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"Fammi capire, non sai quando torni?"

James aveva ascoltato tutto il discorso che Tom gli aveva fatto, ma era ancora mezzo addormentato. "Con così poco preavviso?"

Tom gli fece una carezza sulla guancia e nello stesso momento si infilò un calzino. "Lo so Jamie, ma incredibile a dirsi, il mio lavoro vero è anche questo. Era solo questione di poco tempo prima che dovessi mettermi di nuovo in moto."

"Ok, capisco... Devo parlare con Dave, allora," rispose l'altro, alzandosi di scatto e aiutandolo a fare la valigia. "Mi aveva accennato alla possibilità di fare un altro video come quello di oggi già in questi giorni, ma me ne occupo io."

"Grazie." Tom gli diede un bacio. "A proposito di oggi, quando torno dobbiamo parlarne, ok? Sono successe molte cose e vorrei discuterne con te."

James annuì. Prese la giacca e lo aiutò a indossarla. "Immagino di poter aspettare, ma mi raccomando fai attenzione."

"Stai tranquillo tesoro, non ho nessuna intenzione di farmi sparare da una vecchia che guarda anime giapponesi."

Un ultimo bacio e Tom infilò la porta trascinandosi dietro il borsone leggero. Non aveva idea di quanto tempo ci sarebbe voluto - poco, se fossero stati veloci - e sperò di essere a casa per il fine settimana.

In aeroporto trovò Danse ad aspettarlo. "Alla buon'ora Elliott, pensavo di dover partire senza di te."

"C'era traffico," rispose semplicemente. Era in anticipo di un'ora e mezza, mettersi a discutere con lui sarebbe stato assolutamente una perdita di tempo. Si avviarono al terminal e lo oltrepassarono mostrando il distintivo.

"I rinforzi ci attendono sul posto?"

Danse annuì e nel frattempo si incamminarono per salire sull'aereo. "Ho allertato l'FBI sul posto e gli agenti della SWAT, ma ci raggiungeranno solo dopo che avremo confermato quanto hai scoperto. Temo che avremo un po' di indagini da fare prima."

"Ammetto che stavo per gettare la spugna con la Dawson," disse Tom. Gettò il borsone sulla cappelliera dell'aereo e la richiuse. "La maggior parte delle volte non vedo l'utilità di spiare la gente attraverso i computer, ma ammetto che dà i suoi frutti."

"Non dirlo a me," borbottò il suo supervisore. "Preferirei farmi sparare all'altra gamba piuttosto che stare dietro a quella scrivania. In ogni caso ricorda che noi non dobbiamo intervenire, lasciamo fare tutto il lavoro sporco alla SWAT. Limitiamoci a confermare che la tua sospettata non è solo una truffatrice da parrocchia."

"Pensavo fosse solo quello stupido bingo, ma droga? Ridicolo."

Danse prese posto accanto al finestrino, con Tom subito accanto.

"D'altra parte è proprio questa l'unica utilità della Task Force, trovare il crimine quando si nasconde dove non penseresti di trovarlo. Come quell'arresto del mese scorso, con quel sospettato che cercava di organizzare una cellula dell'Isis in mezzo alle vacche in Iowa."

Tom annuì, distratto. Era abbastanza colpito dal fatto che Danse conoscesse i dettagli di quell'arresto.

Non che fosse negligente - era un aggettivo che mai nella vita si sarebbe adattato a Danse - ma era profondamente disinteressato ai rapporti e alla sorveglianza, finché non si traduceva nella possibilità di un arresto.

Tom sapeva che dietro la sua algida facciata si stava godendo l'adrenalina che precedeva un'indagine sul campo.

Prima del decollo Tom mandò un messaggio a James, pieno di cuori e di scuse per la partenza improvvisa. C'era qualcos'altro che doveva dirgli, nella montagna di cose che già dovevano discutere dopo gli eventi degli ultimi giorni, ma quest'ultima cosa gli sfuggiva ogni volta che cercava di afferrarla.

2 - Between a rock and a hard place - (COMPLETO)Where stories live. Discover now