Prologue: Two More Cosmos, Please!

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Non ho mai avuto particolare fiducia nel genere umano.

Crescendo in un contesto decisamente particolare, con da una parte le lezioni delle suore sempre pronte a ricordarmi quali fossero i veri principi morali e perché mantenerli ben saldi e dall'altra un padre che mi ha indottrinata al pensiero epicureo, ho perso piano piano la fiducia, prima scoprendo che per mio padre il pensiero epicureo corrispondeva all'andare a letto con qualsiasi cosa dotata di respiro -il pensiero non era particolarmente necessario per quello che aveva in mente-, successivamente venendo a conoscenza del fatto che Lucinda, che si professava mia amica per la vita e che diceva di tenere a me come se fossi sua sorella, in realtà fosse solo una doppiogiochista che andava a raccontare all'ape regina della scuola ogni cosa le dicessi e che si faceva il mio ragazzo alle mie spalle.

Dopo, ho perso specialmente la fiducia nel genere maschile.

Infatti dopo Charles Leclerc il traditore c'è stato Matty che preferiva l'erba a me, Klaus che flirtava con la sua collega -lesbica, e devo ammettere di averci un po' goduto dopo averlo scoperto-, Matthew che sembrava l'uomo perfetto prima che scoprissi essere un pregiudicato per aver svuotato casa alle sue ex e River, dal quale mi aspettavo tanto visto che aveva lo stesso nome del fidanzato di Musa delle Winx, ma esattamente come il River fittizio si è rivelato essere solo e soltanto uno stronzo che ha deciso di illudermi con l'unico fine di arrivare alle mie mutande.

E oggi sto per imparare una nuova grande lezione: mai uscire con un ragazzo che ha lo stesso nome del tuo ex.

Quando ho incontrato Charles Melton per un attimo ho pensato di rifiutare il suo invito a prendere un aperitivo insieme e di darmi direttamente alla vita da gattara perché dopo cinque relazioni fallite alla bella età di venticinque anni è normale che cominci a pensare alla clausura o alla vita da zitella acida, ma alla fine la sua struttura facciale da dieci e lode -vivissimi complimenti alla mamma- e il suo sorriso sono riusciti a convincermi.

Se non l'avessero fatto loro, sicuramente ci avrebbero pensato gli addominali che nasconde sotto le camicie perché, nonostante non possa dire di averne visti un'infinità, sono davvero un dono di Dio alle donne.

A quando pare però nemmeno la mia storia con Charles perfetto Melton sembra essere degna di lieto fine, ed eccomi qui, con un Cosmopolitan tra le mani, ad aspettare che la smetta di prendere tempo e mi dica chiaro e tondo che abbiamo chiuso.

Non ho mai apprezzato i giri di parole, sono troppo pragmatica per questi temporeggiamenti.

"Smettila di giocherellare con quel fazzoletto e dimmelo, Charlie" sospiro, esausta da questa attesa fatta di frasi vuote per parlare del nulla, e alle mie parole Charles alza gli occhi su di me, dispiaciuto.

"Non credo che tu sia la donna giusta per me".

Diretto, se non altro.

Butto giù un generoso sorso di alcol a quella confessione, ritenendomi ancora troppo lucida per metabolizzare che questa è la sesta storia che va a rotoli, e stavolta a quanto pare è colpa mia.

"E cosa te lo fa pensare?" Domando, un po' perché risulta che io abbia una indole masochista non così tanto nascosta, un po' perché voglio capire cosa è andato male stavolta.

Charles tentenna un po', evitando il mio sguardo e facendo girare il vino sul fondo del suo bicchiere prima di sospirare: "ho incontrato un'altra donna".

Ah. Quindi forse non è del tutto colpa mia.

Charles punta i suoi occhi nei miei, e per un attimo penso che queste parole siano tanto difficili per lui da pronunciare quanto per me da ascoltare: "Cassandra, tu sei una donna eccezionale. Sei forte, determinata, con un grande senso dell'umorismo e con un ancora più grande sarcasmo, per questo te lo sto dicendo. Sei una donna perfetta, ma non quella perfetta per me. Era da un po' che ci ragionavo, e quando ho conosciuto Camilla mi sono reso conto che per quanto tu sia straordinaria...".

The Build-A-Boyfriend App || Ashton IrwinDove le storie prendono vita. Scoprilo ora