6 - James

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La prima cosa che Zack ha notato del nuovo insegnante di storia contemporanea, il professor James Foster, è stata la sua ossessione per l'ordine e la pulizia.
Impeccabile, in giacca e pantalone sempre scuro, le scarpe nere e ben lucidate anche quando fuori la pioggia scende a secchiate, e una cravatta non appariscente ma sempre abbinata ai colori.

Diligente, sempre puntuale; l'ingresso in classe con il libro in una mano, già aperto alla pagina della lezione che avrebbe spiegato quel giorno, mentre l'altra trasporta una valigetta di finta pelle dall'orrendo color castagna.

Impenetrabile dall'alto del suo ruolo; un paio di occhiali da vista con la montatura sottile e nera, i capelli neri portati corti dietro e davanti una lieve frangetta a incorniciare l'ovale pulito e un po' ambrato. Non certo una bellezza, con quel fisico minuto di chi ha visto qualche annata no come salute e un'altezza media, da non saltare all'occhio per i corridoi della scuola, o in stazione, o in qualsiasi luogo in cui si rechi.

Carisma zero: la voce pacata, udita a stento dalla classe, e nessuna volontà di risultare amichevole, o quantomeno affabile, con gli studenti. Anzi, il pugno è spesso rigido sui giudizi, esigente per la condotta e un tiranno nelle verifiche, spesso a sorpresa. A causa dei suoi metodi, Zack ha visto calare la media dei voti e sempre a causa sua sono nate molte liti col padre.

In pratica, un tipo noioso. Fastidiosamente noioso. Da lì, da professor Foster al dargli il buffo soprannome di Signor Noia, non ci è voluto che qualche giorno in più, e Signor Noia gli è rimasto incollato addosso, come un'etichetta, per tutto il primo trimestre dell'anno.

Ma poi, in un giorno come tanti, tutto di James Foster è cambiato ai suoi occhi. Richiamato in aula insegnanti proprio da Foster al termine della lezione, Zack si è recato con un abbondante anticipo sull'orario di incontro. Al momento di bussare alla porta socchiusa per annunciarsi, il forte singhiozzo che ha percepito dall'interno dell'aula lo pietrifica con il pugno contro il finto legno. Lo sconcerto è aumentato ascoltando diversi altri singhiozzi e incuriosito, il ragazzo allunga il collo per osservare al di là della porta, e capire che cosa stia accadendo.

Rannicchiato su un divano a due posti in stoffa blu, Foster annegava in un bagno di lacrime: gli occhiali a riposo sopra il libro di storia, probabilmente aperto alla pagine della futura lezione che deve essere preparata; le mani chiuse a pugno posate sulle ginocchia tremanti sembrano stringere la sua muta miseria; i capelli scompigliati, come se li avesse tormentati a lungo, gli danno l'aria di essere più giovane di quanto cerchi di apparire di solito. Ma quello che ha colpito Zack più di tutto, come una scarica elettrica dritta al cuore, sono stati i suoi occhi.

Occhi sconosciuti, prima di allora, perché sempre nascosti da quella severa e inestetica montatura da vista. Occhi lunghi e dalla deliziosa forma a mandorla, pieni di piccole gocce salate che, come acqua di stelle, accendevano l'ambra nelle iridi cadendo giù, sulle guance fino al grembo di Foster, sbattute via dalle folte ciglia nere. Occhi tristi, che hanno rivelato a Zack chi ci sia davvero dietro la maschera dell'impenetrabile professore di storia. Che gli hanno mostrato quanto il Signor Noia fosse in realtà un uomo bellissimo, nella sua candida miseria.

Messo davanti a uno spettacolo così intenso, Zack non ha realizzato quanto il tempo avesse galoppato verso il momento dell'incontro. Il suono della campanella lo ha colto del tutto impreparato e sobbalzando come un gatto ha permesso al professore, dall'aula, di accorgersi della sua presenza.

In seguito il ragazzo ha dovuto sottostare a terribili minuti di vuoto in cui si sono susseguiti, il rintocco di passi rapidi sul pavimento in terra cotta, lo strisciare sordo di una sedia, il fruscio di un plico di carta. Infine, un colpo di tosse ha preparato il professore a ricomporre la sua solita voce amorfa.

Io, OmegaWhere stories live. Discover now