mormora, ed io sbuffo.
"Cazzo Kaleb, sistema quest'acqua e basta!" Sbotto ed esco dal bagno, per evitare qualche assalto improvviso.
"Fatto" esce e finalmente posso farmi una doccia rilassante dopo tre giorni di puro contatto con la natura.

"Pizza?" annuisco e mi butto sul divano prendendo il telefono.
"Lindaa!" rispondo vedendo una sua chiamata, risponde contenta e mi chiede di questi giorni.
"Beh, sono a casa di Kaleb"
"Oh mio dio! Non farmi diventare zia per favore. Adesso vado" e poi attacca subito.
Che migliore amica..
"L'ho ordinata" si butta anche lui sul divano affianco a me, e accende la tv, prendendo un canale a caso.
Dopo mezz'ora arriva la pizza, e iniziamo a mangiarla.
"Ai quattro formaggi è buonissima! Sicuro che non vuoi assaggiarla?" Chiedo e lui scuote nuovamente la testa.
"Sono allergico ai formaggi" cosa?
Questo ragazzo è allergico seriamente?
Non sa cosa si sta perdendo allora!
Dopo aver finito la pizza ci alziamo dirigendoci al piano di sopra.
"Io dormo qui!" Affermo vedendo un letto enorme.
Kaleb annuisce e mi prende dei cuscini dall'armadio, lo ringrazio e prendo il pigiama dal borsone per poi indossarlo quando Kaleb esce dalla stanza.
Pigiama tra virgolette, perché sono dei pantaloncini con una canotta, però vabbè.
"Buonanotte" mormora entrando Kaleb, per un pelo non mi vedeva nuda.
Gli do la notte anch'io e cado in un sonno profondo.
Devo dire che in questi giorni dormo molto però.

"Ferma o sparo!" Un uomo incappucciato, continua a rincorrermi ed io urlo, o almeno cerco di urlare, ma nessun suono esce.
"Kaleb! Kaleb! Salvami" urlo il nome di lui, e spero che arrivi per darmi una mano. Per farmi uscire da questo incubo.
"Martina! Calma" spalanco gli occhi col cuore a mille, e vedo Kaleb davanti a me.
"Oh mio dio" sussurro, e scoppio a piangere, un incubo.
"Shh va tutto bene" e poi poggia le labbra sulle mie, ed io mi beo di tutto ciò.
Una sua mano finisce sotto la mia canotta, percorrendo la mia schiena, mentre l'altra si unisce con la mia.
La sua lingua chiede l'accesso, che io do subito, per poi cominciare una danza con le nostre lingue.
"Cosa mi fai?" chiede sulle mie labbra, ed io ansimo.
Continuo a baciarlo avvicinando il suo viso ancor di più al mio, e mettendo le mani fra i suoi capelli.
È sopra di me e posso sentire tutto il suo corpo, ed è qualcosa di tremendamente bello.
"Mi sto innamorando di te Martina. E non doveva succedere"

365 giorni di noi (WATTYS 2019) Leggi questa storia gratuitamente!