CAPITOLO TRENTUNO: Secondo giorno di campeggio

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Mi sveglio sentendo gli uccellini cinguettare, e sento anche..la mia vescica che sta per scoppiare.
E adesso come faccio? Porto lo sguardo affianco a me, e Kaleb non c'è.
Ohh, adesso manca solamente che rimanga sola!
"Buongiorno" Kaleb apre la tenda, e vedo la sua testa sbucar fuori.
Sorrido, e mi alzo, "Devo andare urgentemente in bagno" sussurro, mi prende per il braccio trascinandomi verso una..casa?
"Entra dentro, questa è la casa che aveva mia mamma qui. C'è solamente il bagno, sbrigati" lo ringrazio ed entro, facendo tutti i miei bisogni e cambiandomi.
Dopo circa cinque minuti esco, e seguo Kaleb, che riprende a camminare.
"Bene, adesso che si fa?" Chiedo già pronta, dopo aver indossato le mie scarpe da ginnastica.
"Seguimi, raccoglieremo la legna per il pranzo, e poi andiamo in un lago qui vicino" spiega cominciando a camminare.
Fa troppo caldo, e proprio per questo Kaleb si è tolto la maglietta.
"C-che fai?" Balbetto e lui sfodera uno dei suoi sorrisi strafottenti, "Fa caldo, e mi tolgo la m a g l i e t t a" marca l'ultima parola, ed io deglutisco portando gli occhi ai suoi addominali.
Non guardare Martina. Non guardare.
Riprende la camminata, e mi indica dei pezzi di legno da raccogliere.
Mi abbasso prendendone tre e sento il suo sguardo sul mio sedere, ma che cavolo!
Mi giro ed in effetti era proprio così, lo guardo e passa una mano sul suo collo, come imbarazzato.
"Se posso chiederti" dico mentre raccolgo altri pezzi di legno.
"Come mai facevi campeggio con tua madre?" Lo vedo deglutire e poi si abbassa per prendere anche lui del legno.
"Beh, mia mamma era una scout, e le piaceva molto fare questo tipo di cose" spiega tossendo, e per un momento mi addolcisco.
Kaleb non è il ragazzo duro, come sembra, si è strano, però ha un cuore come tutti, e se vuole può essere anche dolce.
"Bene questi possono bastare, portiamoli nella tenda e andiamo al lago"

"Ma è fantastico!" spalanco la bocca a vedere un lago, acqua limpidissima, e una specie di prato.
Kaleb leva i suoi pantaloncini e le scarpe, per poi buttarsi in acqua.
"Vuoi stare ferma?" chiede ed io scuoto la testa.
"Ti raggiungo" tolgo le scarpe ed i pantaloncini rimanendo soltanto con la mia maglietta bianca lunga.
Ovviamente BIANCA, quando c'è di mezzo l'acqua o comunque il mare, ho sempre qualcosa di bianco, e tra questi c'è anche Kaleb.
"Non diventerà trasparente?" Chiede ridendo, ed io alzo le spalle e poi entro in acqua.
"Oh dio  ho toccato qualcosa!" Urlo per poi aggrapparmi a Kaleb, cingo le gambe sui suoi fianchi, mentre le mie braccia gli cingono il collo.
"Sarà qualche piranha" ed io spalanco gli occhi, sto facendo il bagno in mezzo a questi esseri..schifosi? Che uccidono le persone?!
"Stai scherzando? Io esco" mi allontano da lui, il quale mi stringe a se di nuovo, facendo scontrare i nostri petti e sospiriamo insieme.
"Stavo scherzando" sussurra, ed io tiro un sospiro di sollievo.
"Stavo avendo veramente paura" mormoro, e noto che fissa le mie labbra, e il suo amichetto si è risvegliato.
Ma cazzo, non ho fatto niente.
"Non lamentarti, ho gli ormoni a mille" sussurra ed io scoppio a ridere.
Fino alle 17:00 siamo stati a rilassarci e a prendere il sole, poi siamo ritornati e adesso siamo seduti dentro la tenda.
"Vado a fare la doccia nella casa, dopo di me la farai tu" punto il dito contro di lui e prendendo il tutto esco dalla tenda.
"Non vuoi farla insieme?" chiede facendo il pervertito, "Fottiti!" Urlo e lui arriva con un'altra risposta.
"Fotto te semmai"

Finisco di fare la doccia e mi vesto, pensando alla giornata di oggi.
Sto morendo di fame, visto che non abbiamo neanche più pranzato.
Indosso dei pantaloncini con una maglietta, e ritorno in tenda, mentre Kaleb entra per lavarsi anche lui.
Una volta entrata, mi siedo rilassandomi cinque minuti, fin quando sento la cerniera aprirsi ed è Kaleb con una asciugamano in vita.
Ha solo una asciugamano...
Distolgo lo sguardo da questo Dio greco e mi copro gli occhi con la mano.
"Lo so che vuoi guardarmi, comunque ho finito" tolgo la mano, guardandolo male ed è già vestito.
Sospiro e un sonno improvviso mi invade, proprio per questo mi addormento.
"Vuoi mangiare?" Kaleb mi scuote, ed io annuisco aprendo gli occhi.
Mi porge un mash mellow, e aspetta..mangeremo per altri 5 giorni questi cosi? Ok io li amo, però non ogni giorno.
Dopo aver mangiato entriamo in tenda accendendo una luce, sono già le 21:00 e il tempo è passato velocemente.
Kaleb chiude la tenda e si distende affianco a me senza maglietta, portando le mani sotto la testa.
I suoi muscoli risaltano ancora di più, però sposto lo sguardo per non farmi beccare.
"Ti vedo" mormora con gli occhi chiusi ed io sbuffo.

"Kaleb sento dei rumori" anche stasera c'è qualcosa, ma cosa?!
Non si sveglia, nonostante lo stia scuotendo, quindi decido di provare in un altro modo.
Gli salgo a cavalcioni, posando dei baci sul suo collo, mordo e poi lo succhio, e penso di aver lasciato un succhiotto.
Lo sento ansimare, e poi apre gli occhi, capovolgendo la situazione.
Passa sopra di me, e mi attacca le labbra, con..violenza, voglia.
"Non scopo da 4 giorni, e non ti conviene" sussurra, ed io sorrido, per ciò che ho in mente di fare.
Porto una mano sulla sua patta, e lui spalanca gli occhi, "M-martina, cosa f-fai?" poi ansima, ed io lo stringo per fargli male.
"Così la prossima volta ti svegli" dico per poi scendere da lui e ritornare al mio posto.
Uno a zero Kaleb.

365 giorni di noi (WATTYS 2019) Leggi questa storia gratuitamente!