Dove?

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Aprii piano gli occhi avvolta dal buio pesto.
Non avevo idea di che ora fosse, probabilmente notte... ma di quale giorno?

I ricordi della notte precedente erano pochi e confusi. Ero stata ad una festa nel centro di Cape May con le mie amiche, ricordo solo di aver bevuto tantissimo, per il resto nulla neanche chi mi avesse riaccompagnata a casa e messa nel letto certa di non averlo potuto fare da sola.

La testa mi faceva male, così come molte delle ossa del mio corpo. Avevo il battito accelerato e un forte senso di nausea; così iniziai a respirare profondamente cercando di immagazzinare nei polmoni tutta l'aria possibile per rilassarmi.

Alla prima boccata d'aria sentii un forte odore alle narici. Una puzza di umido e di chiuso, cos'era? La mia camera aveva avuto sempre un buon odore a causa della fissazione di mia madre per la pulizia. Era solita,infatti, accendere candele profumate in ogni dove.

Fui assalita dal terribile dubbio che quella in cui mi trovavo non fosse casa mia e quel grande materasso su cui ero stesa non fosse quello del mio letto, che ora, riflettendo, mi sembrava molto più duro e deformato verso il centro.

A causa del buio non riuscivo a vedere nulla, neanche un raggio di luna da una qualsiasi fessura. Nulla di nulla.

Decisi di abbandonare questi orribili pensieri e rimettermi a dormire. Ero ancora troppo stanca e poi se non era la mia camera quella in cui mi trovavo, certamente era la camera di una mia amica, non avevo di che preoccuparmi.

Mi riaddormentai.

Aprii nuovamente gli occhi e della luce ancora non si aveva traccia.

Avevo dormito per tanto tempo, ne ero certa, eppure perché non si intravedevano neanche i cenni dell'alba?

Mi rannicchiai portando le ginocchia vicino al petto a causa dei brividi che stavano prendendo il sopravvento un po' per il freddo di gennaio che incombeva e  perché non avevo alcuna coperta per coprirmi, un po' per la paura che si stava facendo strada nei miei pensieri.

Non era da me agitarmi, ero una persona molto pacata e tranquilla. Di solito preferivo affrontare le situazioni e valutarle bene.

Decisi di farmi più piccola stringendo le ginocchia con le braccia, ma fu proprio in quel momento che capii di essere in pericolo.

Fu in quel momento che mi accorsi che i miei polsi erano stretti da qualcosa di rigido e di freddo. Non ci misi molto a capire che si trattava di un paio di manette che mi tenevano le braccia immobili dietro la testa, unite alla spalliera di quello che doveva essere un letto.

Ancora non volevo giungere a conclusioni affrettate, non avevo ricordi della sera prima, come già detto, probabilmente ero finita nel letto di qualche ragazzo ammanettata per uno stupido gioco, non sarebbe stata neanche la prima volta.

Dato che ero impossibilitata dal muovere le braccia, quindi anche dall'alzarmi, iniziai a muovere le gambe fuori dal letto per testare l'ambiente intorno a me.

Inizialmente non toccai nulla, fin quando però le mie gambe non si scontrarono con qualcosa, ma ben presto capii che si trattava di qualcuno.

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