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Marcus dentro di lui sentiva qualcosa, ma era anche bloccata da una forza sconosciuta. Era fuori, seduto sull'erba di quello che a breve sarebbe diventato un recinto per i cavalli. Guardò le stelle e il lieve chiarore della luna calante, quella piccola falce che comunque gli faceva battere il cuore.

Nel buio vide un scintillio azzurro che si muoveva. 

Un omega, dei Siberian, visto che non ne riconosceva l'odore e il passo.

-Non riesci a dormire?- Sorrise vedendo il piccolo lupo sussultare, per poi voltarsi e guardarlo alla luce della luna.

-Fa molto caldo...-L'accento dell'altro non era russo, era più morbido, come parlava. 

Un lieve battito più forte del cuore lo fece alzare di scatto.

 -Sono Marcus...-Gli disse allungando la mano verso l'omega.

-Rex...- La "R" del nome dell'altro fu pronunciata in un modo così erotico alle orecchie dell'Alpha, da lasciarlo scosso, mentre teneva ancora la mano del piccolo nella sua.

-Sei francese, non russo...- Disse più a se stesso che all'altro.

Rex sorrise. -Sì, anche se ho vissuto tutta la vita in Francia, per metà sono russo...-

Marcus lo guardò ancora un po'. -Ti porto in un posto dove potrai rinfrescarti...-

Il sorriso dell'omega diventò malizioso. -Sicuro mi rinfrescherò?-

Marcus scoppiò a ridere davanti alla sfacciataggine dell'altro. Gli ricordava molto suo zio Tim.

 Gli si avvicinò fino a sfiorarsi i corpi, per poi soffiare nel suo orecchio. 

-Vieni...non te ne pentirai...-

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Camminarono per una decina di minuti per poi raggiungere una radura con un ruscello e un piccolo laghetto.

 -Qui si sono conosciuti i miei genitori...- Gli disse.

Rex vide l'alpha che si spogliava.-Cos...cosa fai?- Arrossì, guardando cadere a terra la maglia e i pantaloni da quel corpo muscoloso e abbronzato.

Marcus alzò le spalle. -Entro in acqua...ma non ci entro vestito...-

L'omega si mise una mano sul volto quando lo vide levarsi anche gli slip e camminare tranquillo dentro l'acqua. I riflessi della luce della luna sul suo corpo gli davano un colore argenteo. Non riuscì a distogliere lo sguardo dalle spalle, alla schiena e, quel culo fantastico. 

Arrossì a quei pensieri, togliendosi la maglia e i pantaloni. Guardò Marcus che era nell'acqua e stava nuotando dandogli la schiena. Rex sospirò e tolse anche lui l'intimo per poi camminare veloce dentro l'acqua e tuffarvisi dentro. 

L'acqua era ghiacciata e quando riemerse emise un gemito.

 -Cristo Santo!- gridò. -È ghiacciatissima!!!-

Marcus scoppiò a ridere, mentre gli si avvicinava. 

-Rinfrescato?- Ridacchiò.

-Che stronzo...-Gli gridò dietro iniziando a ridere. 

Fece due bracciate ma le braccia dell'Alpha lo fermò, tirandolo a se. Si sentì sbattuto sul suo petto, che anche se rinfrescati dall'acqua emanava un grande calore. I corpi si sfioravano dentro l'acqua, sentì i loro sessi sfiorarsi. Eretti e duri.

 -L'acqua fredda non spegne l'eccitazione che provo...-Mormorò Marcus nel suo orecchio.

Rex emise un sospiro tremulo. Eccitazione, paura. Marcus lo affascinava, ma non era il suo mate non si erano riconosciuti. Non voleva lasciarsi andare così con il primo che capitava, anche se questi era sexy da morire.

-Non...non possiamo...- Disse Rex tremando.

Le mani di Marcus si posarono sulla sua vita strusciando i loro sessi insieme.

Rex emise un gemito eccitato e la bocca dell'Alpha gli fu sopra. Mentre lo baciava, Marcus aveva passato le mani sulle sue cosce alzandogliele e facendogliele mettere intorno alla sua vita. Una mano prese i loro due sessi muovendoli insieme, e mandando in estasi entrambi. I baci si fecero più profondi, più eccitanti, con lingue che si cercavano si leccavano, succhiavano, mordevano. 

La mano di Marcus aumentò il ritmo sempre di più, lasciando l'omega gemere, mentre gli baciava il collo e il viso. Entrambi ormai al limite esplosero in un orgasmo bollente, il contrasto fra i loro corpi ansanti, caldi e l'acqua gelida era stato esaltante. 

Rex spostò le gambe e si scostò di scatto da Marcus. 

Uscì veloce dall'acqua rivestendosi, per poi scappare verso la casa dove venivano ospitati. 

-Merda...-Borbottò l'altro. 

Era stato tutto così naturale, che non aveva pensato che il piccolo omega ne rimanesse sconvolto, che non avesse compreso. Si passò una mano nei capelli bagnati, prese i suoi vestiti, indossandoli veloce e ritornando sui suoi passi.

Doveva assolutamente parlare con Ed, e tutti gli altri, dovevano sbloccare la situazione o sarebbe impazzito. Chiuse gli occhi ed emise un ringhio.

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