14

86 12 0




L'indomani, dopo una doccia furente, dodici ore di sonno pieno di incubi in cui Mount rendeva James il suo slave, e una colazione enorme al posto sotto casa, Tom era comunque furioso ma meno emotivo.

Aveva scartato l'idea di una lunga corsa per schiarirsi la mente e si era messo piuttosto a ripulire casa da cima a fondo.

Con rabbia, persino.

Poteva sempre immaginare che la tazza del cesso fosse la faccia di Mount, per dire.

Più tempo passava senza parlare con James e con Dave e più la situazione peggiorava. 

Considerato come li aveva lasciati non li biasimava per non aver fatto il primo passo. O meglio, non sapeva se lo avessero fatto dato che aveva aggressivamente spento il telefono dopo aver parlato con Abigail.

Erano questi i momenti in cui si pentiva di aver smesso di fumare.

Tom si mise a sedere sul divano spogliato (tutte le federe erano in lavatrice al momento. Sua madre sarebbe stata fiera) e riaccese il telefono.

Dave aveva provato a chiamarlo più volte e gli aveva lasciato dei messaggi in segreteria.

C'erano un paio di chiamate da Molly e persino una da Simon.

Aveva un messaggio di James, uno solo.

Decise di farsi subito del male e lo aprì.  Era praticamente un tema.


Tommy. Sono stato un cretino. Potevo prendere una decisione migliore. Potevo aspettarti e decidere insieme ma non l'ho fatto.

Quella di aiutare Dave non è una scusa, era in difficoltà anche lui e Mount è... molto convincente. Ma questa non è una scusa. Non ho scuse.

Ti prego, parliamone.


Tom lanciò il telefono nel divano e si passò una mano sul viso, premendo due dita nel punto doloroso alla radice del naso.

Voleva parlargli, ma la ferita era troppo recente. Si sentiva pronto a vomitare accuse e non ad ascoltare e reagire con tranquillità e apertura d'animo.

Riprese il telefono e ignorò il messaggio di James, lasciandolo per un momento successivo.

"Ehi Dave," disse, quando suo fratello rispose. "Possiamo parlare?"

"Pensavo che non me lo avresti mai chiesto," rispose immediatamente l'altro. "Hai sentito James?"

"No e non ho intenzione di farlo, per ora."

Dall'altro capo del telefono Dave sospirò, sconfitto.

"È colpa mia Tommy, non sto scherzando. James era venuto qui in ufficio per dirmi che eri partito, ma mi ha beccato con Mount."

Tom ringhiò al nome dell'altro uomo, il solo pensiero gli ricordava le mani - e il cazzo - di quel maledetto sul suo fidanzato. "Fammi indovinare, ha fatto il suo solito voodoo su tutti sorridendo e non avete esitato un attimo a dirgli di sì."

"No, Tom. Cioè , ma ecco... continuava a dire che era inutile rimandare quando lui era disponibile. Era sensato. James però ha insistito che non avrebbe fatto nulla senza di te, allora ha giocato la carta della partnership e a quel punto mi ha messo all'angolo."

Tom lo sentì passarsi una mano sul volto.

"Io... questa cosa mi ha fatto capire un sacco di cose, Tommy. Non posso più farvi filmare nel mio studio. Non ho saputo far valere la mia voce e non ho potuto proteggere James. Ma lo dovevi vedere, Tommy: era così determinato ad aiutarmi che non me la sono sentita di lottare ancora."

2 - Between a rock and a hard place - (COMPLETO)Leggi questa storia gratuitamente!