Capitolo 2.2 - RABBIA

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Buongiorno a tutti,

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Buongiorno a tutti,

siete pregati di leggere la comunicazione nel pdf allegato prendendo atto dei cambiamenti che riterrete validi da questo momento in poi.

Z. Hill

Il breve messaggio che accompagna l'e-mail.

"Che stronzo, non si è nemmeno degnato di convocare una riunione con noi responsabili. Ha deciso qualcosa e ce l'ha comunicato!", non posso fare a meno di stizzirmi mentre apro il pdf.

Rileggo l'oggetto in capo al documento quattro volte prima di rendermi conto che non mi sto immaginando quello che c'è scritto.

"Non è possibile!".

Vado avanti a leggere il testo del pdf sempre più sconvolta, quando arrivo in fondo non so se mettermi a piangere o a urlare, in alternativa anche tirare craniate sulla mia scrivania.

"La Hill sarà chiusa. Da oggi. Sono ufficialmente disoccupata!", si affollano le informazioni nella mia mente sconvolta da quello che mi è appena piovuto addosso.

Evidentemente doveva essere il mio momento di trovare stronzi sulla mia strada.

Ero ancora incazzata per l'evento della sera precedente, ma questo... La notizia di stamani va oltre ogni possibile sopportazione.

«Questo pezzo di merda ha deciso di chiudere l'azienda di suo padre e di farcelo sapere con una cazzo di e-mail!», mollo un pugno sulla mia scrivania.

«A quanto pare...», commenta Stewart bianco in faccia.

«È indecente. Come può fare una cosa simile?», domando senza nemmeno sapere bene a chi, visto che Stewart non può certo rispondermi.

«Be', è il proprietario, adesso, quindi tecnicamente può», mormora afflitto.

«Questo lo sapevo anche da sola. Mi sto solo domandando come possa fare una cosa del genere a tutti noi. Cosa gli dice la testa per spingerlo a chiudere un'azienda come questa? Uno dei marchi di alta moda più famosi nel mondo...», dico mentre la rabbia si accumula sempre di più.

«Avevamo pensato potesse essere un incompetente, ma non a questo», si lascia andare contro lo schienale della sedia Stewart. «Cosa fai? Vai via adesso o pensi di finire la giornata scrivendo a tutti i tuoi contatti per salutarli e informarli della cosa?», domanda poi indicando il monitor del suo pc con la testa.

Nel maledetto pdf c'era anche scritto che potevamo scegliere cosa fare della restante giornata di lavoro, sarebbe stato indifferente. Avremmo potuto andarcene non appena avessimo letto il testo dell'e-mail o terminare la giornata salutando contatti e colleghi.

Stringo i pugni mentre la rabbia aumenta.

«Nessuna delle due cose», replico secca mentre un'idea si fa strada in me.

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