Era poca roba, a meno che non ci fosse qualcosa di più sordido sotto il flusso di denaro che gocciolava via centesimo dopo centesimo dalla parrocchia di Red Rock in Louisiana.

Tom si mise più comodo sulla poltrona. Era quasi più interessato del dovuto. C'era da scavare a fondo e questa era una cosa che sapeva fare bene, anche se la sua specializzazione fino a poco tempo prima era stata sul campo.

Si allentò il nodo della cravatta e si predispose a passare al setaccio ogni singola azione della Dawson dal bel giorno in cui era venuta al mondo.

Niente della donna faceva pensare a una criminale. Anzi, il modo in cui si comportava al computer, guardando cartoni animati tutto il santo giorno - programmi che a suo avviso meritavano la pena capitale perché erano orribili - non indicava niente di diverso dal vedova di mezza età fa la cresta sul bingo per... per cosa?

Tom scartabellò nuovamente i movimenti bancari della donna, ma nessuna somma corrispondente a quella sottratta era stata versata sul suo conto, quindi significava che non lo faceva per se stessa, ma per conto di qualcun altro. Oppure era abbastanza furba da usare un conto intestato a qualcun altro o peggio ancora usava contanti e non li avrebbe mai tracciati.

Qualcosa gli suggeriva che quelle azioni non erano per un fine personale: lo stile di vita della donna non era cambiato nel periodo in cui l'aveva controllata. Niente gioielli nuovi, niente trucco e parrucco - vestiva nella stessa maniera sciatta del primo giorno e sicuramente non faceva uno scrub al viso dalla seconda guerra mondiale - niente auto magicamente apparse sul vialetto di casa e niente droga. Solo la stessa monotona vita fatta di compravendita di torte fatte in casa per gli eventi locali - ne faceva davvero un sacco - e bingo in parrocchia.

Una breve ricerca gli confermò che era proprio il bingo il problema: tre giorni alla settimana, dopo ogni evento la Dawson tornava al pc e interrompeva le sessioni di One Piece e si metteva a ritoccare i conti della parrocchia. Ma per conto di chi, quello era un altro paio di maniche.

Senza che se ne accorgesse il pomeriggio era volato e la luce naturale dentro l'ufficio stava calando. Era frustrato per quel caso che non sembrava portare da nessuna parte, ma alla fine si decise a mettere giù la biro, fare armi e bagagli e salutare Carrie e Sten prima di uscire.

I due stavano spegnendo i computer a loro volta e si accingevano a uscire, probabilmente per continuare da casa il controllo dei sospettati, ma Carrie sembrava particolarmente allegra. "Dimmi che uscite a bere qualcosa."

"Sì," rispose la donna. "E non sei invitato."

Gli fece l'occhiolino.

Tom rise, fece un cenno di saluto alla collega e si avviò all'uscita. Mentre era in ascensore gli vibrò una tasca e ne estrasse il cellulare. Era James. Si maledì per un istante. Si era assorbito così tanto nel lavoro che non gli aveva mandato nemmeno un sms per tutto il pomeriggio. Aprì Telegram sperando che non fosse qualche messaggio amareggiato, ma trovò solo un cuoricino e un'immagine inviata tramite file. L'anteprima era troppo piccola per riuscire a capire cosa fosse, cliccò sopra e...

Cazzo.

Letteralmente.

"Tutto a posto Elliott?" Gli chiese un collega e Tom annuì, imbarazzato.

Digitò rapidamente una risposta al volo: spero sia per me. Si rimise il cellulare in tasca, mentre il rossore sul volto non accennava ad abbandonarlo.

"La fidanzata ti manda messaggi piccanti, eh?" Ritentò il collega, dandogli una leggera gomitata e Tom si unì alla risata.

Certo.

2 - Between a rock and a hard place - (COMPLETO)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora