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CAPITOLO 10

"Buongiorno" ci alziamo tutti in piedi salutando la preside. Oggi è l'ultimo giorno di scuola,  finalmente. Sono così contenta.Non dovrò vedere sta gente per 3 mesi, insomma, TRE mesi.

"Oggi ragazzi, siamo qui  riuniti per..."

E inizia con  le solite cazzate....

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"Hei, Alex mi firmi la foto?" Mi ritrovo davanti Austin, Austin Blood.

"No" faccio per andarmene, però mi afferra una ciocca di capelli e mi attira verso di se. Fa molto male  e cerco di urlare, ma lui mi tappa fortemente la bocca.

"Stai zitta troia" sono già nel panico più totale, le gambe mi tremano e ho la nausea!

Cerco di divincolarmi, ma è troppo muscoloso. Riesce a portarmi in bagno e chi ha notato la scena, fa finta di nulla e si fa i cazzi suoi, perché con uno come Austin non c'è assolutamente nulla da scherzare.

Quando siamo dentro alla toilette, lascia la presa e riesco finalmente a respirare.

"Idiota"  Mi scappa.

"Come?" Scuoto immediatamente la testa.

"Ripetilo se ne hai coraggio" Idiota, idiota, idiota e ancora idiota!!

"Nulla" sussurro, ma lui prende la mia chioma e mi sbatte ripetutamente  la testa contro il muro.

"Ti p... " schiaffo.

"BASTA!"  gli tiro un calcio nelle parte intime e cerco di svignarmela, ma la porta é chiusa a chiave e prima che possa aprirla Austin mi Afferra  la maglietta e mi spinge verso di se.

"Lurida puttana" 

"Mi fanno male le palle troia!"  te lo meriti, coglione.

"Be, a me fa male la testa, sto scoppiando"

"Puttana" Mi tira un'altro schiaffo e si rialza da terra, per poi far la stessa cosa anche con me, ma affermandomi dai capelli.

"Aaaahia" dico.

Mi sento arrivare dei pugni violenti nello stomaco, mi colpisce per si e no dieci o undici volte.

Quando mi lascia mi inginocchio al suolo e metto una mano sulla pancia per poi tossire e sputare delle gocce di sangue. Mi fanno a tal punto paura che  con le poche energie rimaste  le mie gambe si rialziano e guardano con pieno odio Austin.

"La sai una cosa? " due colpi di tosse.

" Avrei firmato la tua foto se fossi stato buono con me"  

La sua reazione?  Ride. Ride  malvagiamente.

"Ora mi puoi lasciare in pace Austin?" piagnucolo.

Mi tira verso di se e non cerco neanche di difendermi, aspetto solo la sua prossima mossa.

"Sai, ti odio tanto, troppo. Sei solo una sfigata di merda e non meriti di vivere. Se non ti ho ancora ucciso è solo perché aspetto che tu faccia 18 anni"

"P-perchè? " balbetto.

"Qui le domande le faccio io. Comunque perché non voglio che  si spargi la voce qui a scuola.Quindi aspetto che tu sia maggiorenne, troia." un'ennesima lacrima cade dai miei occhi.

"Perché mi odi così tanto? Che ho fatto per meritarmi tutto questo?"

"Perché esisti" Mi tira uno schiaffo.

"E ti ho già detto che qui le domande le faccio solo io" altra sberla.

"Ora vai puttana" e mi spinge.

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