BabyGirl 🌸 Capitolo Ventinove

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(Adrianne Palicki è Dana)

Capitolo 29
15 Dicembre, 2016

Dana:
Mia figlia è senza di me.

La mia figlia quindicenne è in qualche posto sperduto con dei rapitori a causa delle povere azioni di suo padre.

Mia figlia è costretta a fare cose indicibili con dei disgraziati e non ha il controllo.
Per quanto mi piacerebbe dare tutta la colpa a Russell, so che in parte è anche mia.
Se non l'avessi cacciata fuori, sarebbe ancora tra le mie braccia, se non l'avessi cacciata fuori, sarebbe ancora a scuola e tornerebbe a casa tra qualche ora.

Sento che sto cambiando, sto diventando lentamente pazza, ogni giorno che passa. Il mio raggio di luce è svanito ed il mio mondo, senza di lei, è grigio e nuvoloso. Sì, gli altri miei figli mi portano tanta gioia e felicità quanto lei, ma Camila aveva una certa cosa che gli altri due non hanno ereditato.

Lei era in grado di illuminare una stanza intera con un sorriso ed una piccola risata. Era in grado di migliorare il giorno di chiunque facendo solo un piccolo gesto. Lei rendeva sempre qualcuno felice, era qualcosa per la quale viveva.

Spero solo che quando ritornerà, avrà ancora quella scintilla di energia rimasta in lei. Spero che sarà ancora la mia Camila, quella che si assicurava sempre che tutti fossero felici.

Mentre ripenso a quando era qui, le lacrime scendono come cascate sulle mie guance e raggiungono il mio mento.
Una strana rabbia si impossessa di me; una forte rabbia contro Russell.
Da quando è riapparso nelle nostre vite, non c'è stato niente se non caos, speranza persa e rabbia.

"Mamma?" Me la faccio quasi sotto quando Julia mi chiama dall'altro lato della cucina.
Ha uno sguardo preoccupato, ma non mi suscita interesse; tutti noi abbiamo avuto addosso quello sguardo negli ultimi mesi.
"Sì, Julia?" Lentamente viene verso di me e si siede sullo sgabello accanto al mio.

"Sono davvero preoccupata per te, mamma. Ti sei comportata più stranamente del solito." Scuoto la testa mentre mi comprare un cipiglio sul viso.
"No, Julia, non l'ho fatto. Mi sono comportata allo tesso modo da quando Camila è stata presa. Sono stressata ed irritata, okay! Ora lasciami sola!" Julia mi rivolge uno sguardo disgustato e si gira rapidamente per uscire dalla cucina.

Poco dopo che Julia è andata via, Russell entra tenendo il telefono vicino all'orecchio con uno sguardo truce.
"No, Mark, non lo farai, era solo a due condizioni. Non mi importa di quanti soldi entrerebbero, c'è già stato troppo danno e non voglio causarne più." Il suo viso cade completamente ed il naso inizia a contrarsi.
"Vaffanculo." Preme il bottone per chiudere e sbatte il telefono sul bancone.

"Quando vedrò quello Styles lo ucciderò." Le mie sopracciglia si alzano per la curiosità e premo per avere più informazioni.

"Perché, cosa è successo?" Cammina avanti ed indietro sul pavimento di legno e ossa una mano tra i suoi capelli neri arruffati.
"Ha detto che non c'erano abbastanza progressi tra suo figlio e Camila, così ha messo in mezzo Jaime."

"Jaime?" La realizzazione sembra colpirlo ed i suoi occhi si spalancano.
"Jaime, uh, lavora per la compagnia." Non mi sta dicendo qualcosa e so che non è buono.
"Cosa fa Jaime?"

"Si suppone che le BabyGirl facciano sesso nel primo paio di mesi e, se questo non succede, chiamano persone come Jaime per farlo succedere." Borbotta la parte finale, ma sono ancora totalmente capace di sentirlo.
Il mio cuore cade fino alla bocca del mio stomaco e sembra che la stanza inizi a girare.

"Quindi lui, lei non è, oh mio Dio." Porto una mano alla bocca, incredula.
Mi alzo lentamente dallo sgabello e mi avvicino fino ad essere davanti a Russell.
Lentamente alzo la mano e guardo i suoi occhi spalancati, mette una mano contro la sua guancia e la accarezza.
I suoi occhi si chiudono ed io tolgo la mano, solo per riportarcela più forte e più velocemente e lo schiaffeggio sul viso.

"Hai appena fatto stuprare nostra figlia." Lui resta in piedi completamente scioccato. Però non so perché, l'ho schiaffeggiato innumerevoli volte, fino al punto in cui, adesso, se lo dovrebbe aspettare.

Raccolgo le mie scarpe in un braccio, il mio cappotto nell'altro ed esco dalla porta.

Non sento di starmi comportando diversamente od insolitamente.
Mi sono comportata in ugual modo da quando la mia povera bambina è stata presa via da me.
Metto dei vestiti e scendo le scale.

"Dana!" La voce familiare grida il mio nome ed io sorrido tra me e me.
Mi giro ed aspetto che lui arrivi.
"Ne ho altra con me." Mi rivolge un sorriso sdentato ed alza una piccola busta contenente la sostanza bianca.
"Beh, cosa stai aspettando? Non si snifferà da sola."

Allunga le sue sudice mani ed io avvolgo la mia attorno alla sua e cammino verso la casa con lui.

Quando entriamo, vengo colpita all'istante da una nuvola di fumo e dal profumo di hashish e marijuana.
L'atmosfera calma velocemente i miei nervi ed io entro dritta nella mia stanza.

Ricevo molti "hey", "ciao" ed abbracci dalle persone che occupano lo spazio.
Una volta completamente dentro ed accomodata, mi viene data una banconota da un dollaro e la polvere bianca è versata in una linea lunga qualche centimetro davanti a me.
Le persone si affollano intorno mentre io mi sistemo ed inizio a sniffare la sostanza.

Questa brucia il mio naso come l'inferno, ma è nel senso buono di 'bruciare', uno a cui ho dato il benvenuto e che mi è iniziato a piacere negli scorsi due mesi.
Non sono molto fiera delle mie azioni, ma questo è ciò che mi tiene tranquilla e che tiene a bada le mie emozioni.

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora