BabyGirl 🌸 Capitolo Ventidue

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Capitolo 22
29 Novembre, 2016

Camila:
Non sono stata una cattiva ragazza.
Sono stata una ragazza con buonsenso.
Guardo mentre Harry spinge in su la mia maglietta e lascia baci sul mio stomaco.
Quello che non capisco di tutto ciò è che io glielo lascio fare. Non provo ad allontanarmi e non sono tesa, non sto sentendo alcun tipo di emozione.

Credo che sia uno shock per Harry, perché si ferma e mi guarda sembrando confuso.
"Nessuna lotta?" Io scrollo solo le spalle.
Lui grugnisce ed abbassa la mia maglia.
Mi siedo e mi abbraccio le ginocchia mentre Harry si lascia cadere sul letto.
"Perché ti sei fermato?" Lui si copre la faccia con le mani e scuote la testa.

"Non sembra giusto, non sarebbe giusto."

"Sono piuttosto sicura che l'hai fatto molte volte, quindi cosa c'è di diverso stavolta?" Lui scrolla le spalle.
Hannah e Sophie emergono presto dalla porta e si avvicinano all'inizio del letto.
"Quindi stanotte non dormiremo insieme?"

L'immaturità di queste ragazze mi opprime a tal punto che una parte di me pensa che stiano fingendo.
"Voi due potete dormire nella stanza degli ospiti, Camila ed io abbiamo alcuni... Affari di cui occuparci." Harry mi rivolge uno sguardo ed io alzo un sopracciglio e mi giro a guardarlo senza dire una parola.
Giuro, questo ragazzo deve essere bipolare, perché mi ha ignorata per settimane ed ora mi sta lasciando - mi sta forzando - dormire nel suo letto.

Scema e più scema escono tenendosi per mano mentre schiaffeggiano l'una il culo dell'altra.
"Cosa c'è di sbagliato in loro?"

"I loro padri erano padroni e le loro madri erano BabyGirl. Sono crescite in questo sistema ed è stato insegnato loro che comportarsi come bambine fosse normale." Io ruoto gli occhi.
In un certo senso, mi sento male per le ragazze che sono cresciute in questa azienda.

Non è stato mostrato loro come è la vita reale e sono state insegnate loro tutte le cose sbagliate fin da una giovane età.
Non sono cresciute normalmente, perché fanno costantemente sesso con uomini diversi con cui cui la differenza di età parte da dieci anni.

"Posso tornare nella mia stanza adesso?" Lui scuote la testa e si alza dal letto.
"No, abbiamo trascurato il tuo allenamento per troppo tempo. È ora di iniziare, adesso." Aggrottò le sopracciglia e chino la testa di lato.
Quando apro la bocca per dire qualcosa, Harry alza un dito in aria e mi zittisce.

"Parlerai quando ti sarà detto di farlo. Non parlerai liberamente a meno che non ti sia dato il permesso. Ti rivolgerai a chiunque sia più grande di te come Padrona, Signora, Padrone o Signore, in base alle loro preferenze." Nota il cambio della mia espressione ed inizia di nuovo a parlare.

"Non risponderai, disobbedirai o farai quello che vuoi, iniziando da adesso. Ad ogni modo, se non ascolterai sarai punita ed ogni punizione sarà peggiore della precedente. Conoscendo te e la tua personalità, ne riceverai così tante che non sarai in grado di contarle sulle dita di mani e piedi." Si schiarisce la gola e muove una mano tra i suoi capelli rimettendosi sul materasso.

"Per parlare devi chiedere: ho il permesso di parlare signore, Padrone, Padrona. Capito?" Lo fisso, non sapendo se questo sia un test o meno. Lascia uscire uno sbuffo di aria dal naso e sorride.
"Puoi parlare adesso. Se qualcuno ti fa una domanda, non devi chiedere di rispondere o di parlare."

"Credo, o qualunque altra cosa."

"No, questo non è come devi rispondere. Se è una domanda da sì o no, tu risponderai sì Padrone o no Padrone, capito?"

"Sì, Harry?" Di nuovo, scuote la testa.
"Ti rivolgerai a me come signore." Si avvicina al mio orecchio e sussurra "O papino."
Il ricordo del Padrone che diceva di essere il mio papino torna nella mia mente ed io scoppio a ridere. Un sorriso si fa spazio sulle labbra di Harry e credo lo ricordi anche lui.
"Mio padre?" Annuisco e lui scoppia a ridere con me, ma presto si ferma e diventa serio.

Questa era la prima volta in circa tre settimane che vedevo Harry sorridere e che lo sentivo ridere ed in uno strano modo era quasi confortevole. Il senso di conforto, però, va via quando Harry torna imbronciato e non mostra emozioni.
"Mettiti sulle ginocchia." Indica il tappeto proprio accanto al comodino ed io, senza farlo apposta, sbuffo.
"Scusami?" Schiocca le dita e mi indica.

"Questo andrebbe sotto la categoria disobbedire e verresti punita per questo. Ma come ho detto, sulle ginocchia, adesso." Scendo dal letto e mi metto sul pavimento.
Mi sento completamente stramba a farlo.
Onestamente, è davvero necessario o serve solo ad imbarazzarmi?
"Brava ragazza. Ora seguimi." Si alza dal letto ed inizia a raggiungere la porta, quindi lo seguo su due piedi.
"No, sulle ginocchia, strisciando." Mi abbasso di nuovo e striscio sul freddo e duro pavimento.

Quattro ore di allenamento e devo ancora finire.
Le ginocchia mi fanno male a furia di strisciare ovunque, le mie mani sono sporche e la schiena mi fa leggermente male.
Credevo che queste cose alla 'Cinquanta sfumature di grigio' accadessero solo nei film e nei porno, ma mi sbagliavo.

Harry mi ha fatto raccontare da Hannah e da Sophie la loro esperienza da quando hanno iniziato ad allenarsi, non sono rimasta sorpresa, ne hanno amato ogni cosa.
Harry è sparito un po' di tempo fa nella sua stanza ed il suono di acqua che scorre si sente dalle scale.

"Camila!" Mi alzo in piedi e cammino finché non arrivò alle scale, poi torno sulle ginocchia.
"Vieni di sopra e continua a strisciare."

Salgo le scale di legno gattonando ed apro la porta di Harry con un braccio.
Le luci sono spente, ma quella in bagno non lo è.
Velocemente penso che lui sia lì, quindi seguo la luce ed entro in bagno.
Con la schiena rivolta verso di me e cercando in un armadietto, Harry borbotta. "Togli i vestiti ed entra nella vasca."

Il mio battito accelera, ma non sono spaventata o tesa. Sono solo presa di sorpresa dalla sua audacia.
"Esitare è una forma di disobbedire." Lentamente mi spoglio dei miei vestiti, i miei occhi sono incollati su Harry per assicurarmi che lui non sbirci mentre entro nella vasca.
Sento una cintura colpire il pavimento e giro la testa per vedere che anche Harry si sta spogliando.
"Tieni gli occhi fissi in avanti, concentrati sul cielo notturno e gli alberi." Annuisco e provo a calmare il mio respiro mentre mi abbraccio le ginocchia.

Harry entra nella vasca dietro di me ed il mio respiro si ferma per un secondo.
Mette le sue gambe ad ogni lato del mio corpo e credo che se si avvicinasse ancora sentirebbe il mio cuore battere.
"Vieni indietro e metti giù le ginocchia." Lentamente tolgo le ginocchia dal mio petto e le lascio affondare nell'acqua mentre io mi abbasso centimetro dopo centimetro.

Le sue grandi braccia si allacciano attorno alla mia vita e mi spingono indietro in modo che la mia schiena sia contro il suo petto.
"Qualunque cosa accada, non combatterla. Resistere avrà come risultato una punizione."

"Cosa intendi?" Delicatamente mi zittisce e mette un dito bagnato sulle mie labbra.
"Ti ho dato il permesso di parlare?"

"No, ma era solo una semplice domanda." Lui scuote la testa e rimette il mio corpo vicino al suo.
"Non importa. Non ti ho dato il permesso di parlare, giusto?" Scuoto la testa come per dire no.

"Non scuotere o annuire con la testa. Ora userai le parole per tutto il tempo. Capito?"

"Sì." Le sue mani sono sul mio stomaco e mi pizzica la pelle.
"No, usa l'intera frase e rispondi solo con o no." Inalo un respiro le lo lascio uscire.

"Sì, signore. Ho capito."

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora