ITALIAN - KeylSolo

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3. San Valentino - Doctor Who by KeylSolo

C'è sempre della pazzia nell'amore. Ma anche della ragione nella pazzia!


51XX, 14 Febbraio

Nei pressi della prigione Stormcage

Davvero, Dottore? Dico: davvero?

Tutti sappiamo quello di cui sei capace e non voglio dire che ora mi stupisci.

Hai salvato e distrutto pianeti, annientato nemici con una teiera e dello spago e detestato te stesso per centinaia di anni: dopo questo e ben altro, questa visita quasi non sembra neppure assurda.

Quasi.

Tra tutti i momenti nella vostra intricata, confusionaria, ma a modo suo armoniosa e certamente affascinante, linea temporale, dovevi scegliere - proprio ora - questo preciso momento, proprio qui?

Non mi ascolti e te ne vai. Quando mai darai peso a quello che dico?

E ora eccoti, che ti aggiri per i campi nevosi di un qualche desolato pianeta, stretto nel tuo cappotto, ingobbito come non ti capitava da secoli.

Le vecchie abitudini non muoio mai, così dicono, e certe sembrano ritornare a galla nei momenti più o meno appropriati, dipende dai punti di vista.

Cominci a non sentire più le dita e temendo che possano cascarti dalle mani come sassolini, ti affretti a mettere in atto il piano a cui hai silenziosamente lavorato nel tuo ultimo periodo di eremitaggio.

Clara non lo sa che lo fai, sempre più spesso, e forse dovrei proprio dirglielo, un giorno o l'altro.

Intanto i tuoi pensieri sono rivolti ben oltre l'idea della maestra di Blackpool che ti aspetta nella sua piovosa Inghilterra, sperando che la porterai presto in giro nell'universo, correndo insieme, mano nella mano, attraverso il quantitativo minimo di pericoli.

Afferri un sasso tra la neve e lo lanci davanti a te.

Un passo, due passi, tre passi...

Il sasso rimane immobile a mezz'aria per il tempo di un battito d'ali di farfalla, poi ricadde a terra dopo un ronzio elettrico, bruciato su tutta la superficie.

Ti accorgi che hanno aumentato il voltaggio dei Campi Tesla Obbligati dall'ultima volta che hai controllato, ma sai che non è un grande problema.

Infatti ti permetti di sorridere in barba alla soffiata di neve che ti colpisce gelidamente la faccia e in poco rende il bel cappotto nuovo di zecca spolverato di bianco.

Ma a te tutto questo non importa.

Tu sei il Dottore: anche la peggiore delle tempeste per te è poco più di un passatempo.

Per cui controlli l'aggeggio demoniaco che hai allacciato al polso: il peggior esemplare di tecnologia temporale che l'universo abbia mai partorito.

Un'economico vagone merci, comparato a me.

Inaffidabile, almeno quanto te.

Forse per questo hai preferito usare quello al mio posto: posso passare inosservata per tutte le galassie, ma qui mi conoscono troppo bene, per cui mi hai lasciato in disparte come sempre, sul lato più scosceso di una collina.

Almeno da qui posso vedere la celeberrima prigione di Stormcage.

Un vero affronto a qualunque idea di architettura abbia mai trovato posto in un angolo di universo, ma dopo tutto è poco più di un carcere e non devono essere molti i criminali che si intendono di architettura.

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