5 - Senza Parole

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Distratto dagli occhi profondi di David, languide pozze di oro nero dentro ai suoi, Adrian incassa in pieno la spallata di Roma. Capisce ciò che gli sta accadendo solo qualche istante dopo, all'arrivo di un acuto dolore allo zigomo destro. Un pugno duro come il ferro gli arriva di una potenza tale che si ritrova, barcollante, a qualche metro di distanza dalla sua affascinante chimera, e lo spinge a grugnire il proprio disappunto.

"Vaffanculo! Che cazzo fai?"

Il suo assalitore, in tutta risposta, si massaggia le nocche e si prepara a colpirlo ancora.

"Questo lo dico io a te, pezzo di merda!" sbotta furioso. "Che cazzo credevi di fare a David, eh?"

"No, no, no, no, frena un po'! Non avevo cattive intenzioni..." prova a spiegare, ma Roma è fuori di sé e tira un altro gancio. Questa volta, a vuoto.

Ora che l'adrenalina è schizzata alle stelle, Adrian non si lascia certo sorprendere ancora: inclina il tronco e para il colpo con il braccio destro, spostando indietro il peso nella gamba di appoggio.

"Vuoi calmarti? Mi hai del tutto frainteso!"

Parole di pace, quelle di Adrian, che però contrastano con il suo atteggiamento da pugile. I suoi occhi si accendono di furore e sfidano quelli altrettanto battaglieri del proprio avversario, mentre sposta i pugni tra il petto e la faccia. È pronto, ormai. Pronto a colpire o a difendersi, a seconda di quanto gli può accadere. E questo, a Roma, non sfugge affatto.

"Quindi non hai cercato di prenderti David, senza il suo permesso?"

Chiede con malizia, preparandosi a sua volta alla guardia: "Non hai cercato di scopartelo qui fuori, in tutta libertà?"

"Certo che no!" è la risposta fulminea che riceve da parte di Adrian. "Cercavo solo un dialogo a tu per tu con David, visto l'incontro fortuito dopo avere perso le sue tracce da anni..."

Si conoscono?, si stupisce, Roma. Ma se David avesse un bel ricordo di lui, di certo me ne avrebbe parlato, no?

Forte di questa convinzione, non molla il suo fare ostile.

"Ma certo, signor Alpha! Dici di conoscerlo, perciò è ovvio che cercavi solo un dialogo, che non volevi fare cosacce" ripete, scimmiottando la voce di Adrian. "Salti addosso a un Omega che conoscevi e che, chissà perché, ha fatto in modo di sparire dalla tua vita, e lo costringi a spalmarsi tra il muro e il tuo corpo, sovraeccitandolo dei tuoi feromoni da dominante..."

"Non era in programma sprigionarli, credimi! Sono stati i feromoni di David che hanno complicato le cose" mugola Adrien, visibilmente agitato.

Vorrebbe davvero che quel Beta si convincesse, lo desidera con tutto se stesso. Il faccia a faccia con lui è una grana che avrebbe preferito evitarsi, gli sta solo facendo perdere del tempo prezioso in cui sta rischiando di perdere di nuovo le tracce di David.
No. Non di nuovo, si dice, mentre il cuore pompa panico in battiti.

Perciò, dopo un lungo respiro con cui calma i nervi, decide di darsi un tono più diplomatico e smarcare così quell'energumeno dal forte accento slavo, di fronte a sé.

"Va bene, ammetto che dal tuo punto di vista potrei essere sembrato uno di quegli Alpha affamati di sesso, che per hobby vanno a caccia di Omega indifesi nel loro fine settimana, ma credimi se ti dico che non avevo intenzione di..."

"Assolutamente no, non avevi affatto voglia di scopartelo qui, approfittando del suo stato di fragilità" sogghigna Roma. "Il fatto che tu abbia strusciato il tuo cazzo sullo stomaco di David non era certo una molestia, era un saluto di un vecchio amico! Come no, stronzetto!"

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