Le lezioni di Amelia 1

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Nota per i lettori

Questa è la mia - nostra? - versione di un'appendice e ce ne saranno altre intervallate ai capitoli. Chi è interessato ad approfondire l'ambientazione è il benvenuto, tutti gli altri sono liberi di saltare queste parti e amici come prima!



Perché un elementale è meglio di un daemon


Il fruscio del gessetto sulla lavagna è l'unico suono nella stanza silenziosa. Amelia completa il grafico prima di voltarsi e far scorrere lo sguardo sulla sua platea. Un gruppo di sette ragazzi, disposti in due file, le rivolge sguardi accigliati.

Alex si schiarisce la gola. «Cosa ci facciamo esattamente qui?»

Amelia sorride. «Sono contenta che tu l'abbia chiesto. Finora ci siamo occupati di dare una degna prefazione a questa storia, ma il nostro compito non è ancora finito. Ora siamo qui per dare spiegazioni. Quello che faremo sarà rivelare di volta in volta un aspetto dell'ambientazione.» Batte le mani per liberarle dalla polvere di gesso, che si deposita come una nuvola sul suo scialle bordeaux. «Bene, dato che sono qui per spiegare, le domande sono le benvenute. Tutto ciò che dovete fare è prenotarvi alzando la mano.»

«Che bisogno c'è...» comincia Nardi.

«Cosa ho appena detto sull'alzare la mano?» Amelia gli rivolge un sorriso a denti stretti.

Nardi digrigna i denti, ma alza la mano.

Amelia annuisce compiaciuta. «Prego, Michele, esponi pure i tuoi dubbi.»

«Che razza di domande dovremmo fare visto che sappiamo già tutto di spiriti e simili?»

«Fingi di essere stupido, non dovrebbe essere difficile» commenta Alex.

Nardi si alza di scatto, facendo stridere la seggiola. Valerio fa lo stesso e porta la mano alle armi.

Cris si alza a sua volta e si mette tra Nardi e tutti gli altri, le mani sollevate. «Cerchiamo di mantenere tutti quanti la calma.»

Sara si sporge verso Riccardo, seduto accanto a lei. «Forse sarebbe il caso di fermarli» sussurra.

Riccardo sbuffa. «Lasciali fare, Alessio se l'è cercata.»

«Adesso basta!» sbotta Amelia. Sotto il suo sguardo, tutti tornano a sedersi. Si schiarisce la voce. «Come dicevo, siamo qui per dare spiegazioni a chiunque sia interessato, mentre gli altri sono liberi di passare oltre.»

Riccardo fa per alzarsi.

«Fai un altro passo, Riccardo, e scoprirai cosa significa subire la maledizione del bastone.»

Lui si blocca, le sopracciglia aggrottate. «Non l'ho mai sentita. Cosa dovrebbe fare?»

Amelia sorride. «Credimi, è molto meglio che tu non lo scopra mai.»

Riccardo esita solo un istante, accigliato, prima di tornare a sedersi.

«Quello che intendevo» riprende Amelia, «è che i lettori che non sono interessati sono liberi di passare oltre, mentre tutti voi siete tenuti a rimanere fino alla fine.» Si schiarisce la gola e si sistema lo scialle sulle spalle. «Bene. L'argomento di cui parleremo oggi sono gli spiriti. E non mi sto riferendo a quelle presenze invisibili da film horror a cui starete sicuramente pensando, ma a spiriti veri, che si aggirano tra la gente senza che nessuno ne sia a conoscenza. Forse avete avuto a che fare con loro e nemmeno lo sapete. Sanno mimetizzarsi e confondersi agli occhi di chiunque, tranne che ai nostri. In tutto il mondo esistono gruppi di Praticanti come noi, ma di questo parleremo meglio più avanti. Tornando a parlare di spiriti, invece, è importante prima di tutto fare una distinzione tra elementali e daemon. Gli elementali sono legati alla natura e normalmente vivono fusi al loro elemento di appartenenza: le silfidi sono Aria, le salamandre Fuoco, gli gnomi Terra e le ondine Acqua.» Picchietta con le dita sulla lavagna in corrispondenza di ogni nome. «Hanno una coscienza collettiva e sono privi di individualità, almeno fino a quando non vengono evocati.»

L'Isola degli SpiritiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora