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Parte 1

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Non riuscivo a vedere ad un palmo dal mio naso, ero completamente immerso nell' oscurità carponi in un buco dimenticato da Dio. Odore di muffa e sangue riempivano le mie narici ad ogni respiro. Riuscivo a trattenere a stento i conati di vomito.

" C'è qualcuno? Mi sentite? "

Urlai a squarciagola con tutto il fiato che avevo in corpo ma la sola risposta fu l'eco della mia voce. Provai ancora e ancora finché non riuscii a sentire dolore alla gola, la risposta tuttavia era sempre la stessa: la mia voce che si perdeva in un eco lontano. Tentai di cercare nelle tasche il mio Zippo e il pacchetto di sigarette, avevo voglia di fumare e così avrei fatto anche un po' di luce in quelle tenebre così fitte. Trovai l' accendino che dopo qualche tentativo decise finalmente di collaborare, aspirai profondamente e i polmoni mi si riempirono di un fumo caldo e amaro. Mi accorsi solo dopo qualche istante che davanti ai miei occhi c' era qualcosa che non andava: alla parete, inchiodata al muro, c'era una donna, con il viso coperto da un sacco e sul corpo segni di morsi ovunque, la carne era fatta a brandelli e la gola tagliata. Ero pietrificato dal terrore , non riuscivo a muovere un solo muscolo, i miei occhi osservavano esterrefatti quella donna e la mia mente ancora non si capacitava di dove fossi e come ci ero finito. Continuai ad osservare quella scena orribile per qualche istante e solo dopo mi resi conto che avvertivo dell'umido sotto i miei piedi, un liquido vischioso e denso. Volsi lo sguardo verso terra e vidi quello che doveva essere sangue, in parte rappreso , e stranamente non avevo le scarpe. Mi chinai attratto da quel colore scarlatto, il mio indice stava per sfiorare quel liquido quando d'improvviso tutto iniziò a vorticare.

Mi svegliai di soprassalto e mi tirai immediatamente in piedi, il mio corpo era imperlato di sudore, ero sconvolto da quella visione così reale , la mia mente non riusciva a distogliersi da quell'unico pensiero.

" Insomma la spegni quella sveglia?!", mi disse Carlotta scuotendomi con vigore.

" Si' scusami, non mi ero nemmeno accorto che stesse suonando "

Mi alzai e iniziai a cercare nelle tasche dei jeans, prima quelle davanti, poi quelle dietro, ma niente erano vuote.

" Ehi tesoro ma cosa cerchi ?"

La voce di Carlotta mi ridestò dall'oblio nel quale il sogno mi aveva fatto calare. Era normale non trovassi nulla nei jeans, io avevo smesso di fumare circa un anno prima.

" Le sigarette...."

" Come le sigarette? Ma tu non fumi più! "

Aveva ragione non fumavo più, ma ne avevo dannatamente voglia.

La voce del buioLeggi questa storia gratuitamente!