Il vecchio

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Bisognose di attenzioni, dispensatrici di piccole fortune, le anime dei trapassati necessitano anche di un certo rispetto e sembrano attaccate agli affetti terreni.
Lo dimostra una vicenda nella quale si trovò coinvolto un anziano signore, oramai pensionato e scapolo incallito, dal cuore avaro, abitante di un piccolo borgo nella montagna.
Rimasto solo dopo la morte del fratello più giovane, l'uomo divenne l'unico proprietario di una casa immensa e di un piccolo cane, ex compagno del defunto.
Quella casa era di proprietà del fratello che la curava e la rendeva sempre spettacolare agli occhi dei viandanti e viaggiatori.

Non si sa se quanto si racconta fu frutto dell'estrema tirchieria dell'anziano o venne messo in giro dai soliti amanti del paranormale, ma i toni di questa vicenda sono piuttosto accesi.
Nelle settimane successive alla morte del fratello minore l'avaro superstite decise di sbarazzarsi del cane, con un metodo semplice ed economico: lasciarlo morire di fame.
Tra i due non era mai corso buon sangue.
L'animale a quattro zampe non aveva mai mostrato eccessivo attaccamento per l'altro animale a due zampe, che peraltro aveva l'abitudine di dispensargli sonore pedate.
"É buono solo a dormire e a mangiare gratis".
Quella litania aveva accompagnato ogni rimbrotto del fratello maggiore al più giovane, giudicato troppo molle e privo di qualsiasi interesse per il proprio futuro, visto che nella ciotola non mancavano mai carne e latte.
Dopo la morte dell'uomo il destino del cane sembrava segnato: era giunta l'occasione di disfarsi di questo animale che rappresentava solo una spesa, soprattutto dopo i costi del funerale e l'acquisto del tombino in cimitero.
Nei giorni successivi alla tumulazione del suo compagno umano, al cane erano stati negati anche gli avanzi di cibo e a nulla erano serviti gli occhi teneri prima e i guaiti poi, per commuovere l'anziano.
Irremovibile nelle proprie decisioni, aveva anche provveduto a scavare una piccola fossa nel giardino dietro casa, per seppellire quelle quattro zampe che trascinavano a stento un corpo sempre più magro.
La notte successiva allo scavo fu però quantomai agitata.
In principio si udirono suoni e rumori sordi provenire dal cortile e, verso le due del mattino, un forte ululato che si sprigionava dalla stanza occupata dal fratello deceduto.
Nel mattino seguente il giardino aveva un aspetto strano: la fossa scavata per il cane era stata ricoperta, e vicino ad essa era stata scavata una fossa più grande: grande abbastanza per ospitare un uomo.
L'anziano non dette peso alla cosa, pensando più allo scherzo di un inquilino dei piani superiori che all'intervento di qualche forza del paranormale.
Razionale e risparmiatore, l'uomo, consumato un pasto veloce, decise all'imbrunire di colmare in parte la fossa più grande: l'indomani mattina, morto o moribondo, avrebbe seppellito il cane.
La decisione era presa: non restava altro che aspettare il nuovo giorno.
La camera da letto dell'uomo era situata a ridosso del giardino e le due uniche finestre si affacciavano direttamente sul piccolo pezzo di terreno incolto destinato a diventare la tomba del cane.
Verso le dieci di notte, spente le luci, cercò di addormentarsi e, tra un giro e l'altro sul cuscino, riuscì a chiudere gli occhi.
Durò pochi istanti: dalle imposte chiuse arrivava un sibilo, una voce rauca.
Ma non fu tanto il respiro sordo a svegliare l'uomo, quanto il raspare di unghie sul legno: si alzò, deciso a dare una lezione ai burloni notturni ed ebbe una visione, una di quelle che lo trasformarono, da nemico degli animali, in un loro tenero e docile compagno.
Fuori, nel cortile, attorniato da decine di cani neri, vide il fratello, morto da poco, che stringeva in mano una zappa.
Scavava, aiutato dai cani, una nuova buca, più profonda.
Accanto a sé aveva un pezzo di legno sul quale aveva inciso, con lettere di fuoco, il nome dell'anziano.
Il giorno seguente questi fu visto, di buon mattino, recarsi al mercato per comprare carne di prima scelta.
Al macellaio ordinò filetto.
Per il cane, naturalmente.
Ma nonostante le cure improvvise che l'anziano avaro dava al cane, esso aveva sofferto troppo per non fargliela pagare.
Quel docile animale sarebbe diventato la rovina del vecchio.
Voleva la sua vendetta e nessuno gli avrebbe fatto cambiare idea....

Non disturbare il can che dormeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora