Capitolo 89 - Alice affronta una verità

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"Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario"
(Attribuita a George Orwell)

Claudio - ore 17
La decisione presa di raccontare tutto ad Alice mi ha reso allegro. E arrivo a casa canticchiando. Sono le 5 di pomeriggio e non le 5 di mattina ma... insomma sono le 5 no? E la canzone ci sta. Poi mi piace. È orecchiabile.
Poi arrivo al punto che... mi manda in panico
"I'm growing up
Mistakes are heavier than before
Birds understand
I cannot clear my mind at all
Nothing works at 5 o'clock...."
Smetto di canticchiare perché il testo mi fa paura... e poi...

«Cazzo! Ho lasciato le chiavi di casa nella borsa che ho dimenticato in Istituto dalla fretta, speriamo Alice sia in casa. E' metà pomeriggio e potrebbe essere al parco con i gemelli.  Cominciamo bene...»

Suono il campanello e Alice, che mi deve avere visto dal videocitofono, mi apre senza neanche rispondere.

Salgo le scale di corsa ed entro in casa provando a non apparire ansioso.

"Alice? Ciao! Sono rientrato prima perché ho bisogno di parlarti. I bambini stanno dormendo? Claudia? E' in giro con Sophie? Ma dove sei? Non vieni a salutare il tuo principe?"

Uso scherzando il nomignolo che a volte lei mi dava quando è iniziata la nostra storia, quando diceva che saliva le scale del castello per incontrare il suo principe, come Cenerentola al ballo.

"Sono qui Claudio! In soggiorno! Abbiamo un'ospite! Ma credo che tu la conosca già, è stata carina a venire a vedere se la casa mi era piaciuta, dai muoviti"

Sento gelare il sangue, una specie di morsa di ghiaccio mi strizza il cuore nel petto e non entra più fiato nei polmoni.

«E' Lucinda... è qui... lo sapevo, ho atteso troppo tempo prima di confidarmi con Alice, e ora... cosa succederà? »

Ho paura, la stessa paura di quando Alice è caduta dalle scale incinta, la paura di perderla, lei e i nostri bambini. Sono terrorizzato ma non lo devo fare vedere. Urlo "Arrivo! Fammi lasciare la giacca e sono subito in soggiorno"

Per fortuna con le modifiche all'appartamento posso andare in camera senza passare per la zona giorno, poso la giacca e passo dal bagno a sciacquarmi il viso per calmarmi.

Sono pronto, è come se stessi andando a un incontro di boxe in cui il punching ball potrei essere io.

Arrotolandomi le maniche della camicia, mentre levo anche la cravatta che contribuisce a levarmi il fiato, entro in soggiorno sorridente.

Alice è seduta sul suo divano preferito in una posa rilassata, mentre Lucinda siede composta sul divano in pelle. Entrambe hanno in mano un bicchiere di coca cola... vedo la bottiglia sul tavolino con qualche salatino in un piatto e molte briciole, ne devono avere già mangiati quindi deduco che Lucinda è qui già da un po'.

Mi avvicino ad Alice mentre lei si alza in piedi e mi accoglie con un abbraccio e un bacio da film hollywoodiano. Ma che le è preso? Di fronte agli estranei non è mai così espansiva. Comunque sto al suo gioco e ricambio con la passione che solo lei è capace di infiammare.

 Comunque sto al suo gioco e ricambio con la passione che solo lei è capace di infiammare

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Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!