BabyGirl 🌸 Capitolo Quattorici

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Capitolo 14
25 Settembre, 2016

Camila:
Il respiro mi si blocca in gola ed un'ondata di imbarazzo ed umiliazione mi investe.
"Scusami?" Dico.
Harry si siede contro la testiera e caccia una strana risatina.
"Pensavi davvero che fossi venuto qui solo per il gusto di farlo?" Una rumorosa risata lascia la sua bocca ed io mi infilo sotto le coperte.

"Chance, il tuo ex o qualche stronzata simile, mi ha detto che impazzisci quando baci e volevo testare questa teoria." Si sporge e prova ad ottenere un altro bacio, ma velocemente rotolo fuori dal letto e cado sul pavimento.
"Niente secondo round?" Lo fisso e ruoto gli occhi.
Non può essere serio.
Usarmi per qualche tipo di esperimento o come vuole chiamarlo lui, chi fa qualcosa del genere?

Ci vuole ogni fibra di me stessa per non cedere mentre gli dico di lasciare la mia stanza.
"Stai facendo- Stai facendo un errore davvero grande in questo momento, C-Camila Avila." Parole confuse, singhiozzi dopo ogni parola, occhi rossi e distratti: è ubriaco.

"Vattene Harry, sei ubriaco." Mette il broncio ed incrocia le braccia come un bimbo di cinque anni che non ha ottenuto quello che voleva.
"Ti farò sapere che i-io sono m-m-molto s-sobrio."

"Allora cammina fuori dalla mia stanza in una linea dritta, visto che, a quanto pare, sei sobrio." Si alza dal letto con molta fiducia e dopo un paio di passi perde l'equilibrio e cade di nuovo sul letto.
Alzo un sopracciglio mentre lui alza un dito.
"Ci sono. Stavo solo facendo pratica. Ora sono s-serio, ecco qua."

Questa volta si alza lentamente in piedi e si prende il suo tempo per camminare.
È una linea dritta?
Non ci si avvicina nemmeno, ma sono grata che  sia in grado di camminare da solo fuori dalla mia stanza.
Raggiunge la porta e si gira un po' troppo velocemente per lo stato in cui è, sbatte la testa sulla cornice della porta e crolla sul tappeto nero.
"Harry?" Faccio uscire una risatina nervosa mentre mi avvicino a lui e vedo che i suoi occhi sono chiusi e lui non si sta muovendo.
Il cuore inizia a martellare nel mio petto pensando ai peggiori scenari possibili.

Tiro fuori il piede e colpisco ripetutamente il suo fianco e la testa, ma resta immobile.
Il panico mi assale e provo a correre nel corridoio, ma, dato che il mio corpo è perfettamente sopra quello di Harry, le mie gambe vengono afferrate da due grandi mani e cado a cavalcioni sulle ginocchia di Harry.

"Ti ho ingannata, piccola. Pensavi fossi morto, huh." Fa uscire una risatina mentre io mi alzo e lo fisso disgustata.
"Sei così macabro." Detto ciò, supero il suo corpo e chiudo a chiave la porta della mia stanza.
Scivolo sulla porta fino a far toccare il mio sedere a terra e resto con la schiena contro la porta.
Sento che Harry è ancora dietro la porta e sta piagnucolando, suonando come un cucciolo che si è perso.

Passa qualche momento di silenzio prima che qualcuno o qualcosa inizi a graffiare la mia porta.
"Vai via, Harry." Dico.
I graffi continuano ed una leggera luce inizia ad entrare attraverso l'altra porta.

I graffi diventano più rumorosi e fastidiosi, così apro la porta pronta a colpirlo dritto in faccia.
Velocemente fermo le mie azioni e guardo in basso incredula. Guardo di nuovo Harry che è appoggiato contro il muro con un sorriso pigro inciso sul suo volto.
"Non l'hai fatto." Strillo.

Un cane giocattolo per bambini è seduto sulle sue zampe posteriori proprio davanti la mia porta, facendo tutti i tipi di rumori di animali.
Colpisco il giocattolo e lo guardo mentre colpisce Harry dritto sullo stomaco causandogli uno strano rumore.
Mi guarda dritto negli occhi come se potesse attaccare in ogni momento.

