Prologue: Lost In Stereo

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Chanel, più che un nome, è sempre stata la mia maledizione personale.

Tutti hanno sempre pensato che il mio nome determinasse un carattere, il mio carattere, rendendomi snob, superficiale, opportunista, un nome da classica ragazzina ricca figlia di papà, capricciosa e viziata.

La realtà non potrebbe essere più diversa, ma dopo anni e anni di pregiudizi sono arrivata a diventare quello che mi hanno sempre detto di essere.

Così, Chanel sul palco è spocchiosa e velata di malizia, una sorta di femme fatale che non vuole essere raggiunta nè tantomeno amata da qualcuno, sufficiente a se stessa.

Non guarda in faccia niente e nessuno per arrivare dove vuole.

Ed è questa Chanel quella che porto come ogni sera sulla scena del Wild Kitty, in rossetto rosso scuro, vestita in pizzo di bassa qualità color ciliegia, con un atteggiamento provocante quanto inavvicinabile.

Nemmeno coloro che appartengono al suo mondo, quello del retroscena, fatto di ragazze che indossano maschere e travestimenti, come Golden, la bellezza dalla pelle ambrata vestita d'oro dalla testa ai piedi.

Sorrido leggermente allo specchio, guardando il mio riflesso di capelli scuri tinti e pelle pallida, tirando fuori quello che gli altri pensano che sia.

Chanel, la ragazzina dei quartieri ricchi con la puzza sotto il naso.

"Prima o poi consumerai quello specchio. Non capisco perché ogni sera passi almeno venti minuti a guardarti, sei sempre bellissima" sorride dolcemente Golden, indossando la sua maschera elaborata bianca e dorata, ed io mi limito ad abbozzare un sorriso, piegando leggermente la testa davanti allo specchio. Per ricordarmi chi gli altri si aspettano che sia, per cercare quella parte di me costruita negli anni, per farmi venire un po' di faccia tosta che mi permetta di arrivare a fine serata e, possibilmente, di scacciare i miei demoni per qualche ora in più.

"Lo so, semplice abitudine. Le cose belle vanno ammirate, no?" Ribatto, facendo scoppiare a ridere la mora che si alza dalla sua postazione, posizionandosi accanto a me.

Golden, il cui vero nome è Jordan, è decisamente più bella di me, molto più appariscente di quanto io potrò mai ambire ad essere, e la nostra vicinanza sottolinea soltanto l'enorme divario tra noi, fatto delle sue gambe lunghe e snelle ma muscolose e dei suoi fianchi perfettamente rotondi.

"Fai bene ad amarti, Chanel. Vorrei avere un pizzico della tua autostima" sospira, scuotendo piano la testa prima di applicare uno strato di rossetto rosa, ed io decido di allontanarmi, spostando i capelli su una spalla come da mio solito.

"Fairy finisce tra venti minuti, dove vai?" Domanda Jordan, ma io mi limito a sorriderle, cercando poi una banconota da cinque dollari dal mio zaino consunto.

A prendere del coraggio liquido.

"A bere qualcosa, l'alcol mi aiuta a pensare di meno e ballare di più" rispondo, e senza aggiungere altro esco dalla stanza, incrociando sul retro Alex Turner che sorseggia un whiskey guardando con ovvio interesse il fondoschiena di Fairy, la più piccola delle sue 'ragazze'.

Essere definita una sua ragazza mi fa accapponare la pelle.

Cerco di sgusciare via, ma Alex mi intercetta, richiamandomi: "Chanel".

Maledizione.

Mi fermo, girandomi verso di lui con un sopracciglio inarcato: "cosa?".

"Quella vena di sarcasmo sempre presente nella voce ti metterà nei guai, un giorno" commenta, sorridendo tra sè e sè, prendendo un sorso di whiskey, ed io mi limito a guardarlo, per niente impressionata.

"Se devi rubarmi del tempo, almeno fallo per dirmi qualcosa che già non so" ribatto, superandolo ed entrando nel vero locale, trovando numerosi uomini di tutte le età ai tavoli ed al bancone, ed è proprio a quest'ultimo che mi avvicino, sventolando la banconota sotto il naso di Jon.

"Cosa vuoi, culetto d'oro?" Domanda lui, marpione, prendendo dalle mie mani la banconota, ed io mi limito a scrollare le spalle, lasciando a lui la scelta.

"Ho capito, mojito" annuisce con fare saggio, cominciando poi a preparare il mio drink, quando, lasciando scivolare gli occhi sulla sala, vedo che c'è solo un ragazzo che non sta guardando Fairy.

E sta guardando me.

Gli sorrido, civetta, facendo quello che mi viene meglio, e lui, con i capelli scombinati e una birra tra le mani, si avvicina a me fino a pararmisi davanti.

"Hey" sorride, rivelando due fossette, ed io mi limito a sorridere, avvolgendo le labbra attorno alla cannuccia del drink.

"Non ti piace Fairy?" Domando poi, sapendo perfettamente di chi si tratta, ma forse lui non si ricorda di me, ed io decido di lasciarlo nel panico per qualche secondo, guardandolo arrossire piano per poi lanciare una veloce occhiata alla ragazza vestita in raso rosa.

"No... Cioè, è bella, ma ho altri gusti" risponde, passandosi una mano tra i capelli prima di continuare: "sei bellissima".

Sorrido, facendo per allontanarmi, ma prima di tornare sul retro mi giro, scoccandogli un occhiolino: "lo so".

E neanche per un istante del mio numero, gli occhi del fratello di Angel mi hanno lasciata andare, un po' troppo innocenti per uno spettatore del Wild Kitty.


Terza storia della serie '5SoS Girls & Boys', meet Chanel.
Questa storia tratterà un tema un po' delicato, quindi mi raccomando, se per qualsiasi cosa dovesse farvi star male, non continuate.
Detto questo, spero davvero vi piaccia!
Amore e biscotti per tutte,
Chiara.

Sassy Girl || Ashton IrwinDove le storie prendono vita. Scoprilo ora