Runaway 🌸 BabyGirl Capitolo Quarantatré

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Capitolo 7
Quattro mesi dopo.

Karana:
"Congratulazioni agente Kay, sei stata promossa nuovamente rendendoti uno degli agenti nella nostra top five. Ben fatto." La stanza si riempie di applausi, fischi e grida mentre vengo appuntata dalla coordinatrice.
Questo è un grande avvenimento per me, ho lavorato sodo per arrivare a questo punto in breve tempo e sono fiera di me stessa.

Il più fiera che sia stata da un po', il più felice che sia stata da anni.

Mentre torno al mio posto, le persone mi lasciano delle pacche e dei colpi sulla schiena per congratularsi ed io li ringrazio silenziosamente.
Mi siedo al mio posto accanto a Kaiser e Sophie e ricevo numerose congratulazioni da loro.
Kaiser si allunga e lascia un bacio sulla mia guancia e riesco a sentire il mio viso diventare rosso.
"Sono così fiero di te, piccola." Prende la mia mano nella sua sotto il tavolo e muove il pollice avanti ed indietro.

Attualmente la mia vita è davvero migliore di quanto non lo sia mai stata. Sto eccellendo nel lavoro, ho ripreso la mia educazione e mi sto per diplomare un anno in anticipo, ho un bel gruppo di amici ed un amorevole ragazzo che mi supporta in tutto e per tutto.
A volte dimentico quasi come fosse la mia vita prima che venissi qui, in America. Onestamente cerco di forzarmi a dimenticarlo perché se lo lascio riaffiorare so che mi tormenterà ed è una strada che voglio evitare di percorrere.
Mia madre, Russell, Destin e Julia, anche Harry, provo a non pensare a loro perché mi porta in un posto oscuro dal quale ho provato tanto a forzarmi per uscire ed ora che finalmente sono fuori, non voglio voltarmi presto, anche se, ad essere onesta con me stessa, vorrei.
Destin e Julia avranno sempre un posto speciale nel mio cuore, così come Harry.

Spero un giorno vicino di rivedere i miei fratelli e vedere che stanno bene e sono felici.
Posso aspettare per vedere Harry per un pochino più tempo, tutto ciò che lui ha fatto è ancora fresco e definitivamente non voglio pensare a tutte le cose brutte che sono successe con lui.
Mi manca? Si, ovviamente, ma non mi importa più di me stessa, la mia salute e la mia sanità.

La cerimonia di premiazione termina, Sophie va via con un altro agente mentre Kaiser ed io ci avviamo per il piano terra.
"Quindi, Miss. Barnes, come vuoi festeggiare la tua realizzazione?" Prende la mia mano nella sua e se la porta alle labbra, ci lascia un piccolo bacio sul dorso e la riabbassa in mezzo a noi.
Con i miei occhi fissi in avanti, sento i suoi bruciare sul lato del mio viso e tutto all'improvviso lui si ferma e mi sorride. Mi giro confusa ma quando noto che ha le labbra tirate tra i suoi denti, so esattamente cosa sta pensando nella sua mente. Entrambi siamo ancora silenziosi, lui tira il mio braccio e mi porta più vicina al suo corpo ed il suo braccio mi avvolge la parte bassa della schiena.

"Kai, cosa stai-" prima che io possa finire la mia frase, le sue labbra si scontrano con le mie e le sue mani si abbassano così da essere direttamente sul mio fondoschiena. Non volendo rovinare il momento, io alzo le mani ed avvolgo le braccia attorno al suo collo portando le nostre facce ad essere più vicine.
Le nostre bocche si muovono in sincronia l'una con l'altra e la sua lingua scivola tra le mie labbra.
Sapendo cosa sta insinuando, io apro la bocca così che lentamente la sua lingua entri per incontrare la mia.

La sua lingua si attorciglia alla mia con una fame che non gli ho mai visto prima.
Mi tiro indietro, entrambi siamo scioccati e totalmente esausti.
"Cosa?" Chiede lui preoccupato.
Per tranquillizzargli la mente, gli lascio un delicato bacio sulle labbra e mi porto una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

"Non riesco a respirare, amico." Lui scoppia a ridere e raggiunge la mia mano senza dire una parola. Camminiamo un po' senza parlare ma presto rompo io il silenzio.

"Questo era um... Diverso." Kaiser mi guarda con un sorrisetto furbo e focalizza i suoi occhi e la sua testa davanti lungo la strada.
"Lo so." Dice.
Quando lo guardo in faccia, so che sta pensando a qualcosa, è perso nei suoi pensieri riguardo qualcosa ed io voglio sapere cosa sia.

