Capitolo 18

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I raggi di sole mi illuminarono il viso e costrinsero ad aprire gli occhi. Mi diedi un momento per valutare cosa fosse successo. Ero in una camera che non era la mia, di mattina, con Noah e sopratutto...senza niente addosso.

Le immagini della notte precedente mi balenarono nella mente facendomi spuntare un sorriso da ebete. La mia prima volta. Con Noah.

Guardai l'ora 10:45, per essere una domenica non era poi così tardi.

Decisi di alzarmi e andare in bagno a darmi una sciacquata ma non appena misi i piedi fuori dal letto, due braccia mi agguantarono per la vita e mi trascinarono ancora una volta sul letto.

-Cosa fai?- mi chiese il mio ragazzo sorridendomi ancora con gli occhi chiusi.

-Stavo andando in bagno- dissi non riuscendo a smettere di sorridere.

-No, mi stavi lasciando solo. Ti sembrano modi?-

-Oh, allora scusa.- finalmente aprì gli occhi. Il verde era ancora più intenso...o forse ero io a vederlo così.

-Buongiorno- dissi ammirandolo. Era bellissimo,  capelli scompigliati, la faccia assonnata ma gli occhi vispi.

-Buongiorno a te- sorrise e mi baciò.

-Tutto bene?- chiese.

-Si, a te?- chiesi io, insicura

-A meraviglia- sorridemmo e io mi acoccolai sulla sua spalla.

-Allora...- proseguì lui. -Cosa ne...ne pensi, cioè com'è stato? - non l'avevo mai visto così in imbarazzo. Si grattava la testa e parlava con una voce velata dall'insicurezza.

-Ehm...è stato ok- dissi riflettendoci.

-Ok?- alzò un sopracciglio. -solo ok?-

-Con ok non intendo ok normale,  ma ok buono, molto molto buono. Immaginavo fosse qualcosa di fastidioso, doloroso o via dicendo. Non è andata affatto così,  anzi...- sorrisi.

-Oh...bene- rise - Perché anche per me è stato...ok-

-Ok come?- lo guardai

-Ok buono, ok... distinto! -

-Distinto? -

-Distinto da come lo immaginavo. È stato il nostro momento distinto.-

-Distinto! Mi piace distinto, il nostro momento distinto-

-Già, come nei film...i migliori film- rise e io con lui.

-Abbiamo il pranzo domenicale con i miei oggi- dissi dopo un po'.

-Ah giusto. Andiamo a comprare dei dolci? -

-Va bene,  ma così la vizi troppo la mia famiglia-

-È appunto la tua famiglia, voglio fare bella impressione-

-L'hai già fatta-

-Con tuo padre no-

-Ma lui è scorbutico con qualsiasi essere machile che osi parlarmi, figurati con te.-

-Cambierà idea prima o poi.-

Dopo un po' fummo costretti ad alzarci definitivamente dal letto.

Ci preparammo, io mi rimisi i miei vestiti e lui invece si cambiò.

Un amore matematicoLeggi questa storia gratuitamente!