Rapidamente chiudo e blocco di nuovo la porta e mi allontano.
Mi metto nel letto come avevo originariamente programmato e mi addormento sognando di essere con la mia famiglia.

La mattina dopo vengo svegliata da furiosi colpi alla mia porta ed urla arrabbiate.
"Apri questa dannata porta adesso, tu piccola stronza." Mi prendo il mio tempo e mi stropiccio gli occhi.
Lentamente porto i piedi sul pavimento e vado verso la porta.
Lentamente la mia mano raggiunge la chiusura e la sblocca.

Presto la porta viene aperta e mi colpisce sulla fronte.
Mr. Styles entra: faccia rossa, narici allargate e respiro pesante. Afferra il mio mento e con forza lo solleva per farsi guardare.

"Che diavolo c'è di sbagliato in te? Perché pensi di poter fare tutto quello che vuoi qui?" Scivolo via dalla sua presa ed inizio ad indietreggiare inciampando nel pavimento e finendo sul mio sedere.
"Perché senti il bisogno di controllare ogni piccola cosa che faccio? Non ho chiesto di essere qui e non voglio starci. Non importa quanto facesse schifo, l'appartamento dove vivevo è un inferno molto migliore di questo posto con voi."

Un dolore pungente colpisce la mia guancia ed il mio occhio comincia a lacrimare senza controllo.
Lo guardo incredula.
Mi ha appena schiaffeggiata.
Un uomo adulto mi ha appena schiaffeggiata perché ho chiuso a chiave una porta.
Tocco delicatamente la mia guancia e solo col tocco di un dito inizia a pungere.

Guardo in su e tutto ciò che vedo è rosso.
Quest'uomo mi ha appena schiaffeggiata, un cinquantenne ha appena schiaffeggiato una quindicenne innocua.
Era necessario?

Mi alzo rivolgendo a Mr. Styles il mio miglior sguardo assassino, gli rivolgo la schiena e vado in bagno chiudendo a chiave la porta.
Lui la colpisce ma io facilmente ignoro la sua voce e presto attenzione al segno della mano che è abbastanza evidente sulla mia guancia sinistra.
La mia faccia è di una sfumatura brillante di rosso e l'impronta è molto chiara ed evidente.

Le urla dall'altro lato cessano e non sento la presenza di nessuno.
Una volta che sento la porta d'ingresso sbattere al piano inferiore e vedo Mr. Styles salire sulla sua auto dalla finestra nel mio bagno, ritengo sicuro lasciare il bagno e la mia stanza ed esco.
Mentre scendo le scale, devio verso l'home theater e vedo Harry stravaccato sul divano guardando Dio sa cosa.
Alza la testa e mette il film in pausa.

Mentre si alza e si avvicina me, il mio cuore inizia battere più forte ed esco dalla stanza veloce tanto quanto la sua camminata.
"Rilassati, Camila, non ti colpirò... di nuovo. Stavolta non ne ho motivo." Come se dire questo fosse migliore.

Harry mi conduce per un lungo corridoio che finora non avevo ancora scoperto e mi spinge oltre una grande porta di legno.
Dietro la porta c'è la fantasia di qualunque persona quando pensa ad una sala giochi.
Giochi arcade, giochi di corsa con motoveicoli e volanti in cui puoi sederti, giochi per ballare e videogiochi.
Sul retro della stanza un bancone di caramelle mi sta chiamando.
Scivolo dalla presa all'entrata di Harry e raggiungo il cibo. Spingo le caramelle gommose e la cioccolata nella mia bocca finché non ci entra più nulla. Harry sta al mio fianco, ridendo per quanto eccitata io sia diventata per qualcosa così piccola.
Dopo aver passato cinque minuti ad infilarmi continuamente le caramelle in bocca, Harry finalmente mi ferma e mi allontana da lì per portarmi verso un gioco.

Lascio uscire un triste piagnucolio che causa alla risata di Harry di continuare.
"Sei appena entrata qui e devi ancora toccare qualcosa a parte il cibo, rilassati un po'." Annuisco e mi ritrovo a correre verso uno dei giochi di corsa con i motoveicoli. Harry sale su quello vicino al mio ed avvia il gioco dato che io non ho idea di cosa fare prima.
Mentre il countdown scorre mi guarda con un sorriso furbo.

"Inizia il gioco, Avila."

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora