Le lezioni di Amelia 3

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C'erano una volta un mammut e un cilindro


«La chiamano Isola degli Spiriti. I più sciocchi credono derivi all'ululato generato dal vento tra gli scogli, ma la verità è un'altra. Il suo nome è dovuto a un uomo, lo stolto che temeva la morte. Si dice che egli avesse un tale terrore di lasciare questo mondo da decidere di fare un patto con uno spirito maligno. Il demone gli promise che non avrebbe mai abbandonato quel luogo e così è stato. La carne cominciò a marcire sopra le ossa e i fluidi corporei a evaporare, ma l'uomo non morì e il suo spirito continuò a muovere i suoi resti putrefatti. Si dice che viva ancora sull'isola, nascosto tra i boschi e le rovine, condannato dal suo patto a non poterla mai lasciare, né essa né i resti del suo involucro terreno.»

Nella stanza buia cala il silenzio.

Sara si schiarisce la gola. «È stato... Come dire? Interessante.»

«È sicuramente una bella leggenda, ma è la prima volta che ne sento parlare» interviene Valerio.

Nardi sbuffa, l'espressione a malapena visibile nell'oscurità. «Ovviamente. Perché Amelia se l'è appena inventata.»

Amelia agita un dito in aria. «E qui ti sbagli, mio caro Michele. Io l'ho incontrato. Lo spirito mi ha fatto visita in sogno e mi ha raccontato la sua storia.»

«Tutto ciò è molto interessante» dice Alex in tono annoiato. «Però pensavo dovessimo parlare dell'isola di oggi, non di quella di un tizio non-morto chissà quando, sempre ammesso che sia mai esistito.»

«Questo è assolutamente vero.» Amelia annuisce.

«Ora possiamo accendere la luce?» chiede Riccardo.

«Non ho ancora finito.»

Il sibilo basso di un motore riempie il silenzio della stanza mentre uno schermo bianco cala davanti alla lavagna. La luce di un proiettore illumina il buio e l'immagine di un mammut compare sullo sfondo.

 La luce di un proiettore illumina il buio e l'immagine di un mammut compare sullo sfondo

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«La magia nasce nell'antichità» esordisce Amelia.

«Quello mi pare un po' troppo antico» interviene Nardi.

«E cosa c'entra esattamente il cilindro?» chiede Riccardo.

«Perché, invece trovi che un pachiderma preistorico abbia qualcosa a che fare con noi?» sbuffa Alex.

«Nessuno sa con esattezza quando» riprende Amelia, ignorandoli tutti. «Non si sa neanche come sia successo, anche se si pensa che siano stati degli spiriti a insegnare all'uomo a usarla. Sebbene come tali spiriti siano giunti nel nostro piano dell'esistenza senza un'evocazione rimanga un mistero.

«Gli insegnamenti di magia giunti fino a noi derivano da un'infinità di popoli e culture diversi e pertanto al giorno d'oggi si definiscono in maniera generica Antichi tutti i componenti di quelle comunità che hanno creato le basi per l'utilizzo della magia. Si dice che tali popoli fossero in grado di fare cose incredibili e impensabili per un Praticante moderno, ma purtroppo molte di queste conoscenze sono andate perdute durante i periodi di repressione più duri della storia. Le comunità magiche di oggi si considerano discendenti degli Antichi, sebbene ormai non ne conservino che una piccola frazione di potere e conoscenze. Vivono nascoste tra i non Praticanti e ognuna di esse ha proprie leggi e tradizioni. Quella di cui vi andrò a parlare oggi è una comunità piuttosto recente, nata circa trent'anni fa su quella che già allora veniva chiamata Isola degli Spiriti. In realtà, però, è stata fondata da famiglie molto antiche e conservatrici e per questo mantiene molte vecchie tradizioni, come quella della divisione in colori.»

L'Isola degli SpiritiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora