capitolo 40 parte 2 (revisione, correte a leggerlo)

Comincia dall'inizio

Dopo venti minuti mi ritrovai al Moà il bar che frequentavamo quando andavamo all'università. Qualche volta in settimana io e Tom ci riunivamo al Moà perché è un luogo semplice e con poche persone, la musica non è così forte da rimbombarti nella testa.

Al Moà poche persone ci vengono. Pochi anni fà si è aperto il Blanco un'altro bar accanto e d'allora c'è molta concorrenza. Giacomo di origine italiana si trasferì dieci anni fa a Londra per la morte dei nonni che gli hanno lasciato in eredità il Moà che prima si chiamava London Drink, così dopo la morte dei suoi cari ha preferito cambiare insegna e portare qualcosa dall'Italia qui a Londra. 

Non ha molti clienti ma i suoi drink sono da paura a detta di Tom, io sono astemio e non bevo mai, dovrei solo impazzire per offrire al mio stomaco degli alcolici.

"ma benvenuto,venti minuti Adam"

"meglio tardi che mai" sorrido allargando le braccia, "dai tanto sono qui.." mi siedo sul piccolo cuscinetto nero e appoggio le mani sul tavolino d'argento.

Paul il ragazzo che lavora per Giacomo si avvicina al nostro tavolo

"ragazzi che prendete?"

"io il solito Paul" il mio amico invece ordina un mojito , il solito.

"allora, vogliamo restare muti o ti decidi a parlare.."

"ho lasciato la casa dei ragazzi" lui resta sorpreso.

"perché? Cos'è successo.."

"è tornato il loro ex Dean che tra l'altro si reputa ancora il suo ragazzo"

"e tu cos'hai fatto, anzi no i ragazzi che hanno fatto?"

"Evan ha iniziato a cacciarlo e  gli intimava di andare via, mentre Dev come il solito si guardava la scena, ho preso pochi vestiti e sono andato via."

"Come sarebbe a dire che hai preso la valigia e sei andato via?"

"quello che ho detto, ero deluso e non riuscivo a guardarli negli occhi, mi sentivo a disagio, mi sentivo come se quel posto non mi appartenesse, come se io fossi di troppo"

"perche non hai atteso delle spiegazioni, magari ti avrebbero spiegato chi è stato per loro questo Dean." Mi aiuta a capire e a ragionare, capisco che lui voglia vedermi felice e anche io avrei voluto esserlo, se solo loro si sarebbero preoccupati di dirmi la verità prima che la scoprissi così di punto e in bianco. L'ultima cosa che mi sarei aspettato era ritrovarmi alla porta un ex che avrebbe voluto indietro i suoi ragazzi.

"stavo andando via, avrebbero potuto insistere anziché lasciare che mi chiudessi la porta alle spalle, lasciando che Dean mi insultasse, chiamandomi puttana."

"erano solo sorpresi da Dean, potevi lasciare scorrere e aspettare che Dean andasse via e poi chiedere spiegazione ai ragazzi senza scappare, così cosa ci hai guadagnato?" beh non ha tutti i torti, non ci ho guadagnato praticamente nulla, ora ad averci guadagnato è solo Dean e nessun altro. Non mi hanno neanche chiamato, ne contattato, niente di niente.

"sei arrabbiato?" mi domanda di punto in bianco, ma io so che si riferisce a tutta la situazione che è venuta a createsi.

"No, non sono arrabbiato, sono solo deluso per non avermi detto la verità, passerà" e so che non passerà, so che mi porterò questo dolore dentro, forse si, forse avrei dovuto dare modo loro di spiegarsi e farsi una ragione affinché io non andassi via, ma ciò non è successo, non provando nemmeno a fermarmi e dirmi di aspettare.

"deluso da cosa?..per non averti detto la verità?"

"deluso da tutto, eravamo felici non ci mancava nulla, è vero abbiamo litigato tantissimi volte ed abbiamo fatto pace ogni qual volta ma ora sono deluso perchè in questo arco di tempo mi avrebbero potuto parlarmi di Dean del ragazzo che un giorno era il suo ragazzo, parlarmi di lui e darmi la possibilità di capire cosa gli era successo tempo indietro e ciò non è successo Tom. Ecco perche sono deluso."

"so quello che provi, anche io in passato mi sono ritrovato in questa situazione. Alla luce di ciò posso solo consigliarti di provare a parlargli e vedere cosa hanno da raccontarti."

"non lo so, non so cosa farò, perché dovrei essere io quello ad andare da loro? Sono loro quelli che hanno sbagliato a non dirmi un cazzo del loro passato"

"magari era irrilevante, magari non si aspettavano una sua comparsa, magari non volevano seminare qualcosa che non sarebbe mai cresciuto, magari avevano solo paura di dirti qualcosa che per loro non vale piu un cazzo"

"ma per me avrebbe valso molto, se mi avrebbero parlato di questo ragazzo, sarei stato in grado di metterlo alla porta senza mezzi termini."

"non ti sto dando torto, sto solo cercando di farti capire che voi state bene insieme, vi amate e questo Dean non è altro che un ostacolo nella vostra storia. Devi incontrarli, parlarci e vedere cos'hanno da dirti." potrei, ma non lo farò, loro hanno sbagliato nei miei confronti e sicuramente non sarò io quello ad avvicinarsi a loro.

"ci penserò." E con queste parole, ci salutiamo e torniamo a casa o, meglio io torno a casa.

Arrivato a casa, faccio una donna e mi corico sul letto nudo, avvolto solo dal calore delle lenzuola, guardo il vuoto, cercando di metabolizzare tutto quello che Tom mi ha detto. Ci sono tanti forse nella mia testa ma nessuno di questo vuole prevalere sulla ragione di incontrarli.



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Volevo scusarmi per il capitolo in ritardo ma, come avvisati la scorsa volta, sto lavorando e gli impegni mi rubano molto tempo e non riesco ad aggiornare. scusatemi ancora per l'attesa. 

A presto!

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