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Fare carriera al Bureau non era un'impresa titanica: bastavano ambizione, voglia di lavorare e una sana propensione a ficcare il naso nei fatti altrui. Tom Elliott era un buon rappresentante di quelle tre caratteristiche fino a che non era arrivato alla Social Media Terrorism Risk Prevention Task Force, il dipartimento FBI che si occupava di controllare la quotidianità dei soggetti definiti a rischio. Avete presente la battuta che per ogni americano c'era un federale a controllargli il computer? Non era una battuta.

Un anno e mezzo prima l'Agente Elliott si era ritrovato ossessionato da James Tannebaum, codice verde per i crimini federali più stupidi del creato come "consultarsi con un noto pirata" o "vendere anelli di cipolla, ma fatti con la cipolla a dadini senza dirlo" fatti per rivederlo dopo un fugace incontro fortuito.

Un anno e mezzo dopo, l'Agente Elliott era felicemente fidanzato con James Tannebaum, che non commetteva più sciocchi crimini federali, con cui faceva sesso stellare, programmava un matrimonio e... realizzava video pornografici per lo studio del fratello di Tom.

Justin Beater e Will Swallow, i loro mascherati alter ego, avevano infatti una brillante carriera nell'industria pornografica nonostante i loro pochi video, i quali venivano giornalmente apprezzati da migliaia di persone.

"Ci crederesti che il nostro primo video ha raggiunto cinque milioni e mezzo di visualizzazioni?"

Era una mattina tranquilla. Tom stava controllando l'ennesimo nuovo sospettato, mentre James gli stava sdraiato vicino, tenendogli i piedi sulle cosce. "Inizio a capire perché quelle major volevano comprarci."

James annuì, posando il tablet sul letto. "Potremmo fare un nuovo video, che ne dici? Vorrei provare qualcosa di classico, ma comunque divertente."

"Che cosa ti ispira?" L'Agente rivolse la sua attenzione al compagno. Tanto la sua sospettata era molto impegnato a fare una maratona di One Piece e non avrebbe finito molto presto. "Sono curioso."

Tannebaum gli sorrise languido. "Un povero adorabile prete biondo cerca di resistere alle tentazioni di un diavolo molto sexy..."

Oh quanto cazzo amava quell'uomo.

"Padre, ho molto peccato" rispose Tom, improvvisamente ferino. Gli accarezzò una gamba. "Vorrei confessarmi."

"Padre Tannebaum ti confesserà volentieri più tardi quando avrai finito il tuo turno di controllare questo consumatore compulsivo di anime" rispose suggestivamente.

Tom fece una smorfia.

"Tanto non sta facendo niente di interessante. Sta organizzando la festa della parrocchia. Non capisco come possa essere una minaccia."

La sua nuova sospettata era una donna sulla cinquantina, piena di figli e nipoti e di iniziative di beneficenza. Non era un pilastro della società ma faceva di tutto per esserlo. Cosa avesse fatto per finire sul mirino del Bureau, Tom ancora non lo sapeva. La cosa più disdicevole che avesse fatto fino ad ora era stata rubare dei biglietti per una riffa e guardare cartoni animati. Disgustoso ma non era un atto di terrorismo.

James sorrise soave.

"Prima il dovere, mia pecorella smarrita, e poi la redenzione."

Tom quasi gli scoppiò a ridere in faccia.

"Amore, ricordati che sono il diavolo."

James fece una smorfietta deliziosa, agitando i piedi sulle sue cosce.

"Tutti possono pentirsi, iniziando dalle piccole cose. Termina il tuo lavoro, figliolo, poi ti confesserò e se il tuo pentimento sarà sincero ti darò l'assoluzione."

Tom storse il naso e sbuffò impaziente. La sospettata era noiosa e James aveva un modo di chiedere l'intimità che lo faceva uscire di testa.

Era un uomo di trent'anni che sembrava parecchio più giovane della sua età, con dolci occhi azzurri e il faccino innocente. Aveva un'indole timida ma orgogliosa, per cui quando decideva di voler provare qualcosa o semplicemente era dell'umore giusto riusciva a chiedere le cose più efferate con uno sguardo angelico che viaggiava dritto fino all'uccello di Tom.

Quindi ora sentirlo parlare di perdono e assoluzione non aveva proprio niente di religioso, e riempiva a meraviglia l'immaginazione di Tom di ogni squisita perversione.

Magari James l'avrebbe sculacciato. O avrebbe preteso un pompino senza quasi dargli modo di respirare, tutto spinto nella sua gola.

O forse ancora avrebbe voluto dargli l'assoluzione benedicendolo con le sue generose aspersioni.

Poteva succedere qualsiasi cosa. Tom non stava nella pelle.

A malapena stava nelle mutande.

Una cosa che aveva imparato presto ad apprezzare erano i giochi di ruolo. Una volta li trovava stupidi, pretenziosi e anche un po' ridicoli. Chi diavolo poteva trovare eccitante il pensiero di giocare al dottore?

Con James la cosa invece aveva raggiunto un livello del tutto diverso, perché lui ci si immergeva davvero in quelle fantasie e Tom viveva per servire, dopotutto. Non lo Stato, in quel contesto. Aveva perso ormai il conto delle volte in cui lui e il suo ex sospettato si erano avventurati anche fuori dalla camera da letto interpretando persone che non erano solo per il gusto di scopare.

Il suo ricordo preferito era in realtà quello più vanilla: aveva abbordato James in un gay bar con battute cheesy per poi farsi succhiare il cazzo nei bagni del locale. Era stata la prima volta che provavano qualcosa del genere e Tom lo aveva trovato quasi... rinfrescante.

E quella storia del prete e del diavolo? Se dovevano filmarla, tanto valeva farlo in una chiesa vera.

Sorrise soddisfatto della sua brillante uscita, non vedeva di condividerla con Dave. Ma il sorriso si spense in fretta e si trasformò in un ghigno quando si accorse che la sua sospettata aveva smesso di guardare One Piece e si era messa a ritoccare i conti delle offerte della parrocchia. Per quale motivo ancora non lo sapeva, ma lo avrebbe scoperto presto.

 Per quale motivo ancora non lo sapeva, ma lo avrebbe scoperto presto

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