"A cosa stai pensando?" Il sorriso svanisce dalla sua faccia lentigginosa e la sua mascella si serra.
Guardo mentre la sua espressione delicata scompare e viene rimpiazzata con una più seria e dura.

Resta in silenzio, quindi spingo di più.

"Cosa sta passando in quella tua mente?" Metto un dito al lato del suo mento e giro il suo viso verso di me.
I suoi occhi guizzano via dai miei all'istante e vanno giù sul pavimento.

Okay.

Prende un profondo respiro ed espira duramente.

"Ti voglio, Karana, ti voglio in modi in cui non ho mai voluto nessun altro prima." La mia mano si stacca dalla sua e cade lungo il mio fianco.
"Di cosa stai parlando?" So esattamente di cosa sta parlando ma voglio sentirlo confermare da lui così so che non sto solo saltando alle conclusioni.

"Fanculo, sai esattamente di cosa sto parlando." La sua voce è dura e vorrei davvero non aver spinto così tanto perché non voglio sentire le parole che stanno per uscire dalle sue labbra.

"Voglio scoparti."

Harry

Sono passati quattro mesi.

Quattro lunghi fottuti mesi sono passati e non ho mai avuto un'idea di dove fosse Camila.
Sento che sto impazzendo e lo pensano anche tutti quelli che mi sono intorno.
La mia mente sembra che non riesca a spegnere i pensieri che riguardano lei.
Ogni mio pensiero è consumato dalla spumeggiante sedicenne di cui mi sono innamorato e non posso fermarli.

Nulla che io abbia provato funziona.
Ho scopato quasi ogni ragazza nel raggio di venti miglia ed ancora non riesco a cacciarla dalla mia mente. Ogni volta che vengo toccato, immagino sempre le piccole mani di Camila ed il modo in cui lei porterebbe elettricità nel mio corpo. Il suo tocco era qualcosa di così piccolo ma così significante per me e mi manca per dire il minimo.
Ho guidato verso infinite BabyGirl House presenti in Inghilterra e non c'è nessuno che l'abbia vista.
È stato detto che lei potrebbe non essere più nel paese o persino continente e se questo fosse vero, non potrei vivere con me stesso sapendo che lei potrebbe essere lì fuori, forse ferita.

Parcheggio l'auto nel più vicino supermercato.
Il mio appetito è stato quasi inesistente e mi sono a mala pena preso cura di me stesso.
Una leggera barba sta iniziando a mostrarsi sulla mia mascella ed i miei capelli stanno diventando ridicolmente lunghi. Le borse sotto i miei occhi sono troppo prominenti ed ho perso qualche chilo il che mi fa sembrare come se fossi malato.

Salto giù dalla mia macchina, entro nella calda aria di maggio e cammino nel negozio.
Vari sguardi vengono lanciati nella mia direzioni ma, nello stato in cui sono, non potrebbe importarmi di meno.
Prima di Camila, probabilmente avrei maledetto fino all'ultima persona qui dentro, ma la sua assenza ha succhiato la vita fuori da me e semplicemente non ho l'energia o la volontà di farlo più.
Cammino attraverso il negozio e guardo come gli impiegati mi tengono d'occhio probabilmente pensando che ruberò qualcosa.

Bastardi giudicanti.

Il reparto degli snack cattura il mio sguardo all'istante e giro i tacchi per vedere lo scaffale pieno di patatine e biscotti.
Mentre cerco di decidere tra Ruffles o Cheetos piccanti (*), qualcuno si scontra con me ed entrambi cadiamo sul pavimento.
"Merda, mi dispiace così tanto." Mi alzo sui gomiti e quando guardo la ragazza la sua bocca cade sul pavimento ma la rabbia copre il suo viso.

"Tu fottuto diavolo." Velocemente mi alzo in piedi ed analizzo la ragazza, capelli scuri, occhi color nocciola, stessa fottuta voce.
Ricordo che una o due volte Camila ha menzionato i suoi fratelli, ma non mi è mai importato di ascoltare effettivamente, ora vorrei averlo fatto.
Senza dire una parola, la ragazza mi raggiunge ed avvolge le sue fragili dita attorno al mio collo urlandomi contro.
"Dovrei ucciderti in questo momento!" Un ragazzo dai capelli ondulati sta qualche centimetro più dietro rispetto alla ragazza con uno sguardo confuso sul suo viso.
"Dov'è mia sorella?" E la mia teoria è confermata.

Sono Julia e Destin...

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora