Capitolo 19

210 22 196


L'orologio sullo schermo del telefono indica le sei di sera, 30 novembre 2014. Manca solo un giorno.

«È tutto chiaro?» ripete il master dall'altra parte del tavolo da biliardo, mentre al suo fianco Camilla mangia un ghiacciolo alla fragola. Io e le ragazze annuiamo, annoiati e alzando agli occhi al soffitto, perché sono più di dieci giorni che sentiamo sempre le stesse cose e sono dieci giorni che Paolo ci fa sempre la stessa domanda. Non voleva partire subito per i Doni, sarebbe stato imprudente. Zaldron sa che noi conosciamo dove andare, era nella testa di Giulia quel giorno, ci ha controllato tutto il tempo, preparerà di sicuro una trappola, una talmente grande che la prima missione a Napoli sarà stata solo un minuscolo assaggio.

Così ha detto il master.

«Ragazzi, è una cosa seria» avverte lui guardandoci dritti negli occhi, per poi appoggiare il dito sulla cartina stesa lungo il tessuto verde. Sopra c'è stampata la zona di Ponticelli in cui ci muoveremo, una linea blu segna il percorso che io e Lisa abbiamo fatto nell'incubo, mentre la rossa quello che faremo nella realtà, prima in macchina e poi a piedi. «State per recuperare qualcosa che quasi nessun altro Guardiano è riuscito a ottenere, o a tenere a lungo, come nel caso di Aura.»

«Aura?» domanda confusa Giulia.

«La Guardiana della Luce vietnamita di cui vi ho parlato. Quella che è...»

«Sì, sì, abbiamo capito chi» lo interrompe Lisa, improvvisamente a disagio. «Stiamo per compiere un passo importante, va bene.»

«Come fai a sapere che noi riusciremo a tenerli, invece?» domando subito dopo, spaventato all'idea che tutti quegli sforzi e quel dolore nel trovare i Doni non siano serviti a nulla.

Il master si volta verso di me, ma ha l'aria tranquilla, rassicurante. «Quella di Aura è stata un'imprudenza da parte sua. Non conosceva la potenza dei Doni, al contrario di voi, ha preso alla leggera ciò che è una vera e propria arma divina. Una volta che li avrete ottenuti, i Doni resteranno al sicuro qui al Covo e li userete solo in caso di massima urgenza, chiaro?»

«Chiaro.»

«Ottimo. Torniamo a noi...» Paolo indica di nuovo la linea rossa, che attraversa una strada più ampia delle altre. «Partiremo alle sette di sera. Non faremo il percorso dell'incubo, con l'auto sarebbe troppo complicato, ma arriveremo da nord su via Pacioli, passeremo di fronte al parcheggio e poi volteremo per imboccarne l'entrata. Una volta lì, vi lascerò di fronte all'imboccatura da cui siete passati nell'incubo e tutti e tre scenderete. Ora la parte diventa più complicata, perché Zaldron potrebbe aver messo qualcosa a guardia, non è stupido, sa che ci andremo e cercherà di tendervi una trappola...»

«Perciò dobbiamo sviare e attaccare lateralmente» continua Lisa alzando gli occhi al cielo, per poi indicare con il polpastrello la linea rossa che attraversa il bosco, fino a uscire e arrivare al lato destro dell'edificio, quindi sposta il braccio esasperata. «Ormai ce l'hai ripetuto un milione di volte.»

Il master sospira. «Non è un gioco.»

«Lo sappiamo!»

«Io proporrei una pausa» interviene Giulia, destando l'attenzione di tutti. «Possiamo ripetere magari stasera e domani pomeriggio, prima di partire.»

«Sì, confermo» replico, seppur mi trovi meno d'accordo sul fatto di ripetere anche stasera. Lo so che l'ha detto solo per convincere Paolo, ma ormai so recitare a memoria quel piano, comprese pause a effetto e tono della voce. Mi volto verso quest'ultimo, per sapere che ne pensa, ma lo vedo annuire stancamente, portandosi una mano alla radice del naso e facendoci segno con l'altra di andarci a riposare.

Giulia e Lisa si allontanano dal tavolo da biliardo, io faccio per seguirle, ma il forte rumore di vibrazione desta la mia attenzione, voltandomi. È il cellulare di Camilla, che ora guarda e sul suo volto si forma un'aria sconsolata. In effetti mi chiedo perché sia rimasta ogni giorno ad ascoltare il piano seppur sapesse che non ne avrebbe fatto parte, e seppur il master ogni volta che l'accompagnava a casa le cancellava la memoria, per evitare che la sua bocca larga spifferasse qualcosa o facesse di nuovo cazzate.

Gli ultimi Guardiani - RyodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora