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La mattina successiva Tom si svegliò con la netta sensazione che le cose non andavano bene. Non era niente relativo all'ambiente, ma una sorta di malumore che non era giustificato nemmeno dalla durezza del materasso su cui aveva appena finito di dormire. Era più una sensazione.

Una volta docciato e sbarbato si infilò i vestiti e fece di nuovo la borsa, pronto a raggiungere Danse all'ingresso del motel. Il supervisore gli mise davanti una tazza di cartone piena di caffé e un sacchetto con una ciambella. "Non abbiamo tempo di fare colazione in giro, muoviamoci ad andare. Stando al volantino c'è in programma una nuova vendita di torte."

"La colazione dei campioni," rispose Tom, afferrando il sacchetto. "Prima di andare a dormire ho controllato la Dawson. Era a casa e guardava delle repliche di Dallas. Vorrei poterla arrestare solo per questo."

Si incamminarono verso la vecchia auto nel parcheggio.

"È un crimine contro l'umanità," concordò Danse.

Tom prese il posto di guida, finì il suo caffé e diede un morso alla sua ciambella prima di mettere in moto.

La rivendita di torte si teneva nei locali della parrocchia, esattamente dove giorni prima era stato tenuto il bingo che aveva avvelenato in maniera quasi fatale la povera Dana Orwell.

Tom si era fatto un'idea - qualcuno aveva nascosto della cocaina in una delle torte. Era più che plausibile che fosse la Dawson, o qualcuno che lavorava per lei.

Nessuno dei compaesani aveva avuto una sola parola cattiva nei suoi confronti, e anche chi aveva avuto da ridire sull'organizzazione del bingo non le aveva attribuito alcuna colpa.

Nessuno ne aveva parlato male, anche se questo poteva voler dire che le persone fossero troppo spaventate per dire qualcosa contro di lei.

D'altra parte, Tom aveva imparato a non presumere mai, e a utilizzare gli elementi in possesso.

Questi ammontavano a una donna giovane che aveva rischiato la vita per un'overdose di cocaina, a una casalinga anziana che truccava i conti della parrocchia e faceva la cresta sul bingo mentre guardava troppi anime, e a una gara di torte che due ottimi agenti del Bureau stavano andando a presidiare.

Non era molto, ma era qualcosa.

Danse e Tom arrivarono all'oratorio in pochi minuti, lasciarono la vecchia Oldsmobile requisita al distretto locale in piccolo parcheggio ridipinto di recente e si introdussero alla festa parrocchiale cercando di non farsi notare troppo.

Come se fosse possibile. Due stranieri che puzzavano di sbirro lontano miglia e che come se non bastasse erano stati vista in città a parlare col vecchio Edwards e a fare domande in giro, certo.

D'altra parte, il fatto che l'FBI pattugliasse la festa della parrocchia forse avrebbe impedito alla Dawson o chi per lei di fare altre sciocchezze e nuocere a qualcun altro.

Mentre si aggiravano per il cortile addobbato a festa e pieno di banchetti carichi di torte fatte in casa, Tom sentì il cellulare personale che vibrava in una tasca.

Non poteva prendere una chiamata privata in quel momento, certo non sotto lo sguardo di Danse, ma poteva almeno spiare chi lo stesse chiamando.

Dave? E perché mai? Normalmente si sentivano tramite messaggio a meno che non fosse qualcosa di importante.

Tuttavia, la Dawson era appena entrata nel suo campo visivo, tutta tonda e matronale, con un sorriso bonario e uno scialle all'uncinetto pieno di frange e perline avvolto sulle spalle grassocce nonostante i quaranta gradi all'ombra.

Between a rock and a hard place - (COMPLETO)Leggi questa storia gratuitamente!