BabyGirl 🌸 Capitolo Trentadue

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Capitolo 32
17 Dicembre, 2016

Camila:
"Muovi soltanto le mani così e comportati come se stessi succhiando un ghiacciolo." Esitante, eseguo, afferrando saldamente la base. Sporgendo la lingua come se stessi leccando un ghiacciolo.
Porto la bocca sulla cima, Harry sibila al contatto. Sembra che gli piaccia, quindi continuo ed inizio a muovere la testa su e giù per la sua lunghezza.

Harry fa uscire grugniti e lamenti, i suoi fianchi si alzano dal materasso, accendendomi ancora di più.

Dopo qualche secondo, aggroviglia le dita nei miei capelli abbassandomi lentamente sul suo cazzo, la sensazione di vomito mi fa venire le lacrime agli occhi.

Muovo le mani sulle sue cosce, sentendole irrigidite sotto le mie unghie ed un liquido caldo quasi insapore schizza giù per la mia gola.

Cade all'indietro contro il materasso e si copre la faccia con il dorso delle mani mentre io mi alzo dalle mie ginocchia e mi siedo a cavalcioni sulla sua vita.

Mette una mano sulla mia vita e mi guarda.
"Cosa ti è successo oggi? È per la notte scorsa, vero?" Chiede con un sorrisetto subdolo.
Scuoto la testa e guardo in giù.

"Non chiedere." Sposto tutti i capelli sul lato sinistro ed inizio a muovere i fianchi contro quelli di Harry facendogli uscire un gemito.
Quando mi fermo, Harry mi guarda confuso.

Quando anche io lo guardo con un sopracciglio alzato, sembra farsi un'idea di ciò che sto cercando di fargli capire.
Scende dal letto e va verso uno dei miei cassetti cacciando qualcosa.
Quando il suo corpo è in bilico sul mio, i suoi lineamenti si induriscono e le sue mani afferrano una delle mie.

"Sei sicura? Tu non-" metto un dito sulle sue labbra per zittirlo.

"Non sono mai stata così sicura di qualcosa nella mia vita. Fallo." Lentamente annuisce e si siede per mettere il preservativo.
Si riabbassa verso di me e lascia un duro bacio contro le mie labbra, intreccia le nostre mani e lentamente entra.
Risucchio un respiro e chino la testa di lato per il disagio.

Fortunatamente il dolore non è brutto come la prima volta, inoltre questa volta è con il mio consenso, quindi è con qualcuno che riesco a tollerare.

I suoi fianchi si alzano dal letto, la testa viene gettata all'indietro e gli occhi sono chiusi mentre lentamente rientra, un basso grugnito gli scappa.
"Sto per andare un po' più veloce, va bene?" Respira, gli occhi pieni di lussuria.

Annuisco.
Lui alza i fianchi ed entra di nuovo, la seconda volta lo fa un po' più veloce, posso dire che si stava trattenendo e gliene sono grata.

Abbassa la testa e bacia il mio collo, le sue spinte aumentano mentre il piacere si accumula nel mio centro.

Prima che lo sappia, le sue spinte diventano implacabili. Entrambi stiamo gemendo il nome dell'altro, afferro le lenzuola per avere qualcosa da stringere mentre con l'altra mano gli graffio la schiena.

Inizia a diventare un po' scoordinato, la voce roca diventa più alta e le braccia si tendono così come le gambe, quando fa uscire un alto gemito, entrambi raggiungiamo l'apice.
Il suo corpo cade sul mio, ansimando pesantemente e sudando.

Restiamo così per quella che sembra un'ora, recuperando il fiato e la ragione.

Harry si toglie da addosso a me e riposa al mio fianco.
"E dire che stavi provando ad andare via." Ridacchia.
Harry si gira sul fianco ed avvolge un braccio attorno al mio corpo, spingendomi più vicina a lui.
Dopo essere stati un po' in completo silenzio, il respiro di Harry diventa più pesante e sbuffi delicati oltrepassano le sue labbra.
Scuoto il suo braccio per essere sicura che sia addormentato, poi mi alzo ed esco dalla camera per scendere giù; giù da Sophie.

"L'hai fatto." Mi batte il cinque con calma e sorride.
"Ti sei assicurata che fosse credibile?"

"Al cento per cento." Lei annuisce e cerca tra una pila di carte.
"Dal momento che Cat sa, ha detto che aiuterà noi senza che Des o Harry lo sappiano."

"Pensi che possiamo fidarci totalmente di lei?" Sophie scrolla le spalle.
"Voglio farlo, ma per via del modo in cui è così affezionata a Des, dobbiamo essere caute e limitare le cose da dirle." Sfoglia una pila e tira fuori un pezzo di carta con una scrittura nera.
"Tre settimane è tutto ciò che abbiamo per perfezionare tutto, Camila."

"Tre settimane è tanto tempo per far succedere qualcosa." Lei scuote la testa ed indica il tavolino da caffè in legno.
"Uno, bussa su qualcosa di legno prima di vederci; Due, se pensi così, qualcosa succederà, sii positiva."

Una porta al piano di sopra si apre e Sophie è rapida a nascondere tutti i fogli in una cartella, la avvolge in una coperta e la mette sotto il divano.
"Camila?" La sua voce intontita mi chiama.
Sophie sorride.
"Ricordati di tenerlo in pugno." Mi alzo dalla mia precedente posizione e salgo le scale per vedere Harry contro la porta.
"Sì, piccolo?" Mi fa segno di avvicinarmi con le sue braccia aperte.
"Torna a letto." Lo supero e torno nella mia stanza sorridendo tra me e me.

Questo ti aiuterà solo ad essere un passo più vicina alla fuga. Niente sentimenti, niente cuore, solo manipolazione.

Mi stendo sul letto col volto verso la finestra e lui mette il suo corpo proprio dietro il mio.
"Da quando sei entrata in questa casa, ho sempre immaginato e sognato di scoparti." Ridacchio leggermente.

"Lo fai sembrare come un qualche tipo di realizzazione." Harry scrolla le spalle ma mi stringe più forte.

"In un certo senso lo era, ma non per vantarmi o cose del genere. Credimi. Con te non volevo iniziare nulla finché non fossi stata pronta o non fossi venuta da me per prima. Mi sarei sentito in colpa."

"Ma perché? Sono abbastanza sicura che tu sia andato dritto al sodo con le atre BabyGirl anche se loro non volevano. Perché sono così diversa?"

"Per prima cosa, sei nella linea di sangue dei fondatori." Si schiarisce la gola e mette una mano nell'incavo del mio collo.
"Inoltre, il modo in cui ti comporti è diverso da una normale BabyGirl. Ho pensato che se avessi provato a fare qualcosa, ti saresti opposta per far valere le tue idee, mentre le altre BabyGirl accetterebbero semplicemente il fatto che stia succedendo, non si opporrebbero e lascerebbero solo che accada."

"Quindi non hai provato a fare sesso con me prima perché pensavi che avrei potuto prenderti a calci in culo?" Entrambi ridacchiamo per come suona e finiamo a ridere.
"Triste quanto suona, sì. Hai detto ciò con cui eri a tuo agio e ciò con cui non lo eri. Ci hai risposto e ci hai detto cosa non avresti voluto da noi, anche se siamo i tuoi padroni. Non ci era mai successo prima, quindi era una sorta di sfida."

"Essere testarda ha i suoi vantaggi, vedo." In risposta lascia piccoli baci sul mio collo ed inizia a succhiare la pelle alla base cercando di lasciare un succhiotto.

"Un succhiotto?" Lui annuisce e stacca le labbra dal mio collo.
Porto un dito sulla zona sensibile e scatto quando ci passo sopra.
"Ouch."

"Ti consiglio di non toccarlo, brucerà per un po'."

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora