9. Sulla riva del lago

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Il sole si rifletteva sulle acque del lago e le faceva brillare di riflessi di luce. Da quella distanza non si vedevano le alghe marroncine e le spuma grigiastra che lo rendevano molto meno invitante. Le zanzare, però, non mancavano. Quelle non mancavano mai.

Alex cambiò posizione sulla panchina e si abbassò la visiera del cappello sugli occhi.

Da lì riusciva ad abbracciare con un unico sguardo l'Isola degli Spiriti e l'Isola Piccola. Sulle coste della prima era possibile scorgere la spiaggia e il profilo dei campi coltivati, mentre le case del paese si intravedevano a malapena, con il bosco che ne ostruiva la visuale. Alex aveva passato un'infinità di pomeriggi tra quegli alberi quando lui, Valerio e Niccolò si nascondevano là per provare incantesimi e talismani nell'illusione che nessuno li avrebbe scoperti.

Se aguzzava la vista riusciva anche a distinguere le rovine del monastero, vicino a Punta Nord, in quella zona dell'isola in cui i genitori si raccomandavano sempre di non andare. Ricordava bene tutti gli avvertimenti della madre di Niccolò sul fatto che la scogliera fosse pericolosa e le rovine pericolanti. Ovviamente per loro quella non era stata che un'ulteriore spinta a frequentare quei posti.

Oltre il bosco poteva quasi illudersi di riconoscere il tetto del tempio degli Antichi, quel luogo di culto in cui la magia impediva a chiunque di entrare, ma di fronte al quale spesso gli abitanti dell'isola si ritrovavano a pregare.

E poi c'era l'Isola Piccola, a cui perfino ai Praticanti era proibito accedere. Una volta lui e Valerio si erano sfidati a recarsi là di nascosto e Alex non avrebbe mai dimenticato i momenti di paura che aveva vissuto quel giorno. Da là non sembrava che un'unica distesa di vegetazione disabitata, ma chiunque sull'Isola degli Spiriti sapeva bene che nascondeva molto di più.

Il vociare dell'ennesimo gruppo di passaggio lo distolse da quei pensieri. Era stata un'impresa trovare una panchina ancora libera e ci era riuscito solo accontentandosi di stare in pieno sole piuttosto che all'ombra. Il lato positivo era che si trovava nella zona più bassa e meno frequentata del lungolago, con la maggior parte delle persone che si trovava invece a passeggiare sulla strada rialzata alle sue spalle.

In quel periodo dell'anno il paese di Passignano era preso d'assalto da gente proveniente da tutta l'Italia centrale e lo stesso valeva per gli altri paesi lungo la costa. Si trattava soprattutto di individui attratti dalla possibilità di un po' di fresco e di un bel panorama, ma Alex aveva visto anche qualcuno tornare in pieno inverno, solo per fermarsi a guardare il lago.

Ricordava ancora di quella volta in cui gli era capitato di notare una coppia di anziani che si presentava tutti i giorni alla stessa ora e quando alla fine, incuriosito, gliene aveva chiesto il motivo, aveva scoperto che venivano a controllare che il livello del lago non si abbassasse troppo, preoccupati che potesse scomparire da un giorno all'altro. Si era fermato a parlare con loro ed era stato allora che si era reso conto del fascino esercitato dal lago, e in particolare dalle due isole, su chi non poteva mettervi piede. Forse aveva a che fare con quell'aura di mistero che le avvolgeva o forse era semplice curiosità. Per lui erano sempre state solo "casa", ma riusciva a capire quell'interesse. Lui stesso, probabilmente, si sarebbe sentito in dovere di provare in tutti i modi a entrare soltanto perché era proibito. E in effetti ogni anno c'erano gruppi di ragazzini che tentavano nell'impresa per qualche prova di coraggio.

Al tempo si era sentito orgoglioso di far parte di quel mondo che tanti bramavano di conoscere. Ora, invece, lui stesso si sarebbe ritrovato dall'altra parte, tra coloro che tentavano di entrare di nascosto nella speranza di non essere scoperti. Se non altro, pensava di avere più possibilità rispetto a un qualsiasi gruppo di adolescenti annoiati.

Si gettò un'occhiata alle spalle, ma in mezzo alla folla di Cris non c'era ancora traccia. Quanto poteva mai volerci a trovare una stupida barca? Sarebbe dovuto andare con lui. Aveva pensato di avere bisogno di tempo da solo per riflettere, ma ora se ne stava pentendo. Continuava a pensare di scappare il più lontano possibile da lì e aveva bisogno che Cris gli ricordasse che andare sull'isola era la cosa giusta da fare.

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