Capitolo XV- Hello, my little Alice.

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"Alcuni critici hanno detto che sono il nulla in persona e questo non ha aiutato per niente il mio senso dell'esistenza. Poi mi sono reso conto che la stessa esistenza non è nulla e mi sono sentito meglio."

~Andy Warhol

Buona lettura...

È ora di pranzo e io sono ancora in istituto.
Marco è andata a Sacrofano per una scorpacciata di lasagne di nonna Amalia. Sarei dovuta andare anch'io ma qualcuno ha deciso convocarmi d'urgenza e rovinami il weekend di coccole.
Chi è la persona spregevole che ha fatto ciò? No, non è Claudio, nel caso ve lo stesse chiedendo.
È stata Malefica. Il suo concetto di urgenza mi allarma un po' dato che dovevo solamente finire delle analisi sugli organi dei cadaveri arrivati recentemente.
Tutte delle scuse le sue.

<Hai mangiato?> Claudio si affaccia alla porta della stanza degli specializzandi.
Faccio segno di no con la testa. In effetti ho un certo languorino.
<Ti va se andiamo al bar che c'è qui dietro?> mi domanda stando farmi sulla porta.
<Certo! Ho una fame!> confermo raccattando la mia roba e andando verso di lui.
Mi lascia un leggero bacio sulle labbra e ci avviamo verso il locale. Andiamo a piedi siccome è abbastanza vicino.

Durante il tragitto continuava a sfiorarmi la mano destra, ma senza mai andare oltre. Non riesce ad abbattere quei muri che gli impediscono di lasciarsi andare quando è da solo, come quando è in pubblico, soprattutto in pubblico.

Arrivati al locale ci sediamo uno di fronte all'altra e ordiniamo: io ho preso un'insalata mista, mentre lui della pasta fredda con le verdure.
I piatti non si fanno aspettare e mentre mangiamo ho deciso di stuzzicarlo un po' spostando il mio piede in mezzo ai suoi.
All'inizio lo vedo irrigidirsi ma poi stranamente si lascia andare e appoggia la sua mano sulla mia, che era abbandonata sul tavolo.

Nel momento in cui mi stava per prendere la mano e baciarla entra nel locale Arthur.

Aspettate...che ci fa qui lui? Non doveva essere già partito per Parigi?

Io e Claudio ci guardiamo, come se sulle nostre teste si fossero formati tanti, tantissimi, piccoli punti interrogativi tutti colorati, come quelli che ci sono su whatsapp.

<Non provare a chiamarlo> mi dice a denti stretti CC.
<Ma perché no? Non sarai mica geloso?> gli domando continuando a seguire con lo sguardo Arthur.
<Ma che geloso e geloso! Quello porta solo rogne. Dai, Alice, dobbiamo tornare in istituto.> afferma lasciando la mia mano, e io lo guardo, un po' rattrista. Perché casualmente, nel momento che entra Arthur, noi dobbiamo tornare in istituto?
<Io vado a pagare.> dice secco CC.

Io mi alzo e vado verso Arthur.

Mi sfidi Claudio?
E allora che guerra sia.
Perché non è possibile che sia sempre io quella che fa la parte della fidanzata gelosa e isterica.

<Hello my little Alice in wonderland. How are you?> mi saluta Arthur.
<Ciao Arthur> lo saluto a mia volta e lo abbraccio. Lui ricambia la stretta e dopo pochi secondi ci stacchiamo.
Meglio non esagerare.
<Bene. Ma tu? Che ci fai qui? Non dovevi essere a Parigi da Saadia e April?> gli domando.
<Yes, but I had to come back with my father for some reasons concerning my family> mi spiega nella sua madre lingua.

<Alice!> mi sento chiamare. Claudio. <Dobbiamo tornare in istituto. Quante volte devo ancora ripetertelo?> mi dice affiancandomi.
<Salve dottor Conforti> lo saluta Arthur.
<Malcomess> lo saluta a sua volta. <Ti aspetto fuori. Muoviti o ti lascio tornare tutta sola.> mi minaccia ed è già andato fuori.

<Beh, Alice, che dire? Meglio che vai se no ti lascia tornare da sola.> mi informa.
<Si forse hai ragione> dico ridacchiando.
<Però se vuoi sta sera passo da te, così magari ceniamo insieme e parliamo un po'. Che dici, ti va?> mi domanda cortesemente.
<S-si, certo!> confermo, ma nel momento in cui lo dico mi rendo conto che io ora abito con Claudio. O meglio, devo ancora traslocare ma gran parte della mia roba è ormai a casa sua...casa nostra.
<Bene, allora passo da te per...> inizia mentre si guarda l'orologio. <...le venti e quarantacinque, okay?> chiede conferma.
<Okay, va benissimo. Ciao Arthr> lo saluto.

Uscita vedo che Claudio è ancora lì.
Allora è vero che l'amore cambia in meglio.
<Alla buon'ora! Muoviti che siamo già in ritardo.> dice iniziando a camminare.
<Ma come in ritardo? Manca più di mezz'ora.> dico cercando di stare al suo passo, cosa alquanto difficile perché ho indossato i tacchi e camminare con queste scarpe, sui San pietrini, non aiuta molto la mia persona che è molto scoordinata.
<E poi ho i tacchi, vai un po' più piano!> dico aggrappandomi al suo braccio.
<Ed è colpa mia? Dovevi scegliere qualcosa di più comodo. Ma poi non si viene a lavoro con i tacchi dodici.> esordisce tirandosi su la manica della giacca che accidentalmente ho tirato un po' giù aggrappandomi al suo braccio.
<Eh però non ti dava fastidio quando le indossava Ambra. Perché così potevi vedere meglio come ancheggiava, vero?> dico facendo la finta arrabbiatamente
<Beh si, in fondo hai ragione, sai? Perché tu non ancheggi? Vorrei osservare più attentamente il tuo lato B. A scopo puramente scientifico, intendiamoci.> dice con un sorriso sadico stampato sul volto.
<Sei uno str...> non faccio in tempo a ribattere che prendo una storta e cado a terra.
<Aiah che male> dico con una lacrimuccia che mi esce dall'occhio sinistro.
<Accidenti, Alice! Stai bene?> mi chiede chinandosi su di me.
<Non molto, in realtà. Mi fa malissimo la caviglia e anche il ginocchio. E in più mi si è strappato il pantalone nuovo.> esordisco.
<Riesci a camminare?> mi domanda mettendo le mani sotto le mie ascelle per tirarmi su di peso, perché di poggiare tutto il mio peso sulla caviglia non se ne parla.
<Non lo so.>
Mi tira su e cerco di camminare ma una fitta di dolore mi attraversa la caviglia. Allora mi aggrappo a Claudio.
<Mio Dio, Alice, ma proprio oggi dove cadere? Oggi che non ho la macchina?> mi domanda ridacchiando sotto i baffi.
Che odioso che è! Lui ride quando la gente si fa male. Soprattutto se quella 'gente' in questione sono io.
All'inizio si preoccupa poi però inizia a ridere, ma a ridersela proprio di gusto.
<Sei ingiusto. Non puoi ridere in un momento così. Ti odio> dico mettendo il broncio.
<Aaah Alice, mia piccola Alice, riuscirai mai a non combinarne una delle tue?> dice ridacchiando ancora.

{Spazio Autrice}

Buonasera a todos💫 come va?
Io bene e spero anche voi.
Scusate l'assenza ma nel mio paese c'è il periodo di Carnevale e sono quasi sempre fuori. Poi ovviamente si aggiunge anche la scuola e io compiti e bla bla bla.
Scusate se venerdì scorso non ho postato ma eccolo, finalmente, il capitolo 15❤️

E niente...spero che vi piaccia🦋

Bye...

Lost__inmy__Books

~Il Mio Dolce Tormento~//Lost__inmy__Books (#Wattys2019)Leggi questa storia gratuitamente!