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CAPITOLO 8

Chi è Jessy? E chi era quella ragazza magrolina che ho visto poco fa? Ed Harry? Perché si è comportato così?

Troppe domande.

Da cui non avrò mai una risposta.

"E che ne sai?" dice la mia parte positiva.

Be, è quello che credo, tutto qui.

" Va bene, senti quando deciderai di svegliarti?" domanda con un espressione divertita.

Spiegati meglio.

"Sei tu che decidi quando ritornare nel mondo reale" replica.

Posso deciderlo personalmente? Davvero? Salto dalla gioia.

"Be..sì, sei in coma da un bel po ormai"

Sono qui da qualche ora. -.-"

" Ma lì lo sei da una settimana"

Non importa. Non voglio ritornare in quello schifo.

"Puoi cercare di migliorare le cose"

No.

"Perché no?"

Perché non voglio. Voglio stare qui, dove mi sento realmente bene. Lì starò di nuovo male e per sfogarmi dovrò tagliare la mia pelle. Sai, quando sento quel dolore, da cui poi esce del liquido rosso, mi sento bene.

"Sei pazza? Se continui così ti ucciderai Alex" urla infuriata.

È bello punirmi. È bello.

"Cosa c'è di bello? Me lo vuoi spiegare? "

È bello perché ..

"Non lo sai nemmeno tu"

È bello perché è questo quello che merito. Quello che voglio. Lasciami in pace, non ne voglio più parlare.

Cammino più velocemente, sono arrabbiata con lei.

Poco dopo mi raggiunge e mi prende il polso

"Hai bisogno di uno psicologo, te lo dico per il tuo bene. Guarda attentamente il tuo corpo, senza segni, senza ferite." sorride dolcemente.

È vero, non me ne ero neanche accorta. Mi tocco e noto che la pelle è bella liscia, molto liscia.

Aspetta, non dovrebbe essere così.

"Noooo" urlo disperata e mi siedo a terra, in mezzo al nulla. Metto le mani nelle orecchie e lancio un grido ancora più forte.

"Alex, Alex" respiro a mala pena.
"Ti prego, non mi abbandonare anche tu. Nooo. Ti prego."

Tremo dal freddo.

Ho paura.

Troppa paura.

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Una luce mi colpisce le iridi mentre cerco di riaprirle dopo tanto tempo.

"O mio Dio, Alex" Sento un forte calore avvolgermi con delicatezza.

Cerco di rispondere, ma non ne ho le forze. Ho la bocca secca.

La persona che mi ha appena stretto a sé, dandomi sicurezza, mi sta aiutando a bere dell'acqua fresca.

"G-grazie" replico.

"Non ci posso credere" Chiudo gli occhi e alzo un sopracciglio.

"Insomma, sei viva, Alex, sei viva" Mi alzo di colpo dal letto e cerco la testa del ragazzo con le mani, fino a trovarlo e appoggiando, infine, il mio indice sulle sue labbra.

"Z-Zayn"

colpo al cuore.

"Sei proprio tu?" sussurro lentamente.

"Sì, sono io.Ti supplico, apri gli occhi, gli ho visti chiusi per troppo tempo"

"Non me la sento"

Mi da un bacio sulla fronte per poi scendere alla mia guancia.

"Dai" Scuoto la testa.

Arriva al mio collo, sento dei brividi, delle sensazioni strane.

"Fallo per me"

"No" replico più divertita.

"Be, forse è meglio così"

Bacio a stampo.

Emozione indescrivibile.

"Te lo godi molto di più un bacio ad occhi chiusi"

Sento le mie guance andare a fuoco a causa della situazione così...strana.

"Zayn" dico a bassa voce.

"Sì, piccola?" o cazzo...

Perché è così gentile con me? l'ultima volta mi ha obbligato a toccargli il pacco e per tre mesi e qualche giorno non ci siamo più calcolati a vicenda. Forse per l'imbarazzo o forse perché erano ritornati i nostri genitori e non ne abbiamo avuto tempo. Lui era sempre in giro e io sempre a casa o con Harry. Harry...

"Cos' hai?" Mi accarezza la guancia sinistra mentre cerco di rivedere tutto quello che mi circonda per la prima volta in questo ospedale.

"Perché sono qui?" chiedo avendo paura della risposta.

"Perché? Lo sai il perché" risponde leggermente infastidito.

Mi prende il braccio senza inpesantire la presa.

"Ti sei tagliata talmente tante volte nello stesso punto"

...Ops.

"E poi sei andata talmente tanto in profondità che hai raggiunto la vena" aggiunge.

"E Sei svenuta" conclude così.

Annuisco abbassando lo sguardo che lui mi fa immediatamente rialzare. Qualche lacrima scende tranquillamente, ma vengono asciugate dal pollice del mio quasi " fratellastro".

"Perché piangi?" domanda, ma non riesco a capire che cosa prova dal suo sguardo. Ha una faccia ghiacciante.

"Perché non mi avete lasciata distesa lì a terra?" Alzo il tono della voce.

"Sei rimasta lì per un'ora circa, ma poi sono ritornato a casa prima del solito e ti ho portato subito cos'altro dovevo fare? Lasciarti morire?" sempre stessa espressione fredda.

"Sì, perché era quello che volevo Zayn" Sguardo assente, nel vuoto. Nel vuoto più totale. Mi distraggo dalla presenza improvvisa di qualcun'altro.

Mi concentro e solo dopo un po' capisco chi è ...

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