Red

167 16 2




Per quelli che non leggono i sommari: questa storia è VM18 e contiene scene di sesso esplicito omosessuale descritto in modo grafico. Non è erotismo, è pornazzo. Smut, chiamatelo come volete.





---------------------------------------------------------------------------------------

Non era un mistero per nessuno che Tom avesse una cotta per Danse.

Ce l'aveva da quando Danse era ancora in cima alla classifica dei 30 uomini più pericolosi al mondo, da quando era il principe della gestione degli ostaggi e un pezzo grossissimo della HRT.

Il suo nome girava già quando Tom era a Quantico - all'epoca Danse era ancora un semplice agente della SWAT, ma in rapida ascesa - e Tom si era preso una sbandata fin dalla prima volta che si erano incontrati.

Averlo come capo era molto diverso da ogni suo singolo sogno erotico. Danse era sì un gigante scolpito nel marmo, con la mascella quadrata e gli occhi di ghiaccio, ma era anche un capo severo, con una perenne espressione infuriata o amareggiata.

Difficilmente era ingiusto, ma godeva molto nel provocare Tom, e nell'affibbiargli punizioni ridicole.

Anche se aveva perso una gamba durante una missione, era comunque un uomo dal fascino non comune... che Tom non era mai stato in grado di rivolgere su di sé. I suoi patetici tentativi di flirtare erano morti ancora prima di mettersi in atto. A Danse bastava una delle proprie gelide occhiate per spegnere in Tom qualsiasi voglia di tentare l'avvicinamento.

Nick Danse era anche un po' il motivo per la quale era saltato nel letto di Lance, il suo ex, senza pensarci due volte: di costituzione simile, il giovane marine non aveva l'aspetto vissuto e un po' da dilf del suo capo, ma di certo ne condivideva la massiccia presenza e prestanza fisica. Gli era difficile non apprezzare due metri di puri muscoli e cattiveria. Si ritrovò a sospirare come una ragazzina mentre il cellulare lo avvisava di un sms.

"Elliott."

La voce brusca di Danse lo fece sobbalzare e si dovette fisicamente costringere a non afferrare la prima cosa che aveva sotto mano per fare finta di stare lavorando. Nessuno ci sarebbe mai cascato, figuriamoci il suo capo con gli occhi di un falco.

"Signore?"

Danse rimase in silenzio un attimo e lo squadrò. "Vieni a prendere il caffè."

Non era una domanda, come al solito. Non si aspettava di essere disobbedito e l'idea non sfiorò la mente dell'agente nemmeno per un istante.

"Sissignore."

Presero l'ascensore per scendere in caffetteria insieme ad altri cinque agenti di vari piani in un silenzio piuttosto confortevole. Danse non era uno a cui piacesse perdersi in chiacchiere futili. Dal canto suo Tom era troppo impegnato a non rivelare le proporzioni imbarazzanti e adolescenziali della sua cotta.

Danse occupava quasi tutto il vano dell'ascensore, per quanto si fosse addossato a una delle pareti. Tom poteva sentire la fragranza del suo dopobarba e ammirare la perfezione del nodo della sua cravatta.

Cristo, si sarebbe sicuramente dimenticato di Lance e di tutte le minchiate che aveva fatto per lui se Danse gli avesse dato il benché minimo cenno.

"Come procede con il sospettato, Elliott? Ho un paio di casi interessanti che ti aspettano, appena chiusi la sua pratica."

Tom sudò freddo e cercò disperatamente di non arrossire.

"Lo tengo d'occhio, Signore," disse Tom. Non voleva sbilanciarsi e Danse comunque non apprezzava discorsi troppo prolissi.

Danse annuì, mentre le porte dell'ascensore si aprivano.

RedDove le storie prendono vita. Scoprilo ora